Intervista a Stefano Laporta al 3° Forum Space&Blue 2025 al Mimit

L’integrazione come pilastro delle politiche ambientali

Nell’intervista, Stefano Laporta, Presidente ISPRA, evidenzia come il monitoraggio spazio mare sia ormai un elemento imprescindibile per comprendere e affrontare le trasformazioni ambientali che interessano il Mediterraneo e i mari italiani. L’unione tra osservazioni satellitari e rilevazioni condotte in mare consente di disporre di dati più completi, utili per analizzare la dinamica degli ecosistemi, identificare pressioni antropiche e costruire modelli predittivi sempre più accurati. L’intervento richiama l’attenzione sulla necessità di sistemi integrati che permettano letture multilivello dei fenomeni, superando la frammentazione delle fonti informative.

Copernicus, reti nazionali e interoperabilità dei dati

Laporta sottolinea il ruolo centrale delle infrastrutture europee come Copernicus, capaci di fornire dati ad ampia copertura con continuità temporale. Tuttavia, evidenzia anche l’importanza delle reti nazionali, in particolare quelle gestite da ISPRA, che permettono rilievi diretti indispensabili per interpretare correttamente le osservazioni satellitari. Nel quadro del monitoraggio spazio mare, l’interoperabilità tra questi sistemi rappresenta una priorità strategica: solo attraverso piattaforme integrate e standard condivisi è possibile ottenere un quadro coerente utile alla pianificazione e alle valutazioni ambientali.

Fondali, ecosistemi e il contributo del progetto MER

Uno dei punti più critici evidenziati da Laporta riguarda la limitata conoscenza dei fondali marini italiani, che in alcuni tratti risultano ancora scarsamente mappati. Questa carenza limita la capacità di identificare aree vulnerabili o habitat di pregio. In questo contesto si inserisce il progetto MER – Marine Ecosystem Restoration, che unisce monitoraggio avanzato, tecniche di restauro degli ecosistemi e raccolta dati. L’integrazione tra osservazioni da satellite e rilievi diretti sul campo, sottolinea Laporta, rende il monitoraggio spazio mare uno strumento decisivo per migliorare la conoscenza scientifica e orientare interventi mirati.

Verso una governance più coordinata per le sfide future

L’intervista richiama infine il tema della governance: per Laporta, rafforzare il monitoraggio spazio mare significa anche promuovere uno sforzo congiunto tra enti di ricerca, amministrazioni pubbliche, infrastrutture operative e organismi europei. Fenomeni come il cambiamento climatico, l’erosione costiera e la perdita di biodiversità richiedono un approccio sistemico e continuo. Investire nella qualità dei dati, nella digitalizzazione e nei modelli decisionali partecipati è fondamentale per sostenere politiche ambientali più efficaci e per costruire una gestione sostenibile dei mari italiani.

Michelangelo Moles

Redazione Economia dello Spazio Magazine