COSMO-SkyMed: prime acquisizioni dal satellite CSG FM3

satellite COSMO SkyMed
Roma – La città eterna vista dal nuovo satellite COSMO-SkyMed di seconda generazione. Nell’immagine si individuano immediatamente la basilica di San Pietro, il Colosseo, le Stazioni di Termini e Tiburtina, Villa Borghese e Villa Ada e lo Stadio Olimpico. Credito: ASI – 2026

Il satellite COSMO SkyMed CSG FM3 ha iniziato a fornire le prime acquisizioni della Terra a pochi giorni dal lancio, confermando le prestazioni attese della seconda generazione della costellazione italiana per l’Osservazione della Terra. Il risultato arriva dopo il decollo avvenuto il 2 gennaio 2026 dalla Vandenberg Space Force Base, in California, e segna un passaggio rilevante verso la piena operatività del nuovo assetto spaziale nazionale.

Secondo quanto comunicato, le prime immagini includono Roma, Vancouver e un’area lungo il fiume Padma in Bangladesh, offrendo un primo riscontro concreto sulle capacità del sensore radar ad apertura sintetica (SAR) installato a bordo del satellite.

Le prime immagini e le prestazioni del sistema

Le acquisizioni iniziali rappresentano un indicatore chiave dello stato di salute del satellite COSMO SkyMed CSG FM3. Le immagini ottenute confermano il corretto funzionamento del sistema di osservazione radar e la qualità dei dati attesa in fase di progetto.

Il satellite risulta in ottime condizioni operative, a seguito del completamento delle attività di messa in opera e verifica delle funzionalità di bordo. In questa fase sono state portate a termine operazioni critiche come:

  • apertura dei pannelli solari
  • dispiegamento dell’antenna radar
  • attivazione delle principali unità di bordo

Il successo di queste attività costituisce un prerequisito essenziale per l’avvio delle successive fasi di calibrazione e validazione in orbita.

Il ruolo di ASI e del Ministero della Difesa

Il programma COSMO-SkyMed è promosso dalla Agenzia Spaziale Italiana e dal Ministero della Difesa, e rappresenta uno dei principali pilastri delle capacità italiane di Osservazione della Terra. La seconda generazione della costellazione è progettata per garantire continuità operativa e un miglioramento delle prestazioni rispetto ai satelliti precedenti.

Il contributo istituzionale congiunto riflette la duplice natura del sistema, destinato sia ad applicazioni civili sia a esigenze di sicurezza e difesa.

Le attività operative e il contributo industriale

Durante la fase iniziale di operazioni, Telespazio, in collaborazione con Thales Alenia Space Italia, ha curato una serie di attività fondamentali per la validazione del satellite.

Tra queste rientrano:

  • la pianificazione delle richieste di acquisizione
  • l’invio dei comandi al satellite
  • la verifica del corretto funzionamento del sensore SAR
  • l’acquisizione e l’elaborazione dei dati grezzi

Le operazioni sono state condotte presso il Centro Spaziale dell’ASI di Matera, nodo strategico per la gestione dei dati COSMO-SkyMed e per la distribuzione dei prodotti informativi.

Verso la piena operatività di CSG FM3

Concluse le prime verifiche, proseguono ora le attività di messa a punto in orbita, passaggi necessari per portare CSG FM3 in piena operatività. Questa fase consentirà di affinare ulteriormente le prestazioni del satellite e di validare l’intera catena di acquisizione ed elaborazione dei dati.

Una volta operativo, il satellite COSMO SkyMed CSG FM3 rafforzerà le capacità italiane nel campo dell’Osservazione della Terra, supportando applicazioni che spaziano dalla tutela dell’ambiente alla gestione delle emergenze, fino alla sicurezza del territorio.

Un asset strategico per l’Osservazione della Terra

L’ingresso progressivo di CSG FM3 nella costellazione COSMO-SkyMed contribuisce a consolidare il ruolo dell’Italia tra i principali operatori europei nel settore dei sistemi radar spaziali. Le prime acquisizioni confermano la validità delle scelte tecnologiche adottate e pongono le basi per un utilizzo esteso del satellite nei contesti istituzionali e operativi previsti dal programma.

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Redazione Economia dello Spazio Magazine