
Quantum Technology Monitor 2025: la svolta industriale delle tecnologie quantistiche e l’opportunità per la Space Economy
McKinsey: il 2025 è l’anno del “quantum reality check”
Il nuovo Quantum Technology Monitor 2025 di McKinsey & Company, pubblicato nel giugno 2025, segna un punto di svolta: il periodo in cui le tecnologie quantistiche smettono di essere solo un esperimento accademico e iniziano a produrre effetti tangibili nell’industria.
Il report, che analizza i tre principali filoni del settore — quantum computing, quantum communication e quantum sensing — fornisce una fotografia aggiornata e realistica della maturità tecnologica e del potenziale economico globale.
Secondo McKinsey, il mercato complessivo delle tecnologie quantistiche potrebbe raggiungere un valore compreso tra 80 e 100 miliardi di dollari entro il 2035, di cui:
- 28–72 miliardi US$ dal quantum computing,
- 11–15 miliardi US$ dal quantum communication,
- 7–10 miliardi US$ dal quantum sensing.
Si tratta di stime prudenti, ma significative: la crescita del settore è oggi sostenuta da oltre 10 miliardi di dollari di investimenti pubblici annunciati a livello globale, e da un aumento del numero di startup quantistiche, in particolare in Europa, Nord America e Asia.
“Il 2024 è stato l’anno della transizione dal crescere i qubit allo stabilizzare i qubit”, scrive McKinsey, indicando che il mercato sta passando dalla ricerca alla pre-industrializzazione.
Tre tecnologie, tre traiettorie di maturazione
1. Quantum Computing (QC)
È l’area più finanziata e la più conosciuta. Le aziende stanno lavorando per aumentare la stabilità dei qubit e ridurre gli errori.
McKinsey osserva che oggi l’attenzione si è spostata verso use case selettivi nei settori farmaceutico, finanziario e dei materiali avanzati, dove il calcolo quantistico può offrire vantaggi concreti.
L’adozione su larga scala è ancora lontana, ma la curva di maturità tecnologica sta accelerando.
2. Quantum Communication (QComm)
Questo ambito riguarda la distribuzione sicura di informazioni tramite protocolli quantistici, in particolare la Quantum Key Distribution (QKD).
McKinsey segnala che la QComm è oggi in fase di test su reti terrestri e satellitari — un riferimento importante per l’Europa, dove è in corso la realizzazione dell’infrastruttura EuroQCI (European Quantum Communication Infrastructure).
Si tratta di un passo chiave per la sicurezza dei dati e la resilienza delle comunicazioni critiche, anche in contesti futuri legati allo spazio.
3. Quantum Sensing (QS)
È la tecnologia più vicina al mercato. Utilizza fenomeni quantistici come l’interferenza atomica o l’entanglement per misurare grandezze fisiche con altissima precisione.
McKinsey individua applicazioni potenziali in navigazione, geofisica, difesa, monitoraggio ambientale e industria manifatturiera, sottolineando che il quantum sensing “sta uscendo dai laboratori verso prototipi industriali”.
Un’opportunità emergente per la Space Economy
Sebbene il Quantum Technology Monitor 2025 non menzioni esplicitamente la space economy, molti dei trend individuati da McKinsey hanno implicazioni dirette o potenziali per questo settore.
Le tecnologie quantistiche — in particolare sensing e comunicazione — possono infatti abilitare nuove capacità spaziali:
- Navigazione e posizionamento indipendenti dal GPS, grazie a sensori quantistici inerziali capaci di mantenere la posizione anche in assenza di segnale esterno.
- Osservazione gravitazionale e geofisica dallo spazio, attraverso sensori quantistici di campo gravitazionale e magnetico a bordo di satelliti.
- Comunicazioni quantistiche tra Terra, orbita e Luna, per garantire sicurezza e inviolabilità nelle trasmissioni interplanetarie.
- Sincronizzazione ultra-precisa tra costellazioni satellitari, grazie a orologi atomici ottici basati su tecniche quantistiche.
Queste applicazioni non sono descritte nel report, ma sono coerenti con le traiettorie tecnologiche che McKinsey evidenzia: crescita del quantum sensing come tecnologia “più pronta” e avanzamento della quantum communication verso infrastrutture globali.
Europa e Italia: dalla ricerca all’ecosistema industriale
L’Europa, secondo McKinsey, è oggi uno dei tre poli globali della tecnologia quantistica, insieme a Stati Uniti e Asia.
Nel 2025 l’Unione Europea ha superato i 7 miliardi di euro di investimenti pubblici complessivi, inclusi programmi nazionali di Germania, Francia, Paesi Bassi e Italia.
In Italia, il potenziale è rafforzato da tre elementi:
- Fotonica integrata e sensori avanzati sviluppati da università e centri di ricerca;
- Competenze nella manifattura high-tech e nella componentistica spaziale, che possono facilitare la transizione verso applicazioni quantistiche a bordo;
- Ruolo crescente nei programmi europei legati a comunicazioni e sensing, potenzialmente integrabili con tecnologie quantistiche.
Questi fattori pongono l’Italia in una posizione favorevole per ibridare il dominio spaziale e marino — due settori, quello dello spazio e dell’economia del mare, che già convergono nella prospettiva “Space & Blue”.
Un percorso di maturazione graduale
McKinsey sottolinea che la piena industrializzazione delle tecnologie quantistiche richiederà ancora diversi anni.
Il quantum sensing potrebbe entrare nei mercati operativi tra il 2027 e il 2030, la quantum communication entro la fine del decennio, mentre il quantum computing su larga scala non è atteso prima del 2035.
Nel frattempo, il valore strategico delle competenze, delle supply chain e delle infrastrutture di test diventa cruciale.
Per la space economy, questo significa iniziare ora a costruire ponti tra ricerca quantistica e applicazioni spaziali, attraverso programmi sperimentali, missioni dimostrative e partenariati pubblico-privati.
Il potenziale di una convergenza
Il Quantum Technology Monitor 2025 non parla direttamente di spazio, ma delinea una realtà tecnologica che potrebbe trasformare anche il modo in cui osserviamo, comunichiamo e ci muoviamo nello spazio.
Il quantum sensing, la comunicazione quantistica e la simulazione quantistica rappresentano tecnologie abilitanti per la nuova generazione di infrastrutture spaziali — più autonome, più sicure e più interconnesse.
Per l’Italia e per l’Europa, cogliere questa opportunità significa non solo partecipare alla corsa quantistica, ma guidarla verso le orbite dove si incontrano ricerca, industria e geopolitica dello spazio.
Giornalista, specializzata in Economia dello Spazio, in Economia del Mare e in Mindfulness - istruttrice MBSR e facilitatrice LEGO® SERIOUS PLAY® .Dal 2004 si occupa di Aerospazio e dal 2011 di Economia del Mare. Dirige Economia dello Spazio Magazine, Economia del Mare Magazine e Space& Blue Magazine, oltre a seguire le relazioni istituzionali ed esterne in questi settori per importanti stakeholder. Ideatrice del Progetto "Space&Blue Made in Italy" con il suo Forum Space&Blue e del Progetto "Blue Forum Italia network".










