
L’eurodeputato bergamasco Giorgio Gori sarà uno dei “relatori ombra” della prossima legge europea sullo Spazio, il cosiddetto “Space Act”: sarà quindi questo uno dei principali impegni dei prossimi mesi dell’ex sindaco di Bergamo, ora vicepresidente della Commissione Industria del Parlamento Europeo.
“Nei prossimi mesi – sottolinea Gori – sarò impegnato come relatore ombra per la stesura del nuovo “Space act” europeo, un tema cruciale per il nostro futuro. La corsa allo spazio non è più un monopolio di poche nazioni, ma una competizione globale in cui attori statali e privati si affrontano con investimenti aggressivi e tecnologie innovative”.
L’atto legislativo dello Space Act, di cui è titolare un’altra deputata italiana, l’eurodeputata veneta Elena Donazzan, vede infatti Gori nel ruolo di referente sul tema per tutto il gruppo socialista europeo.
Per seguire l’andamento di una relazione, i gruppi politici possono nominare dei relatori ombra responsabili del tema in questione all’interno del loro gruppo politico. Sono dunque di vitale importanza nella ricerca di un compromesso tra più gruppi politici sulla relazione o su un atto legislativo e concorrono alla stesura del documento che sarà poi portato all’attenzione del Parlamento per la sua approvazione finale.
Cosa è lo Space Act
La Commissione europea ha proposto nuove misure per rendere il settore spaziale europeo più competitivo e accessibile.
“Le norme europee in materia di spazio sono attualmente frammentate e per questo motivo frenano l’innovazione, riducono la quota di mercato europea e creano costi aggiuntivi” spiega Gori, che è anche vicepresidente dell’intergruppo parlamentare Sky&Space. “Un quadro armonizzato a livello dell’UE garantirebbe la sicurezza, la resilienza e la responsabilità ambientale, aiutando nel contempo le imprese a crescere e a espandersi a livello transfrontaliero”.
L’atto legislativo dell’UE sullo spazio punta a ridurre la burocrazia, proteggere le risorse spaziali e creare condizioni eque e prevedibili per le imprese. I tre pilastri su cui si fonda sono:
- sicurezza: nuove norme per rintracciare gli oggetti spaziali e limitare nuovi detriti, preservando l’accesso sicuro e ininterrotto dell’Europa allo spazio
- resilienza: requisiti di cybersicurezza su misura per rafforzare la protezione delle infrastrutture spaziali europee e garantire la continuità operativa
- sostenibilità: gli operatori dovranno valutare e ridurre l’impatto ambientale delle loro attività spaziali, beneficiando nel contempo del sostegno all’innovazione nelle tecnologie emergenti, come la manutenzione nello spazio per prolungare la vita dei satelliti e ridurre i detriti.
Le nuove norme si applicherebbero agli operatori sia dell’UE che dei paesi terzi che offrono servizi in Europa a partire dal 2030. Sarà offerto un sostegno per attenuare i potenziali costi per l’industria e accompagnare la transizione delle imprese.
Oltre all’atto legislativo dell’UE sullo spazio, la Commissione ha anche presentato una visione per l’economia spaziale europea volta ad affrontare l’evoluzione dell’economia spaziale globale e le sfide poste dalla concorrenza internazionale e dalle tensioni geopolitiche. La proposta legislativa sarà negoziata al Parlamento europeo e al Consiglio, secondo la procedura legislativa ordinaria.
Redazione Economia dello Spazio Magazine










