Antonio Paoletti: aerospazio, partecipiamo alla sfida del futuro

Antonio Paoletti- Cluster-aerospazio

Intervista al presidente della Camera di Commercio Venezia Giulia e vice presidente vicario di Unioncamere Antonio Paoletti

Dopo aver incontrato il coordinatore del comitato promotore del nascente Cluster CT3A, Aerospace Technology Cluster Alpe Adria Umberto Malusà in occasione della seconda edizione di Space Meetings Veneto 2024, abbiamo voluto approfondire il tema con il promotore dell’idea, Antonio Paoletti, presidente della Camera di Commercio Venezia Giulia e vice presidente vicario di Unioncamere. Al centro della nostra chiacchierata le prospettive di sviluppo dell’aerospazio del Friuli Venezia Giulia e le nuove sfide del settore, dal punto di vista di un autorevole rappresentante istituzionale delle camere di commercio italiane, con uno sguardo anche alla nascente Legge sullo Spazio.

La Camera di Commercio Venezia Giulia è la promotrice del nascente Cluster CT3A, Aerospace Technology Cluster Alpe Adria. Perché ha voluto investire in questo progetto?

Nello svolgimento delle sue funzioni una Camera di commercio è sempre attenta a cogliere potenzialità, idee e suggerimenti. Nel caso specifico sono stati alcuni imprenditori che ci hanno chiesto di creare un Distretto aerospaziale per valorizzare il loro percorso in un contesto di relazioni e collaborazione. Ma prima di partire abbiamo voluto approfondire commissionando uno studio di fattibilità, eseguito in due fasi, i cui risultati ci hanno convinto dell’opportunità di proseguire. Il risultato è stato la costituzione di un Comitato Promotore di un Cluster Tecnologico Aerospaziale cui partecipano industrie, enti di ricerca e start up, ed è un risultato già significativo.

Quali sono le peculiarità industriali e di ricerca delle imprese del Cluster?

Il nostro territorio vede una presenza di centri di ricerca unica a livello nazionale: contiamo tre università, quaranta enti di ricerca, un sincrotrone e l’area di Ricerca, con una concentrazione di tecnici e scienziati a livello internazionale che non ha riscontro in altri Paesi. E gran parte di questi esperti sono già impegnati in progetti indirizzati verso il mondo dell’aerospazio. Il nostro sistema industriale è composto da alcune medio-grandi imprese e da molte Pmi, soprattutto nel settore meccanico, che presentano una forte propensione verso la tecnologia e l’innovazione, molte con esperienze già acquisite nel subappalto di progetti aerospaziali. 

Questi due elementi ci hanno convinto delle potenzialità di un Cluster per creare un sistema che integri le eccellenze del mondo scientifico con le attitudini del sistema industriale regionale. Il sistema è il modello per avere un ruolo nelle sfide che il nostro Paese e l’Europa affrontano nel mondo dello spazio.


Quali prospettive di sviluppo intravede per le aziende operanti nell’ambito del futuro Cluster?

Partecipare alla sfida non significa solo fatturato ma prima di tutto acquisizione di tecnologie, modelli gestionali, progettualità che ci proietta in un mondo nuovo. Se osserviamo lo scenario di riferimento cogliamo elementi sempre più marcati di competitività fra i Paesi. L’Italia e l’Europa giocano un ruolo fondamentale e di equilibrio che accresce il valore della stessa sfida. Noi vogliamo partecipare e dare il nostro contributo, perché questo significa – anche – adeguarsi al prossimo futuro.

Secondo la sua esperienza, come può una Camera di Commercio sostenere lo sviluppo delle imprese di un settore così altamente tecnologico come quello aerospaziale?

Ovviamente non abbiamo strumenti e risorse da dedicare ad investimenti tecnologici. Il nostro ruolo è leggere il territorio ed intercettare spunti idee e necessità trasformandoli in progetti ed in attività di sviluppo. Il caso di cui stiamo parlando è, mi sembra, emblematico.

Quali sono i prossimi passi e le altre attività in programma a favore dell’Economia dello Spazio?

La creazione del Cluster significherebbe entrare in una rete di relazione a livello internazionale che consentirà ai diversi soggetti facenti parte della struttura di trovare opportunità di partecipazione a progetti ed iniziative industriali, e scientifiche. Assieme alla Regione Friuli Venezia Giulia c’è piena sintonia di intenti nella definizione di un cluster tecnologico che, oltre a quello aereospaziale, possa ricomprendere altri settori economici.

Il cluster si propone come elemento promotore e catalizzatore per promuovere e valorizzare le potenzialità locali nei campi più diversi. In questi due anni di lavoro abbiamo portato imprese internazionali e rappresentanti del mondo spaziale a conoscere il nostro piccolo sistema territoriale e abbiamo partecipato a diversi eventi anche fieristici facendo conoscere il Friuli Venezia Giulia come una regione a vocazione tecnologica ed aerospaziale.

A giorni arriverà la prima Legge sullo Spazio italiana. Come valuta questa iniziativa e cosa si auspica con la sua adozione?

Abbiamo seguito con attenzione l’iter della legge ed il lavoro del ministro Adolfo Urso ma non conosciamo ancora il dettaglio. Certamente sarà un momento determinante per il futuro industriale e culturale del nostro Paese. Consapevoli della nostra dimensione faremo del nostro meglio per dare il nostro contributo.

Giornalista, specializzata in Economia dello Spazio, in Economia del Mare e in Mindfulness - istruttrice MBSR. Dal 2004 si occupa di Aerospazio e dal 2011 di Economia del Mare. Dirige Economia dello Spazio Magazine e Economia del Mare Magazine, oltre a seguire le relazioni istituzionali ed esterne in questi settori per importanti stakeholder.