PLD Space e CNES studiano un secondo launch pad a Kourou per MIURA 5 e MIURA 9

Rappresentanti di PLD Space e CNES durante la firma dell'accordo sulle attività di PLD Space a Kourou
La firma dell’accordo tra PLD Space e CNES per sviluppare le capacità di lancio della famiglia MIURA dal Guiana Space Centre di Kourou. L’intesa comprende la valutazione di un secondo launch pad per MIURA 5 e MIURA 9. Credito: PLD Space

La crescita di PLD Space a Kourou comincia a riflettersi anche sulla configurazione delle infrastrutture di terra. La società spagnola e il Centre National d’Études Spatiales (CNES) hanno definito un nuovo accordo relativo allo sviluppo delle capacità necessarie a sostenere le future operazioni dal Guiana Space Centre (CSG) di Kourou, includendo la valutazione di un secondo launch pad nell’area ELM-Diamant destinato a supportare missioni di MIURA 5 e MIURA 9.

È questo il passaggio industrialmente più significativo dell’intesa annunciata da PLD Space il 1° ottobre 2026. Non si tratta ancora della decisione di costruire una seconda rampa: l’accordo istituisce un quadro tecnico congiunto per valutarne la fattibilità. Indica però che la pianificazione delle infrastrutture di Kourou sta iniziando a guardare oltre le esigenze immediate del primo lanciatore orbitale dell’azienda e verso una capacità operativa dimensionata sulla futura famiglia MIURA.

Nel post pubblicato su X, PLD Space lega esplicitamente l’accordo alla necessità di «scale launch operations across our MIURA vehicle family» e sintetizza la prospettiva strategica nell’obiettivo di ampliare «Europe’s access to space, from Europe». Il messaggio colloca quindi l’espansione delle infrastrutture non soltanto nella roadmap aziendale, ma nel più ampio tema dell’accesso europeo allo spazio.

Da MIURA 5 a un’infrastruttura pensata per una famiglia di lanciatori

Il nuovo accordo rappresenta un’evoluzione di un percorso già avviato. PLD Space non sta entrando ora a Kourou: la relazione con CNES per operare dal CSG risale agli anni precedenti e nel giugno 2025 le parti hanno firmato il contratto che autorizza lo sviluppo del complesso di lancio di MIURA 5 nell’area ELM-Diamant. Il progetto assegnava alla società spagnola 15.765 metri quadrati per una zona di preparazione e una di lancio, con infrastrutture specifiche sviluppate dall’azienda e mezzi comuni forniti dal CNES.

Già nel 2024 PLD Space aveva quantificato in 10 milioni di euro l’investimento previsto per il complesso di MIURA 5, comprendente la launch zone, l’area di preparazione e il centro di controllo. La società aveva inoltre indicato Kourou come sito principale per i lanci ricorrenti del vettore.

La novità dell’intesa del 2026 va quindi letta rispetto a questa base infrastrutturale già in sviluppo. Il nuovo quadro tecnico con CNES riguarda la possibilità di aggiungere una seconda rampa a ELM-Diamant, capace di sostenere le operazioni non soltanto di MIURA 5 ma anche di MIURA 9. È il collegamento tra i due vettori a dare alla notizia una portata superiore a quella di un semplice ampliamento del sito.

Per un operatore di lancio, infatti, l’aumento della capacità non dipende esclusivamente dalla disponibilità dei razzi. Frequenza delle missioni, preparazione dei veicoli, movimentazione a terra, sicurezza e disponibilità delle infrastrutture concorrono a determinare quante campagne possano essere sostenute da uno spazioporto. Se la flotta cresce, anche il segmento di terra deve essere dimensionato di conseguenza.

PLD Space a Kourou, ELM-Diamant entra nella strategia di crescita

La scelta di ELM-Diamant ha anche una dimensione istituzionale. Nel 2021, CNES aveva aperto l’area all’insediamento di microlanciatori, inserendola nel processo di diversificazione degli operatori presenti nel principale spazioporto europeo. PLD Space è stata successivamente selezionata per operare dal sito e nel 2025 è diventata la prima società privata a sottoscrivere il contratto per sviluppare e gestire il proprio complesso di lancio nell’area.

Il modello prevede una divisione delle responsabilità infrastrutturali. CNES realizza e gestisce i mezzi comuni, mentre PLD Space è responsabile delle strutture specifiche necessarie all’integrazione, ai test e alle operazioni di lancio. Questa impostazione consente allo spazioporto di mettere a disposizione infrastrutture condivise mantenendo impianti dedicati alle esigenze tecniche dei singoli operatori.

È in questo quadro che assume rilievo lo studio di una seconda rampa. L’eventuale espansione non rappresenterebbe soltanto un aumento della superficie operativa di PLD Space, ma l’adeguamento del complesso alla progressiva diversificazione della sua architettura di lancio.

PLD Space ha indicato per MIURA 5 una capacità obiettivo fino a 30 missioni annue entro il 2030, distribuite tra più spazioporti, indicando Kourou come uno dei siti della propria rete operativa.

Per la Space Economy europea, l’accordo evidenzia inoltre un aspetto spesso meno visibile della competizione nel mercato dei lanciatori: sviluppare il vettore è soltanto una parte della capacità necessaria per offrire servizi di accesso all’orbita con continuità. La disponibilità di rampe, strutture di integrazione e preparazione, servizi comuni e procedure operative costituisce un’infrastruttura industriale che deve crescere insieme alla produzione dei lanciatori e al portafoglio delle missioni.

In questa prospettiva, il nuovo accordo tra PLD Space e CNES segnala che la pianificazione di Kourou viene progressivamente collegata alla fase successiva dello sviluppo aziendale. Il passaggio è rilevante anche perché MIURA 5 sta già costruendo un portafoglio commerciale. Nell’aprile 2025 PLD Space dichiarava di avere occupato oltre l’80% degli slot del manifest fino al 2027 dopo un accordo con D-Orbit; nel febbraio 2026 ha inoltre annunciato un contratto con Sateliot per una missione dedicata prevista nel 2027. Sono dati comunicati dall’azienda che mostrano come lo sviluppo del segmento di terra proceda parallelamente alla costruzione della domanda commerciale per il vettore.

L’inclusione di MIURA 9 nella valutazione della seconda rampa amplia ulteriormente l’orizzonte. Significa che PLD Space e CNES stanno considerando requisiti infrastrutturali destinati non solo all’entrata in servizio di MIURA 5, ma anche all’evoluzione successiva della famiglia di lancio.

Resta un passaggio preliminare. L’accordo annunciato il 1° ottobre riguarda una valutazione di fattibilità e non equivale all’approvazione della costruzione di un secondo pad. Non sono stati comunicati, nella fonte primaria, un investimento dedicato alla nuova infrastruttura né un calendario per la sua eventuale realizzazione.

Il dato industriale, tuttavia, è già definito: mentre PLD Space prepara le proprie capacità orbitali, la collaborazione con CNES comincia a estendersi dalla realizzazione del primo complesso di MIURA 5 alla pianificazione delle infrastrutture necessarie per una famiglia di vettori. Per Kourou, è un ulteriore tassello nel processo di apertura del Guiana Space Centre a nuovi operatori commerciali europei; per PLD Space, è il passaggio dalla disponibilità di una base di lancio alla pianificazione della capacità necessaria per aumentare, nel tempo, la scala delle operazioni.

Michelangelo Moles

Michelangelo Moles laureato magistrale in Corporate Communication e Media è specializzato nei temi della space economy e della blue economy, con particolare attenzione agli aspetti legati all’innovazione, alla comunicazione strategica e alla divulgazione dei nuovi modelli economici connessi al mare e allo spazio.

Nel corso degli anni ha acquisito una forte capacità di strutturare informazioni, notizie e approfondimenti sui principali comparti dell’economia dello spazio e dell’economia del mare: satelliti, telecomunicazioni, osservazione della Terra, space tech, portualità, logistica, innovazione marittima, sostenibilità, tecnologie dual use e interconnessioni tra settore aerospaziale e blue economy.