BEX debutta a Rimini: la Space Economy incontra le industrie terrestri

Grafica di BEX Rimini 2026 al Rimini Expo Centre dal 23 al 25 settembre
BEX – Beyond Exploration Expo si svolge al Rimini Expo Centre dal 23 al 25 settembre 2026 e mette al centro la convergenza tra Space Economy e industrie terrestri.

Portare le tecnologie spaziali fuori dal perimetro tradizionale dell’aerospazio e trasformarle in strumenti di innovazione per manifattura, agricoltura, materiali, farmaceutica e servizi. È su questa convergenza industriale che debutta BEX Rimini 2026, prima edizione di BEX – Beyond Exploration Expo, la nuova expo-conference organizzata da Italian Exhibition Group (IEG) al Rimini Expo Centre dal 23 al 25 settembre.

Il punto di partenza è un divario che indica, allo stesso tempo, quanto il processo sia ancora agli inizi e quale possa essere il suo potenziale. Secondo l’Osservatorio Space Economy del Politecnico di Milano, soltanto il 10% delle grandi imprese italiane appartenenti ad altri comparti ha oggi progetti attivi collegati alle tecnologie spaziali, mentre il 55% considera questo ambito un’interessante area di diversificazione.

BEX prova a inserirsi proprio in questo spazio industriale: mettere allo stesso tavolo aziende della filiera spaziale e imprese che operano in settori differenti, partendo da applicazioni concrete e da tecnologie potenzialmente trasferibili da un mercato all’altro.

La dimensione economica rende questa contaminazione sempre meno marginale. Il World Economic Forum e McKinsey stimavano la Space Economy globale in 630 miliardi di dollari nel 2023 e ne prevedono una crescita fino a 1.800 miliardi di dollari entro il 2035. In parallelo, oltre la metà dei servizi essenziali delle economie avanzate, dai trasporti alle comunicazioni fino all’energia, dipende già in qualche misura dalle infrastrutture satellitari, secondo i dati OCSE citati dagli organizzatori.

Per l’Italia la questione riguarda anche il posizionamento della propria base produttiva. La filiera aerospaziale nazionale viene quantificata in 21,4 miliardi di euro, mentre la componente specificamente spaziale è cresciuta del 63% in tre anni, secondo i dati CTNA-Confindustria riportati da BEX. Il Paese è inoltre indicato come settimo al mondo per numero di satelliti attivi.

BEX Rimini 2026, dalla manifattura orbitale alle applicazioni terrestri

Il programma della prima edizione riflette questa impostazione. Uno dei confronti sarà dedicato alla manifattura avanzata per lo spazio, con particolare attenzione a certificazione e fabbricazione in orbita. Alla sessione promossa dal Comitato Tecnico Scientifico di BEX e dal Lombardia Aerospace Cluster partecipano, tra gli altri, ESA, Ministero dell’Economia e delle Finanze, EY, TÜV, Dallara, Sabelt, Gavazzi Tessuti Tecnici e Cavok.

La composizione del panel evidenzia uno degli elementi centrali della manifestazione: alcune delle competenze necessarie alla crescita dell’economia spaziale non provengono esclusivamente dalle aziende space. Materiali avanzati, processi produttivi, certificazione, gestione della complessità e tecnologie sviluppate per altri mercati possono trovare applicazioni nell’ambiente orbitale; nella direzione opposta, tecnologie nate per esigenze spaziali possono diventare strumenti industriali sulla Terra.

Lo stesso principio guida le sessioni sulle applicazioni terrestri. ENEA affronta il tema dell’urban farming, Confagricoltura quello del telerilevamento applicato all’agricoltura e il CNR le possibili applicazioni nei campi della fisiologia e della farmaceutica. Spacewear porta il tema dei materiali indossabili, mentre NTT DATA Italia e Formula Medicine intervengono sulla preparazione fisica e mentale.

Un altro fronte è rappresentato dal mercato satellitare. La sessione “The Future of Satellite Market” è dedicata all’evoluzione degli sbocchi commerciali, mentre il BEX Vision Summit riunisce Axiom Space, Leonardo e gli europarlamentari Elena Donazzan e Giorgio Gori, membri della Commissione ITRE.

La manifestazione dedica inoltre un’area alla dimensione umana dell’esplorazione. La Casa dell’Astronauta affronta preparazione fisica e mentale, tute e tessuti tecnici, ricerca in microgravità e produzione di cibo in ambienti estremi. Tra gli elementi esposti figurano anche le tute indossate dal colonnello Walter Villadei, astronauta dell’Aeronautica Militare e Ambassador di BEX.

L’allestimento non rappresenta soltanto la componente divulgativa dell’evento. Nutrizione, tessuti, wearable, medicina e ricerca in microgravità sono infatti esempi di ambiti nei quali la domanda generata dalle attività spaziali può incrociare competenze sviluppate da industrie già consolidate sulla Terra.

Capitali, startup e competenze per allargare la filiera

La possibilità di trasferire una tecnologia, tuttavia, non coincide automaticamente con la capacità di trasformarla in un mercato. Per questo BEX affianca alle applicazioni industriali il tema della finanziabilità dei progetti. La Space Finance Arena riunisce Plug and Play Tech Center, EY, SACE, Intesa Sanpaolo e Primo Space per discutere bancabilità e scalabilità, includendo un reverse pitch degli investitori.

Startup, università e centri di ricerca trovano invece spazio nell’Open Innovation District, realizzato con EY come main partner. Nell’area sono previsti incontri diretti con ESA nell’ambito di INCUBED, programma di cofinanziamento, con il coinvolgimento anche di ANGI, ART-ER, Agenzia Spaziale Italiana (ASI), ESA BIC Turin, I3P, IIT, Fondazione MAI, Plug and Play, Primo Space e Tecnopolo Forlì-Cesena.

Sul versante delle competenze, oltre 60 studenti e neolaureati italiani e internazionali partecipano all’hackathon promosso da ASI con ALTEC. Per tre giorni lavoreranno su dati satellitari, modelli di business e nuove applicazioni terrestri. Alla squadra vincitrice è prevista una giornata di affiancamento in azienda.

Il 24 settembre, inoltre, Unioncamere-Dintec presenterà una nuova mappatura dell’innovazione aerospaziale italiana costruita a partire dai brevetti europei. Il dato potrà aggiungere un ulteriore elemento alla lettura della capacità nazionale di trasformare ricerca e competenze tecnologiche in proprietà intellettuale e, potenzialmente, applicazioni industriali.

È in questo quadro che gli organizzatori collocano la prima edizione. «Il programma di questa prima edizione parte da casi applicativi reali, con imprese spaziali e industrie di altri comparti che lavorano sugli stessi problemi da punti di partenza diversi. Chi arriva a Rimini può trovare qui una tecnologia già disponibile in un settore che non frequentava. La presenza delle istituzioni e la tappa degli Stati Generali della Space Economy collocano BEX dentro la strategia nazionale per il settore», dichiara Alessandra Astolfi, Global Exhibition Director Green & Technology Division di IEG.

La componente istituzionale è ampia. All’inaugurazione partecipano, tra gli altri, il direttore generale dell’Agenzia Spaziale Italiana, Luca Vincenzo Maria Salamone, rappresentanti di Aeronautica Militare e Marina Militare, della Presidenza del Consiglio dei Ministri e il presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale. BEX è inoltre tappa ufficiale degli Stati Generali della Space Economy 2026 e si svolge con il supporto di ESA e ICE Agenzia, oltre ai patrocini istituzionali indicati dagli organizzatori.

Al di là della dimensione fieristica, la prima edizione offre così un banco di prova per una questione più ampia: quanto rapidamente la crescita della Space Economy italiana riuscirà ad allargarsi oltre il nucleo delle imprese aerospaziali. Il divario tra quel 10% di grandi aziende non-space già impegnate in progetti legati allo spazio e il 55% che considera il settore un’opportunità di diversificazione delimita un bacino industriale ancora largamente da sviluppare. È precisamente in questo spazio, tra tecnologie già disponibili e nuovi utilizzatori industriali, che BEX cerca di costruire il proprio ruolo.

Michelangelo Moles

Michelangelo Moles laureato magistrale in Corporate Communication e Media è specializzato nei temi della space economy e della blue economy, con particolare attenzione agli aspetti legati all’innovazione, alla comunicazione strategica e alla divulgazione dei nuovi modelli economici connessi al mare e allo spazio.

Nel corso degli anni ha acquisito una forte capacità di strutturare informazioni, notizie e approfondimenti sui principali comparti dell’economia dello spazio e dell’economia del mare: satelliti, telecomunicazioni, osservazione della Terra, space tech, portualità, logistica, innovazione marittima, sostenibilità, tecnologie dual use e interconnessioni tra settore aerospaziale e blue economy.