Marsiaj sottolinea il valore della presidenza italiana in ESA

Presidenza italiana ESA

Il ruolo della presidenza italiana

La presidenza italiana alla Ministeriale dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) segna un passaggio storico per il nostro Paese e per l’intera Europa dello Spazio. È una responsabilità che va oltre la rappresentanza: significa contribuire in modo sostanziale a definire le scelte strategiche che determineranno la competitività europea nei prossimi anni, in un contesto geopolitico e tecnologico sempre più complesso.

È quanto ha dichiarato Giorgio Marsiaj, delegato di Confindustria per l’Aerospazio, commentando con AGEEI/Aerospazionews i risultati del Consiglio a livello ministeriale dell’ESA, che si è concluso ieri a Brema (Germania).

Una filiera industriale forte e investimenti record

L’Italia arriva a questo appuntamento con una filiera industriale forte“, ha proseguito Marsiaj.

“Oggi a Brema è stato confermato questo ruolo di primo piano, approvando una dotazione record di circa 22 miliardi di euro, di cui 3,5 come contributo dell’Italia. Questo risultato rende ancora più necessario un dialogo strutturato e continuativo con le controparti industriali BDI (Bundesverband der Deutschen Industrie) e MEDEF (Mouvement des Entreprises de France), che rappresentano i sistemi industriali di Germania e Francia, gli altri due principali Paesi contributori al budget complessivo, per allineare le priorità industriali e valorizzare le complementarità delle rispettive filiere”.

Quadro normativo nazionale e rischi per il settore

“Per non sprecare questa occasione, è però fondamentale che il quadro normativo nazionale sia all’altezza delle ambizioni”, ha sottolineato il delegato di Confindustria per l’Aerospazio.

“La recente Legge 89/2025 e i suoi decreti attuativi, se non correttamente calibrati, rischiano di generare un blocco operativo del settore, rallentando investimenti, missioni e nuove iniziative industriali. I requisiti previsti – inclusi gli oneri assicurativi, i tempi autorizzativi eccessivi, le fasce di rischio poco chiare – impongono una riflessione urgente e condivisa con l’industria. Servono un periodo transitorio chiaro e sandbox regolatorie per applicare le norme senza paralizzare il settore. Allo stesso tempo, la regolamentazione europea dovrà evitare sovrapposizioni che penalizzerebbero soprattutto le PMI italiane“.

L’Italia come protagonista della Space Economy

“L’Italia ha tutte le condizioni per guidare questa stagione: competenze scientifiche d’eccellenza, una filiera integrata e una credibilità internazionale riconosciuta. La Space Economy è un’importante leva di crescita e di posizionamento globale”, ha concluso Marsiaj.

“Sta a noi trasformare questa opportunità in risultati concreti, con visione e pragmatismo“.

Michelangelo Moles

Redazione Economia dello Spazio Magazine