
Durante la sua visita alle Bermuda, Sua Maestà il Re ha visitato il sito che sarà il primo della nuova rete globale di telescopi ottici del Regno Unito, progettata per proteggere i satelliti da cui dipendono quotidianamente milioni di persone.
L’Agenzia spaziale britannica (UK Space Agency) prevede di dispiegare 13 telescopi ottici in cinque paesi, nell’ambito del Progetto NOVA, consentendo al Regno Unito di monitorare in modo indipendente satelliti, detriti orbitali e oggetti vicini alla Terra, inclusi asteroidi e comete.
Con circa 14.000 satelliti attivi attualmente in orbita e ben 100.000 previsti entro il 2030, il rischio di collisioni sta crescendo rapidamente. Una singola collisione potrebbe generare migliaia di detriti, mettendo a rischio altri satelliti e i servizi che questi forniscono.
I sensori del Progetto NOVA monitoreranno questi pericoli per fornire allarmi tempestivi, contribuendo a prevenire collisioni che potrebbero rendere inutilizzabili intere orbite. La rete migliorerà inoltre la capacità del Regno Unito di prevedere dove e quando i satelliti in fase di decadimento o i detriti rientreranno nell’atmosfera, riducendo significativamente il rischio per la vita e le proprietà a terra.
Nel 2022, il Re ha annunciato l’ambizioso obiettivo della Sua Maestà, nell’ambito della Sustainable Markets Initiative, di creare un mandato, l'”Astra Carta“, che funga da quadro di riferimento per promuovere la sostenibilità nell’industria spaziale. L’Astra Carta si propone di riunire il settore privato per creare e accelerare pratiche sostenibili nell’industria spaziale globale.
Durante la visita, Sua Maestà ha visionato una mostra che illustrava i tre telescopi che saranno costruiti presso il sito del Progetto NOVA, ricevendo una panoramica su come la rete supporti le ambizioni dell’Astra Carta e gli sforzi del Regno Unito per mitigare i detriti spaziali.
Sua Maestà ha quindi svelato una targa commemorativa sul sito, insieme a un sigillo di Astra Carta, a testimonianza dell’impegno del Regno Unito per operazioni spaziali sostenibili. Sua Maestà ha inoltre incontrato i rappresentanti di Odin Space, una start-up britannica che sviluppa tecnologie per rilevare e mappare detriti spaziali letali e non tracciabili, aiutando operatori satellitari, compagnie assicurative e governi a comprendere e rispondere meglio a una minaccia invisibile ai sistemi di tracciamento esistenti.
La ministra dello Spazio Liz Lloyd ha dichiarato: “Lo spazio sta diventando un ambiente sempre più ostile e il Regno Unito deve avere una visione indipendente e sovrana di ciò che accade lassù. Ogni satellite su cui facciamo affidamento, che sia per le comunicazioni, le previsioni meteorologiche, la navigazione o la sicurezza nazionale, dipende dalla nostra capacità di monitorare e rispondere alle migliaia di oggetti che ora condividono quello spazio.
“Questa rete ci permetterà di proteggere gli interessi e i beni del Regno Unito e dei suoi alleati, di scongiurare potenziali collisioni e di garantire che le decisioni che prendiamo si basino sui migliori dati possibili. Il Regno Unito è impegnato a mantenere l’orbita sicura e sostenibile, e questo investimento ne è la dimostrazione.”
Disporre di sensori nazionali significa che il Regno Unito può rilevare, tracciare e identificare autonomamente gli oggetti orbitali, proteggendo gli interessi nazionali senza dipendere da dati di terzi. La consapevolezza del dominio spaziale è inoltre uno sforzo internazionale collettivo: con la creazione del Progetto NOVA alle Bermuda, il Regno Unito fornisce una copertura geografica unica che colma lacune critiche nella rete globale di sensori, garantendo il nostro contributo alla sicurezza spaziale, e non solo il nostro ruolo di fruitori.
I telescopi monitoreranno anche lo stato di salute generale dell’ambiente orbitale. Monitorando e gestendo gli oggetti in orbita, il Regno Unito contribuisce a garantire che lo spazio rimanga una risorsa sostenibile e accessibile per le generazioni future.
Ciascun sito sarà dotato di cupole AllSky, sviluppate in collaborazione con Baader Planetarium, che garantiranno protezione ambientale e consentiranno operazioni autonome e resilienti 24 ore su 24 e in diverse condizioni.
“Una visibilità costante nell’ambiente orbitale inizia con la giusta infrastruttura di rilevamento”, ha affermato Nik Smith, Direttore Generale di Slingshot International. “Attraverso il Progetto NOVA, stiamo fornendo sensori ottici che consentono il tracciamento indipendente degli oggetti in molteplici regimi orbitali spaziali, aiutando il Regno Unito a comprendere più a fondo le attività spaziali e a proteggere i nostri interessi nazionali nello spazio.”
L’Agenzia spaziale britannica (UK Space Agency) sostiene un settore spaziale che genera un fatturato annuo di 18,6 miliardi di sterline e impiega 55.000 persone in tutto il paese. Questo investimento rafforza la posizione del Regno Unito come nazione responsabile e capace nel settore spaziale, impegnata a garantire la sicurezza e la sostenibilità dello spazio per le generazioni future.
Slingshot Aerospace Ltd, azienda leader nel tracciamento satellitare e nel coordinamento del traffico spaziale basati sull’intelligenza artificiale, ha ricevuto un finanziamento di 4 milioni di sterline per la realizzazione della rete globale di sensori ottici.
A marzo, la Ministra dello Spazio Liz Lloyd ha identificato la consapevolezza del dominio spaziale come una delle aree prioritarie del governo britannico per promuovere la crescita economica e la sicurezza nazionale. Intervenendo alla Space-Comm Expo di Londra, la Ministra Lloyd ha annunciato un finanziamento di 85 milioni di sterline per lo sviluppo del Centro nazionale per le operazioni spaziali, di cui 40 milioni di sterline destinati alla costruzione di una nuova rete di sensori a terra, a supporto dell’esigenza di protezione dei satelliti 24 ore su 24, 7 giorni su 7, e di gestione di un ambiente spaziale sempre più affollato.
L’ubicazione dei siti rimanenti verrà annunciata a tempo debito.
Fonte: GOV.UK
Redazione e Editor Economia dello Spazio Magazine










