
«Ho appena concluso una riunione in videocollegamento con i ministri dell’Agenzia Spaziale Europea, essendo noi il Paese che in questa fase presiede la ministeriale dell’Agenzia Spaziale Europea, e passare dallo spazio al mare è particolarmente attinente perché sono due dimensioni che tra loro non solo dialogano, ma si incontrano e insieme cooperano per consentirci meglio di affrontare e risolvere le problematiche che abbiamo sulla Terra.
Lo si fa sul mare, lo si fa anche attraverso lo spazio. Come ben sa chi promuove da tempo un meeting che mette insieme la blue e la space economy. Così come noi abbiamo fatto anche nel nostro documento di politica industriale Made in Italy 2030, in cui riconosciamo appunto sia la blue economy come la space economy, le nuove dimensioni su cui il Made in Italy e quindi l’industria italiana dovranno crescere avendo davvero grande potenzialità di crescita».
Con queste parole il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, è intervenuto pochi giorni fa presso la sede del MIMIT in occasione della presentazione del XIV Rapporto Nazionale sull’Economia del Mare 2026, sottolineando il ruolo sempre più strategico dell’integrazione tra economia dello spazio ed economia del mare per il futuro industriale del Paese e del progetto Space&Blue.
Le parole del Ministro rappresentano una delle più chiare affermazioni istituzionali della crescente convergenza tra due ecosistemi che fino a pochi anni fa venivano considerati separati e che oggi, invece, risultano sempre più interdipendenti.
L’osservazione della Terra, i sistemi satellitari di navigazione e comunicazione, il monitoraggio ambientale, la gestione delle emergenze, la sicurezza marittima, la logistica portuale, la pesca sostenibile e la protezione delle infrastrutture critiche dipendono sempre di più dalle tecnologie spaziali e dalla capacità di integrare dati provenienti dallo spazio con le attività che si svolgono in mare.
La Blue Economy e la Space Economy stanno così diventando due facce della stessa trasformazione industriale e tecnologica, contribuendo insieme ad affrontare alcune delle principali sfide contemporanee: sicurezza, sostenibilità ambientale, resilienza delle catene logistiche, approvvigionamento energetico e gestione delle risorse naturali.
Non è un caso che il Libro Bianco “Made in Italy 2030” abbia riconosciuto entrambe come nuove dimensioni strategiche della politica industriale nazionale, individuandole tra gli ambiti nei quali il sistema produttivo italiano potrà esprimere nei prossimi anni una forte capacità di crescita, innovazione e leadership internazionale.
L’Italia dispone infatti di competenze industriali, scientifiche e tecnologiche di primo livello sia nel settore marittimo sia nel settore spaziale, oltre a una posizione geografica che la colloca naturalmente al centro delle dinamiche euro-mediterranee.
In questo scenario assumono un ruolo sempre più importante le iniziative dedicate all’integrazione tra spazio e mare, con l’obiettivo di costruire nuovi ecosistemi industriali capaci di valorizzare i dati satellitari, i servizi downstream, il monitoraggio marittimo avanzato, le infrastrutture intelligenti e le applicazioni per la sicurezza e la sostenibilità.
Una traiettoria destinata ad allargarsi ulteriormente nei prossimi anni anche verso la dimensione subacquea, dando vita a una sempre più stretta integrazione tra Space Economy, Blue Economy e Underwater Economy.
La visione richiamata dal Ministro Urso appare quindi destinata a rappresentare uno dei pilastri della politica industriale italiana del prossimo decennio: dallo spazio al mare, fino alla dimensione subacquea, costruendo filiere integrate capaci di generare innovazione, competitività e valore per il Sistema Paese.
Questi saranno tra i temi di confronto del 4° Forum Space&Blue in programma a novembre 2026.
Giornalista, specializzata in Economia dello Spazio, in Economia del Mare e in Mindfulness - istruttrice MBSR e facilitatrice LEGO® SERIOUS PLAY® .Dal 2004 si occupa di Aerospazio e dal 2011 di Economia del Mare. Dirige Economia dello Spazio Magazine, Economia del Mare Magazine e Space& Blue Magazine, oltre a seguire le relazioni istituzionali ed esterne in questi settori per importanti stakeholder. Ideatrice del Progetto "Space&Blue Made in Italy" con il suo Forum Space&Blue e del Progetto "Blue Forum Italia network".










