NSE: al centro della seconda giornata le più innovative opportunità di business e sviluppo

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NSE: prosegue fino a domani, giovedì 7 dicembre, il New Space Economy European Expoforum, appuntamento annuale giunto alla quinta edizione, organizzato presso il padiglione 4 di Fiera Roma (Ingresso EST, Viale Alexandre Gustave Eiffel, 00148 Roma), con il patrocinio del Ministero della Difesa, del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, dell’Agenzia Spaziale Italiana, del Consiglio Nazionale delle Ricerche, di ENEA, di INGV e dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma e con la collaborazione di Regione Lazio e Camera di Commercio di Roma.

NSE: l’economia spaziale vista dalle due sponde dell’Atlantico

Durante NSE, che mette al centro il tema «There is no Space B», ci si è confrontati anche sull’economia spaziale vista dalle due sponde dell’Atlantico.

«Nella new space economy – spiega Roberto Vittori, generale dell’Aeronautica Militare e astronauta dell’Agenzia Spaziale Italiana e dell’Agenzia Spaziale Europea – la creatività riesce a trovare terreno più fertile nei rapporti bilaterali. Negli Stati Uniti, tra le culle per scienza, ricerca e tecnologie ci sono il Caltech e il NASA Jet Propulsion Laboratory JPL. Marco Villa, cofondatore di Tyvak – Terran Orbital, ne è l’equivalente creativo sotto il profilo industriale. New Space Economy significa creare opportunità da idee nuove: “revolutionary” come paragonato ad “evolutionary” ed il punto di partenza più appropriato è quello del mondo della ricerca e dell’università. Strategico in tal senso il rapporto con il mondo statunitense per l’importanza di modelli quali NASA JPL e la persona di Marco Villa, tra i fondatori di una delle realtà industriali di successo».

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NSE: nella mattinata al centro il programma spaziale IRIDE

Nella mattinata, il panel “From the EU Recovery Plan New Earth Observation Services for the Central Government”, ha sintetizzato il programma spaziale IRIDE, mettendo in evidenza le competenze industriali, necessarie allo sviluppo di questo sistema, e la domanda pubblica di servizi e applicazioni a cui esso dovrà rispondere. «I progetti del PNRR – dice Giovanni Sylos Labini, CEO di Planetek Italia – sono un investimento del Paese. Si è parlato anche di sostenibilità di lungo periodo e il momento di agire è questo, perché sono processi lunghi e complessi, di partecipazione di pubblico e privato. È molto importante che se ne parli qui all’NSE, perché l’earth observation è uno dei pilastri dell’economia dello spazio».

NSE, cybersecurity e new space economy

Ci si è poi confrontati su “Cybersecurity and new space economy: role, market opportunities in space and on ground”, con un approfondimento, come ha evidenziato il moderatore Roberto Mazzolin di Rhea Group, sull’utilizzo di sistemi di sicurezza basati sui cloud e sulla quantistica. Altri argomenti considerati sono stati l’integrazione della “security by design” nei sistemi spaziali e l’importanza di individuare e riconoscere in maniera preventiva le minacce collegate alle nuove tecnologie per gestirle in modo tempestivo.

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Foto Ufficio Stampa NSE

NSE e lo scenario globale dell’accesso allo spazio

Durante il panel “Emerging players in European Launch Industry and the challenge with USA and China” si è analizzato lo scenario globale dell’accesso allo spazio, che sta vivendo grandi novità con l’ingresso di nuovi players. È emersa la necessità che l’Europa, con le peculiarità del suo settore spaziale (diverse dai benchmark mondiali, in particolare USA e Cina), si doti di una regolamentazione che favorisca competitività commerciale, continuando al contempo a garantire cooperazione ed unità d’azione tra gli Stati europei. Gli obiettivi da perseguire sono l’affidabilità e la velocità di decision making, del procurement e di messa a disposizione del servizio di lancio, per perseguire, insieme all’offerta di servizi in orbita, competitività e sostenibilità economica.

L’Europa si deve adeguare alle regole del mercato libero, cercando un equilibrio tra domanda e offerta. I servizi in orbita IOS) possono essere soluzioni idonee sia a massimizzare i ricavi sia per conseguire una maggiore sostenibilità ambientale delle missioni spaziali. Infatti, le parti dei lanciatori usati per agganciarsi a satelliti dismessi (i cosiddetti debris spaziali) consentono di riportarli verso la Terra, facendoli rientrare in atmosfera dove vengono polverizzati completamente, senza ripercussioni.

“Investiment opportunities in the NSE”: un panel che conferma l’interesse degli investitori verso compagnie spaziali

Il panel “Investiment opportunities in the NSE” ha confermato l’interesse degli investitori sia europei che internazionali verso le compagnie spaziali, comprese quelle italiane. «In Europa abbiamo assistito nel 2022 a un importante aumento di finanziamento privato passando da 600 milioni a un 1 miliardo, in controtendenza con quanto è accaduto a livello globale, dove gli investimenti si sono invece contratti del 30 per cento. In Italia c’è molto talento imprenditoriale – ha commentato Gianluigi Baldesi, a capo del Ventures and Financing Office dell’Agenzia Spaziale Europea – ma spesso c’è la difficoltà da parte delle aziende a confrontarsi con gli investitori. A tal fine l’Agenzia Spaziale Italiana e l’Agenzia Spaziale Europea hanno lanciato diversi servizi commerciali a supporto delle realtà imprenditoriali».

NSE: il ruolo strategico dell’Italia come ponte verso l’Europa anche per i Paesi quali Colombia e Cile

Nel pomeriggio il confronto prosegue su altri temi di forte interesse. In “Education for the Space Economy”, con un parterre di esperti di spicco nel settore, si è sottolineata la necessità di una maggiore coesione e collaborazione, per preparare la forza lavoro del futuro.

Tra le aree emergenti, nel panel “New Space Economy for Latin America” si parlerà delle potenzialità per l’Italia di giocare un ruolo strategico come ponte verso l’Europa sia per le nazioni che hanno già le proprie agenzie spaziali nazionali che per i Paesi che le stanno creando, come la Colombia e il Cile.

NSE e le “Moon opportunities”

In “Moon opportunities” si affronteranno le opportunità legate all’esplorazione lunare. Tra queste, anche le possibilità legate all’estrazione mineraria sul nostro satellite, che potrebbe aprire ad alternative allo sfruttamento sistematico delle risorse terrestri, mostrando quindi le vere potenzialità dell’economia spaziale. Tra gli interventi anche quello di Trent Martin, vice presidente di Lunar Access, Intuitive Machines, realtà all’avanguardia che il prossimo mese lancerà il suo primo lander che atterrerà sulla Luna. Inoltre nel prossimo anno e mezzo trasporteranno sulla Luna alcuni payloads della Nasa, oltre a payloads commerciali. Le imprese lunari stanno prendendo il via con opportunità concrete di business.

Cosa mangiano gli astronauti? Se ne parla all’NSE

In “Feed the future astronauts” si parlerà dell’evoluzione degli studi sull’alimentazione degli astronauti, improntata finora al mantenimento dell’equilibrio psicofisico di chi vive, lavora e fa ricerca nella stazione spaziale. Se fino ad oggi il concetto era la sopravvivenza, ora, anche nell’ottica di soggiorni che diventano sempre più lunghi e di opportunità che si allargano ad interessi privati, si parla anche di qualità. Senza dimenticare che le tecnologie delle attività spaziali possono diventare strumenti di crescita anche per la vita sulla Terra.

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foto Ufficio Stampa NSE

Giornalista, Capo Redattrice di Economia dello Spazio Magazine,Economia del Mare Magazine,Space&Blue, Vivere Naturale Magazine.