
I test ExoMars nel deserto di Tabernas, in Andalusia, portano sulla Terra una parte delle operazioni che un giorno dovranno essere eseguite su Marte. ESA e Airbus stanno conducendo in Spagna una campagna di prove sul campo legata alla missione ExoMars Rosalind Franklin, con l’obiettivo di mettere alla prova tecnologie, procedure e squadre chiamate a gestire il rover europeo.
A comunicare le attività è stata Airbus Space il 1° ottobre, spiegando che i test servono ad addestrare scienziati e operatori della missione e a verificare la corretta esecuzione dei comandi da parte del prototipo. La campagna utilizza infatti Charlie, un rover sperimentale a sei ruote impiegato per provare tecnologie e operazioni rilevanti per Rosalind Franklin. Secondo l’ESA, le attività coinvolgono anche altri partner europei.
La rilevanza delle prove va oltre la verifica del singolo sistema. In una missione robotica interplanetaria, hardware, software, procedure e organizzazione delle operazioni devono funzionare come un’unica architettura. È su questa integrazione che la campagna spagnola concentra una parte importante del lavoro preparatorio verso Marte.
I test ExoMars dal centro di controllo di Torino al deserto di Tabernas
Il test riproduce alcuni elementi essenziali della futura catena operativa. Il prototipo viene controllato a distanza nel deserto di Tabernas attraverso un collegamento satellitare dal Rover Operations Control Centre (ROCC) di Torino, la struttura destinata alla gestione delle operazioni di Rosalind Franklin sulla superficie marziana. Durante la campagna vengono inoltre validate le più recenti capacità di navigazione autonoma del rover e simulate attività scientifiche previste durante la missione.
È questo uno degli aspetti più significativi dell’esercitazione. Su Marte il rover non potrà essere guidato in tempo reale come un veicolo terrestre: le squadre dovranno pianificare le attività, trasmettere sequenze di comandi e affidare al sistema un determinato grado di autonomia. La capacità di trasformare le decisioni scientifiche prese sulla Terra in operazioni robotiche affidabili diventa quindi parte integrante dell’architettura della missione.
Il post di Airbus sintetizza l’obiettivo in due attività complementari: “train the scientists and mission operators” e validare che il prototipo esegua ogni comando con precisione. Non si tratta dunque soltanto di collaudare il rover, ma anche di esercitare la componente umana e organizzativa che dovrà utilizzarlo.
Le prove in Andalusia permettono inoltre di trasferire le procedure fuori dagli ambienti controllati normalmente utilizzati per i test. Non è la prima volta che il programma ricorre a rover gemelli e simulatori terrestri: negli anni ESA ha utilizzato questi sistemi per provare mobilità, perforazione, acquisizione di dati scientifici e sequenze operative prima dell’impiego sul pianeta.
Is there evidence of ancient life on Mars? 🌌
— Airbus Space (@AirbusSpace) October 1, 2026
To answer one of humanity's biggest questions, we must test for the extreme.
We are in the Tabernas desert in Spain with @esa conducting field trials for the Rosalind Franklin #ExoMars rover, built by #Airbus.
The objective: train… pic.twitter.com/uCHqm16GVB
Rosalind Franklin, dalla ricerca nel sottosuolo alla nuova architettura ExoMars
La preparazione operativa è direttamente legata all’ambizione scientifica di Rosalind Franklin. Il rover dovrà cercare possibili tracce di vita passata o presente su Marte e dispone di una caratteristica centrale per questa ricerca: un sistema di perforazione capace di raggiungere una profondità massima di due metri.
L’accesso al sottosuolo è rilevante perché eventuali molecole organiche possono avere maggiori possibilità di conservarsi lontano dalla radiazione ionizzante e dalle condizioni che interessano la superficie. I campioni raccolti saranno trasferiti al laboratorio scientifico a bordo del rover per le successive analisi.
La missione punta attualmente a una finestra di lancio tra ottobre e dicembre 2028 dal Kennedy Space Center, con l’atterraggio su Marte previsto nel 2030.
Per Airbus, il programma comprende una responsabilità industriale di lungo periodo. L’azienda ha progettato e costruito il rover a Stevenage, nel Regno Unito, consegnandolo a Thales Alenia Space nel 2019. È inoltre coinvolta negli aggiornamenti necessari in vista della nuova configurazione della missione e nello sviluppo di sistemi della piattaforma di atterraggio che dovrà portare Rosalind Franklin sulla superficie di Marte.
La campagna di Tabernas assume un significato ulteriore se collocata nella storia recente di ExoMars. La missione del rover era prevista per il 2022, ma il lancio venne cancellato dopo la sospensione della cooperazione tra ESA e Roscosmos seguita all’invasione russa dell’Ucraina. Il programma è stato successivamente riconfigurato attorno a una nuova architettura e a un nuovo calendario.
In questo percorso, le prove sul campo rappresentano una fase concreta della preparazione del sistema operativo che dovrà accompagnare Rosalind Franklin su Marte. Il loro valore non consiste nell’annuncio di un nuovo risultato scientifico: la domanda sull’esistenza di antiche forme di vita marziana, con cui Airbus apre il proprio post, resta l’obiettivo finale della missione.
Il dato industrialmente significativo è la maturazione coordinata di rover, navigazione autonoma, infrastrutture di controllo e procedure scientifiche. Per l’ecosistema spaziale europeo, ExoMars contribuisce anche al consolidamento di competenze nella mobilità planetaria, nell’analisi autonoma dei campioni e nelle operazioni robotiche a grande distanza. L’ESA indica tra le tecnologie chiave della missione la capacità di atterrare su un altro pianeta, muoversi sulla sua superficie e analizzare campioni in autonomia.
Il deserto di Tabernas diventa così un banco di prova per una parte della catena operativa europea che dovrà funzionare quando Rosalind Franklin sarà su Marte, trasformando la campagna in una tappa concreta del percorso verso la missione del 2028.
Il team editoriale di Economia dello Spazio Magazine, il magazine di riferimento della Space Economy Made in Italy.









