
Il record di Perseverance su Marte segna un nuovo traguardo per la navigazione autonoma nell’esplorazione planetaria. L’11 ottobre 2026, il rover della NASA ha raggiunto 45,22 chilometri di percorrenza complessiva, superando il precedente primato di 45,16 chilometri stabilito da Opportunity. Il sorpasso è avvenuto durante il 2.006° giorno marziano della missione, a circa cinque anni e mezzo dall’atterraggio nel cratere Jezero, mentre Opportunity aveva impiegato quasi quindici anni per raggiungere la stessa distanza.
La differenza nei tempi non dipende esclusivamente dalla velocità dei veicoli, ma riflette anche l’evoluzione delle tecnologie di navigazione, pianificazione dei percorsi e gestione degli ostacoli. In questo contesto, il record costituisce un indicatore delle capacità operative raggiunte dalla robotica planetaria, grazie anche ai progressi dei sistemi autonomi che consentono ai rover di muoversi su terreni complessi con un intervento limitato degli operatori terrestri.
Il record di Perseverance su Marte e il ruolo di AutoNav
Il principale fattore tecnologico alla base delle prestazioni di Perseverance è AutoNav, il sistema di navigazione autonoma sviluppato per consentire al rover di analizzare l’ambiente circostante e individuare percorsi sicuri durante il movimento.
Il funzionamento si basa sull’acquisizione di immagini del terreno, sulla costruzione di mappe tridimensionali degli ostacoli e sulla definizione di traiettorie tra punti di riferimento selezionati dagli operatori sulla Terra. Il rover può quindi prendere decisioni locali sul percorso senza attendere istruzioni dettagliate per ogni manovra.
Questa capacità assume particolare rilevanza su Marte, dove i ritardi nelle comunicazioni con la Terra impediscono il controllo in tempo reale. L’autonomia consente di ridurre la necessità di interventi continui da parte degli operatori e di utilizzare una parte maggiore del tempo disponibile per gli spostamenti.
Secondo i dati diffusi dal Jet Propulsion Laboratory (JPL), Perseverance ha percorso oltre il 90% della distanza complessiva utilizzando AutoNav per valutare il terreno. Nei rover Spirit e Opportunity, dotati di una prima generazione della tecnologia, la quota corrispondente era di circa il 5%.
Anche la capacità di elaborazione delle informazioni ambientali mostra l’evoluzione dei sistemi di guida. Il primo rover marziano della NASA, Sojourner, valutava il percorso attraverso 20 punti di misurazione, mentre Perseverance ne elabora circa 600.000 a ogni osservazione.
L’integrazione tra percezione dell’ambiente, elaborazione dei dati e pianificazione delle traiettorie permette inoltre al rover di effettuare spostamenti fino a 412 metri in un singolo giorno marziano, secondo le prestazioni indicate dalla NASA.
Non si tratta soltanto di un incremento della distanza percorribile. La possibilità di analizzare gli ostacoli mentre il veicolo avanza modifica il rapporto tra controllo terrestre e autonomia di bordo, trasferendo al sistema robotico una parte delle decisioni operative precedentemente affidate alla pianificazione da Terra.
Il miglioramento prosegue anche attraverso aggiornamenti software. Come spiegato da Mark Maimone, responsabile aggiunto delle operazioni robotiche di Perseverance, le nuove funzionalità permettono al rover di ridurre le manovre di sterzata e verificare la propria posizione confrontandola con le mappe orbitali durante gli spostamenti.
Un ulteriore obiettivo riguarda la gestione dell’abbagliamento solare nelle telecamere di navigazione. Attualmente, quando il rover procede in direzione del Sole, questo fenomeno può limitare le operazioni di guida nelle ore pomeridiane. Superare tale vincolo potrebbe ampliare il tempo quotidiano disponibile per gli spostamenti.
Dal record di percorrenza alle nuove capacità operative su Marte
Il primato di Perseverance si inserisce in un percorso di sviluppo della mobilità robotica iniziato con Sojourner, che nel 1997 percorse circa 100 metri sulla superficie marziana. Le missioni successive hanno progressivamente ampliato il raggio d’azione dei rover: Spirit raggiunse circa 7,7 chilometri, mentre Opportunity superò i 45 chilometri durante una missione durata quasi quindici anni. Curiosity, ancora operativo nel cratere Gale, aveva accumulato oltre 38 chilometri all’11 ottobre 2026.
La progressione delle distanze non rappresenta tuttavia una misura isolata delle prestazioni tecnologiche: ciascuna missione ha operato con obiettivi, condizioni ambientali e architetture differenti. Il dato più significativo è l’evoluzione delle capacità che consentono ai rover di attraversare territori complessi mantenendo un adeguato livello di sicurezza operativa.
Per Perseverance, questa evoluzione sta contribuendo all’esplorazione delle aree esterne al margine occidentale del cratere Jezero, dove il rover attraversa la regione denominata Lac de Charmes dirigendosi verso Idubi. L’area presenta un interesse scientifico particolare per la presenza di terreni estremamente antichi e per la possibilità di individuare tracce di sistemi idrotermali del passato.
La missione ha finora raccolto 29 campioni di rocce e regolite, provenienti da ambienti geologici diversi, dal fondo del cratere all’antico delta fluviale, fino alle regioni prossime al bordo. Una maggiore mobilità può facilitare l’accesso a nuovi affioramenti geologici e ampliare le opportunità di osservazione e campionamento, senza implicare automaticamente una riduzione dei costi della missione.
La NASA ha inoltre approvato la prima estensione della missione Perseverance, iniziata nell’ottobre 2026 e destinata a proseguire indicativamente fino alla fine del 2028. Il programma prevede ulteriori attività esplorative lungo il bordo del cratere, con un successivo spostamento verso sud in direzione di Rainbow Falls, una formazione di antica crosta marziana sollevata dall’impatto che generò Jezero.
Il rover era stato originariamente progettato per percorrere non più di circa 20 chilometri. Il superamento di oltre due volte questa distanza, insieme alle condizioni ancora operative dei sistemi di mobilità, offre alla NASA la possibilità di proseguire l’esplorazione su un territorio più esteso rispetto alle previsioni iniziali.
Il record stabilito da Perseverance evidenzia una trasformazione tecnologica rilevante per la progettazione delle future missioni robotiche: la possibilità di affidare ai veicoli spaziali decisioni di navigazione sempre più articolate, mantenendo agli operatori terrestri il controllo degli obiettivi scientifici e delle priorità della missione.
L’esperienza operativa di AutoNav dimostra come navigazione autonoma, aggiornamenti software e capacità di elaborazione a bordo possano ampliare il raggio d’azione dei sistemi robotici senza richiedere un corrispondente aumento delle istruzioni trasmesse dalla Terra.
Fonte dati: NASA – Jet Propulsion Laboratory
Il team editoriale di Economia dello Spazio Magazine, il magazine di riferimento della Space Economy Made in Italy.









