
La Missione Hera entra nella fase più delicata del proprio viaggio verso il sistema asteroidale Didymos–Dimorphos. L’Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha completato con successo un aggiornamento del software di bordo della sonda mentre questa si trova a circa 140 milioni di chilometri dalla Terra, una milestone operativa che prepara la fase più complessa della missione: il rendez-vous previsto nell’autunno 2026 e conferma la maturità delle capacità europee nella gestione delle missioni nello spazio profondo.
L’annuncio è stato diffuso attraverso il profilo ufficiale della missione su X. Dal centro di controllo dell’European Space Operations Centre (ESOC) di Darmstadt, il team di Hera ha comunicato di aver aggiornato il software della sonda, che è ora pronta ad affrontare la fase di esplorazione ravvicinata degli asteroidi. Nel post si legge: “Operating across 140 million km of space”, a sottolineare la distanza alla quale è stata condotta l’operazione.
Un aggiornamento che prepara le operazioni attorno agli asteroidi
Nel corso di una missione interplanetaria il software di bordo viene progressivamente adattato alle diverse fasi operative. L’aggiornamento annunciato dall’ESA non rappresenta quindi un intervento di manutenzione ordinaria, ma abilita le funzioni che la sonda utilizzerà durante l’avvicinamento e l’esplorazione del sistema Didymos–Dimorphos.
Tra queste rientrano le capacità di navigazione autonoma, il controllo degli strumenti scientifici e le operazioni di prossimità in un ambiente caratterizzato da una gravità estremamente ridotta. Si tratta di attività che richiedono elevata affidabilità, anche perché le comunicazioni con la Terra sono soggette ai tempi di propagazione del segnale tipici dello spazio profondo, rendendo impossibile un controllo in tempo reale.
Operating across 140 million km of space from ESOC's Interplanetary Control Room (left), ESA’s Hera mission team has upgraded the software running it – leaving the spacecraft ready to explore the distant Dimorphos and Didymos asteroids this autumn https://t.co/6swAcs4NbG pic.twitter.com/B4kEkbaw5Y
— ESA's Hera mission (@ESA_Hera) July 8, 2026
Hera completerà il lavoro iniziato dalla missione DART
La Missione Hera costituisce il contributo europeo al programma internazionale di difesa planetaria, sviluppato insieme alla NASA.
Nel 2022, la missione Double Asteroid Redirection Test (DART) ha colpito intenzionalmente Dimorphos, modificandone l’orbita attorno a Didymos e dimostrando la fattibilità della tecnica dell’impattatore cinetico come metodo di deviazione di un asteroide.
Il compito di Hera sarà ora quello di effettuare la prima caratterizzazione dettagliata del sistema asteroidale dopo l’impatto, misurandone con precisione le proprietà fisiche e gli effetti prodotti dalla collisione. I dati raccolti consentiranno di migliorare la comprensione della risposta degli asteroidi a un’azione di deviazione, contribuendo allo sviluppo delle future strategie di difesa planetaria.
L’aggiornamento software conferma la maturità operativa dell’ESA
Oltre al valore scientifico della missione, l’aggiornamento evidenzia il ruolo crescente del software come elemento strategico delle missioni spaziali. La possibilità di riconfigurare un veicolo durante il volo permette infatti di adattarne le capacità operative alle diverse fasi della missione, aumentando flessibilità e resilienza senza interventi fisici sull’hardware.
Per l’ESA, questa milestone rappresenta anche una dimostrazione delle competenze sviluppate nella gestione delle missioni interplanetarie. Con il software ora configurato per le operazioni di prossimità, Hera si avvicina all’appuntamento più importante della sua missione: il rendez-vous con Didymos e Dimorphos, che consentirà di completare l’analisi degli effetti dell’impatto della missione DART e di rafforzare le conoscenze europee sulla difesa planetaria.
Michelangelo Moles laureato magistrale in Corporate Communication e Media è specializzato nei temi della space economy e della blue economy, con particolare attenzione agli aspetti legati all’innovazione, alla comunicazione strategica e alla divulgazione dei nuovi modelli economici connessi al mare e allo spazio.
Nel corso degli anni ha acquisito una forte capacità di strutturare informazioni, notizie e approfondimenti sui principali comparti dell’economia dello spazio e dell’economia del mare: satelliti, telecomunicazioni, osservazione della Terra, space tech, portualità, logistica, innovazione marittima, sostenibilità, tecnologie dual use e interconnessioni tra settore aerospaziale e blue economy.










