Missioni Earth Venture: la NASA amplia le capacità di osservazione della Terra con sei nuove campagne suborbitali

Le Missioni Earth Venture della NASA osservano i ghiacciai dell'Alaska attraverso rilievi aerei, dati satellitari e misure sul terreno.
I ghiacciai dell’Alaska sono tra gli obiettivi delle Missioni Earth Venture della NASA, che integrano osservazioni da terra, dall’aria e dallo spazio per analizzare il ritiro dei ghiacci e il loro contributo all’innalzamento del livello del mare.
Fonte: NASA

La NASA amplia la propria infrastruttura di osservazione della Terra con una nuova generazione di Missioni Earth Venture, sei campagne suborbitali che integrano sensori installati su velivoli, droni e altre piattaforme di ricerca con dati satellitari per migliorare il monitoraggio di incendi estremi, qualità dell’aria, ghiacciai, frane ed ecosistemi artici. Il programma rafforza una componente sempre più strategica dell’Earth Observation: la capacità di acquisire dati ad alta risoluzione negli strati dell’atmosfera e della superficie terrestre che i satelliti, da soli, non riescono a osservare con la stessa flessibilità.

Nei prossimi anni le missioni coinvolgeranno centinaia di ricercatori, piloti e tecnici della NASA, della U.S. Navy, di università e istituti di ricerca statunitensi. Sebbene affrontino temi scientifici differenti, condividono un obiettivo comune: sviluppare un sistema di osservazione integrato in cui rilievi aerei, misure sul campo e dati satellitari operano in modo complementare per produrre informazioni più accurate e tempestive a supporto della ricerca e delle decisioni operative.

Missioni Earth Venture: il ruolo delle piattaforme suborbitali nell’osservazione della Terra

Le Missioni Earth Venture rappresentano uno degli strumenti con cui la NASA sta consolidando le proprie capacità di monitoraggio ambientale. Le piattaforme suborbitali consentono infatti di operare a quote differenti, seguire l’evoluzione dei fenomeni quasi in tempo reale e acquisire misure con un livello di dettaglio difficilmente ottenibile attraverso una sola tipologia di osservazione.

Questi dati alimentano modelli utilizzati da meteorologi, climatologi, urbanisti e autorità pubbliche, contribuendo a migliorare la comprensione dei processi naturali e la gestione dei rischi associati ai cambiamenti ambientali.

La prima campagna operativa sarà INSPYRE (Injected Smoke and PYRocumulonimbus Experiment), guidata dal Naval Research Laboratory, che studierà i fenomeni di pyrocumulonimbus, le cosiddette “nubi di fuoco” generate dagli incendi boschivi più intensi. Per osservare queste strutture atmosferiche saranno impiegati diversi velivoli, tra cui l’aereo ad alta quota ER-2 della NASA, equipaggiato con strumenti scientifici e con due sensori infrarossi sviluppati dal Jet Propulsion Laboratory (JPL) nell’ambito del programma FireSense.

L’obiettivo è migliorare la comprensione della formazione di queste tempeste, capaci di produrre fulmini, ostacolare le operazioni aeree e favorire l’innesco di nuovi incendi.

Sei campagne per osservare fenomeni ambientali sempre più complessi

La missione FarmFlux, coordinata dal NASA Goddard Space Flight Center insieme alla Colorado State University e alla Boston University, utilizzerà oltre una dozzina di strumenti scientifici per misurare ozono, metano, ammoniaca, particolato e altri inquinanti provenienti dalle aree agricole del Midwest e della Central Valley californiana. Le osservazioni contribuiranno ad approfondire il ruolo delle emissioni agricole nei processi atmosferici e climatici.

La missione HAMAQ (Hemispheric Airborne Measurements of Air Quality) analizzerà invece la qualità dell’aria nell’area di Atlanta e di Città del Messico, due contesti caratterizzati da dinamiche atmosferiche differenti. Il progetto utilizzerà il P-3B della NASA per le misure a bassa quota e il nuovo Boeing 777 acquisito dall’agenzia per effettuare rilievi remoti alle quote più elevate, verificando come le osservazioni satellitari possano essere integrate nelle attività di previsione e mitigazione dell’inquinamento.

Nelle regioni artiche entreranno in azione Snow4Flow, dedicata allo studio dell’evoluzione dei ghiacciai attraverso radar e altimetri laser installati su un velivolo appositamente modificato, e FORTE (Frontlines of Rapidly Transforming Ecosystems), che combinerà osservazioni provenienti da satelliti, aerei, droni, navi da ricerca e sistemi subacquei autonomi per monitorare le trasformazioni degli ecosistemi costieri dell’Alaska e dell’Oceano Artico, coinvolgendo anche le comunità locali nelle attività di raccolta dati.

Completa il programma LACCE (Landslide Change Characterization Experiment), sviluppato dal Jet Propulsion Laboratory, che utilizzerà radar ad apertura sintetica (SAR) e sensori terrestri per analizzare l’evoluzione delle frane in California e in Alaska, dove il rapido ritiro dei ghiacciai potrebbe aumentare il rischio di instabilità dei versanti e di megatsunami.

Nel loro insieme, le Missioni Earth Venture confermano il ruolo crescente delle piattaforme suborbitali nell’ecosistema dell’osservazione della Terra. Nato nel 2007 su raccomandazione del National Research Council, il programma Earth Venture Suborbital continua a sviluppare tecnologie e metodologie di acquisizione dati che affiancano le osservazioni satellitari, contribuendo a migliorare la capacità della NASA di monitorare fenomeni ambientali complessi e di fornire informazioni sempre più accurate alla comunità scientifica e ai decisori pubblici.

Fonte dati: JPL – NASA

Michelangelo Moles

Michelangelo Moles laureato magistrale in Corporate Communication e Media è specializzato nei temi della space economy e della blue economy, con particolare attenzione agli aspetti legati all’innovazione, alla comunicazione strategica e alla divulgazione dei nuovi modelli economici connessi al mare e allo spazio.

Nel corso degli anni ha acquisito una forte capacità di strutturare informazioni, notizie e approfondimenti sui principali comparti dell’economia dello spazio e dell’economia del mare: satelliti, telecomunicazioni, osservazione della Terra, space tech, portualità, logistica, innovazione marittima, sostenibilità, tecnologie dual use e interconnessioni tra settore aerospaziale e blue economy.