
Il completamento della costellazione Eaglet II porta a regime una delle componenti satellitari di IRIDE e segna un passaggio industriale significativo per il programma italiano di Osservazione della Terra. Con il terzo e ultimo batch di otto satelliti, OHB Italia ha completato il dispiegamento dei 24 minisatelliti della costellazione a meno di dodici mesi dal primo lancio del 2025, chiudendo un ciclo che comprende progettazione, integrazione, test e operazioni in orbita.
Gli otto satelliti sono partiti il 1° ottobre alle 20.32 CEST dalla Vandenberg Space Force Base, in California, a bordo della missione condivisa Transporter-18 di SpaceX. Dopo la separazione, il Mission Control Center di OHB Italia a Roma ha acquisito il segnale e avviato le attività di messa in opera.
Con quest’ultimo lancio Eaglet II raggiunge così la configurazione finale prevista. I suoi 24 satelliti, insieme agli altri 15 satelliti della costellazione HEO, portano a 39 il numero di satelliti IRIDE in orbita.
Il dato assume rilievo non soltanto per la dimensione della capacità satellitare dispiegata. Eaglet II concentra infatti in Italia diverse fasi della catena industriale necessaria alla realizzazione di una costellazione: OHB Italia ne cura progettazione, integrazione, test e operazioni, mentre il centro di controllo della società nella capitale consente di estendere questa responsabilità alle attività successive al lancio.
La costellazione Eaglet II completata in meno di dodici mesi
La tempistica è uno degli elementi industrialmente più rilevanti del programma. Il completamento dei 24 satelliti Eaglet II arriva a meno di un anno dal primo lift-off del 2025 e, secondo quanto dichiarato da Simonetta Cheli, Direttrice dei programmi di Osservazione della Terra dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e Capo di ESA/ESRIN, il traguardo è stato raggiunto «con diversi mesi di anticipo rispetto alle scadenze del PNRR».
IRIDE è l’infrastruttura nazionale per l’Osservazione della Terra di proprietà dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), realizzata nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), integrato dal Piano Nazionale Complementare (PNC). Il programma è sviluppato dall’ESA con il supporto dell’ASI e combina costellazioni satellitari, infrastrutture terrestri e servizi digitali. Al termine della fase di sviluppo e validazione, la responsabilità del sistema viene progressivamente trasferita all’ASI per la gestione operativa e la sua evoluzione.
Il completamento di Eaglet II rappresenta quindi una milestone all’interno di un’infrastruttura più ampia, nella quale concorrono diversi attori industriali. Il dispiegamento di IRIDE non termina infatti con questo lancio: Cheli ha indicato ulteriori missioni nei prossimi mesi per i satelliti NIMBUS-SAR e HEO, seguite dalle altre costellazioni previste dal programma.
Il Commissario dell’ASI, Mario Cospito, ha collegato il risultato alla capacità produttiva del comparto nazionale, definendo il lancio «una ulteriore dimostrazione delle capacità del nostro sistema industriale» e sottolineando il rispetto, e in alcuni casi l’anticipo, del cronoprogramma collegato ai fondi PNRR.
Per OHB Italia, la conclusione della fase di dispiegamento costituisce soprattutto il risultato di una capacità industriale estesa all’intero ciclo della costellazione. «Portare in orbita ventiquattro satelliti interamente progettati, integrati e testati dalla nostra Azienda in meno di un anno significa aver trasformato un progetto ambizioso in un sistema spaziale completo ed operativo», ha dichiarato Roberto Aceti, Managing Director della società.
Dalle piattaforme compatte ai servizi geospaziali
La dimensione industriale di Eaglet II è legata anche alle caratteristiche delle piattaforme realizzate. Ciascun minisatellite ha una massa totale di circa 25 chilogrammi e integra sensori ottici per l’acquisizione di immagini RGB, oltre alla capacità di ricevere e ritrasmettere segnali AIS (Automatic Identification System) utilizzati per il tracciamento delle navi.
La combinazione tra osservazione ottica e dati AIS amplia gli impieghi della costellazione nell’ambito della sorveglianza e della sicurezza marittima. Più in generale, i dati prodotti da Eaglet II concorrono ai servizi IRIDE destinati al monitoraggio ambientale, alla gestione delle emergenze e al supporto della Protezione Civile, al controllo delle infrastrutture critiche, alla tutela del territorio e delle coste e allo sviluppo di applicazioni commerciali.
È su questo passaggio che il completamento industriale della costellazione assume una dimensione più ampia. IRIDE non è concepito soltanto come insieme di satelliti, ma come un’infrastruttura nella quale capacità spaziali, segmento di terra e servizi digitali devono trasformare i dati di Osservazione della Terra in informazioni utilizzabili dalle istituzioni, dalla pubblica amministrazione, dalla ricerca e dalle attività economiche.
Con Eaglet II interamente dispiegata, una delle componenti di questa architettura raggiunge ora la configurazione prevista. Per OHB Italia, il risultato consolida un’esperienza che comprende sia la realizzazione seriale di piattaforme satellitari compatte sia la loro gestione dal centro di controllo di Roma. Per IRIDE, i 24 satelliti rappresentano invece una capacità già collocata in orbita all’interno di un programma che proseguirà con il dispiegamento delle ulteriori costellazioni previste.
Michelangelo Moles laureato magistrale in Corporate Communication e Media è specializzato nei temi della space economy e della blue economy, con particolare attenzione agli aspetti legati all’innovazione, alla comunicazione strategica e alla divulgazione dei nuovi modelli economici connessi al mare e allo spazio.
Nel corso degli anni ha acquisito una forte capacità di strutturare informazioni, notizie e approfondimenti sui principali comparti dell’economia dello spazio e dell’economia del mare: satelliti, telecomunicazioni, osservazione della Terra, space tech, portualità, logistica, innovazione marittima, sostenibilità, tecnologie dual use e interconnessioni tra settore aerospaziale e blue economy.










