Space Act, Giorgio Gori: “Armonizzazione, non Babele”

L’Europa verso lo Space Act: la nuova frontiera della sovranità

Regolamentazione unitaria dello Spazio

Il percorso europeo verso una regolamentazione unitaria dello Spazio entra in una fase decisiva. La proposta di Space Act della Commissione Europea, attualmente al centro del dibattito parlamentare, mira a definire un quadro normativo omogeneo per un settore che sta diventando sempre più strategico per l’autonomia tecnologica dell’Unione.

Abbiamo approfondito il punto di vista dell’on. Giorgio Gori, relatore ombra per il gruppo S&D al Parlamento Europeo, «La proposta di Space Act della Commissione Europea rappresenta un passaggio fondamentale per l’Unione. L’obiettivo primario è la costruzione di un vero e proprio Mercato Unico per l’Economia Spaziale europea, un’entità che, di fatto, oggi non esiste.» – ha sottolineato.

Al momento, lo scenario normativo europeo è tutt’altro che uniforme. Gori evidenzia con chiarezza che «Siamo di fronte a una “Babele” di norme: circa quindici Stati membri hanno legiferato autonomamente, creando un panorama di disposizioni spesso non compatibili tra loro. Un regolamento, in tal senso, può fornire prescrizioni chiare a livello continentale.»

Semplificazione, non burocrazia

Uno dei punti centrali del dibattito è la necessità di evitare un eccesso di oneri amministrativi per gli operatori.
In questo senso, Gori richiama l’importanza dell’ascolto delle imprese: «Dobbiamo ascoltare le preoccupazioni del mondo imprenditoriale e lavorare per semplificare il più possibile, evitando obblighi eccessivamente onerosi e prevenendo la necessità di futuri “Space Act omnibus”. L’armonizzazione deve essere efficiente, oltre che necessaria.»

I tre pilastri: sicurezza, resilienza, sostenibilità

Secondo Giorgio Gori: “Al di là della creazione del mercato, il Regolamento si articola su tre pilastri essenziali: Sicurezza, Resilienza e Sostenibilità.”

La sicurezza riguarda la gestione dei detriti in orbita:
«La sicurezza è cruciale per mitigare il rischio di collisioni, dovuto all’incredibile quantità di detriti in orbita.»

La resilienza tocca invece la dimensione difensiva:
«La resilienza, invece, riflette la dimensione spaziale della difesa moderna, prevedendo obblighi specifici per proteggere le nostre infrastrutture dagli attacchi, siano essi digitali o volti a interrompere i segnali.»

Infine, la sostenibilità:
«La sostenibilità, pur essendo il pilastro meno maturo, getta comunque le basi per una futura e più completa regolamentazione.»

La competizione globale e la sovranità federale

Il confronto con i grandi player internazionali è inevitabile.
Gori lo descrive come una sfida complessa: «Infine, c’è la sfida della competizione globale. La nostra ambizione è stabilire una “sovranità federale” con regole comuni, ma il confronto con i giganti come Starlink è inevitabile.»

Cruciale sarà «Il principio di equivalenza che consentirà agli operatori non-UE di accedere al nostro mercato deve essere definito con rigore. Non possiamo chiudere il mercato, ma non dobbiamo nemmeno concedere un “ombrello” troppo ampio a chi opera con standard più permissivi.»

Regole, investimenti, scala industriale

L’on. Gori individua però un punto chiave: la regolamentazione da sola non basta.
«In ultima analisi, la vera competitività non si vince con la sola regolamentazione, ma con la capacità di investimento e la scala industriale. È per questo che mi aspetto che l’Europa faccia evolvere il suo quadro antitrust, favorendo la creazione di alleanze industriali paneuropee – penso all’accordo Leonardo-Thales Alenia-Airbus – che siano finalmente in grado di competere alla pari con i colossi globali americani e cinesi.»

«Solo così potremo garantire in modo concreto la nostra sovranità nello Spazio.» – conclude Gori.

Spazio-mare-Roberta-Busatto_

Giornalista, specializzata in Economia dello Spazio, in Economia del Mare e in Mindfulness - istruttrice MBSR e facilitatrice LEGO® SERIOUS PLAY® .Dal 2004 si occupa di Aerospazio e dal 2011 di Economia del Mare. Dirige Economia dello Spazio Magazine, Economia del Mare Magazine e Space& Blue Magazine, oltre a seguire le relazioni istituzionali ed esterne in questi settori per importanti stakeholder. Ideatrice del Progetto "Space&Blue Made in Italy" con il suo Forum Space&Blue e del Progetto "Blue Forum Italia network".