
Lo Stennis Space Center rafforza il proprio ruolo di infrastruttura strategica per la Space Economy statunitense. La NASA e Blue Origin hanno raggiunto un accordo che consentirà all’azienda di effettuare i test di accensione a caldo del secondo stadio del razzo New Glenn sul banco prova B-2 del centro spaziale nel Mississippi, una struttura che da oltre mezzo secolo rappresenta uno degli asset più importanti degli Stati Uniti per lo sviluppo dei sistemi di propulsione.
L’intesa, formalizzata attraverso un allegato a un accordo rimborsabile ai sensi dello Space Act, conferma la strategia della NASA di mettere a disposizione dell’industria commerciale infrastrutture e competenze per sostenere le future missioni del programma Artemis, previste a partire dal 2027.
Lo Stennis Space Center torna al centro dello sviluppo dei lanci lunari
L’avvio della campagna di test è previsto per l’autunno. Per preparare il banco prova B-2, la NASA metterà a disposizione personale tecnico, attrezzature e servizi di ingegneria necessari alla progettazione, costruzione e installazione dei componenti richiesti per le prove del secondo stadio del New Glenn.
L’agenzia assisterà inoltre Blue Origin durante le operazioni di test, fornendo spazi di lavoro dedicati e condividendo l’esperienza maturata nei programmi di collaudo della propulsione sviluppati presso lo Stennis Space Center.
Il secondo stadio del New Glenn è equipaggiato con due motori BE-3, alimentati da ossigeno liquido e idrogeno liquido, ciascuno capace di sviluppare una spinta di 200.000 libbre nel vuoto.
L’utilizzo del banco prova B-2 conferma la volontà della NASA di valorizzare infrastrutture storiche che continuano a rappresentare un elemento essenziale della capacità industriale americana. Costruito negli anni Sessanta per collaudare gli stadi del Saturn V destinato alle missioni Apollo, il complesso è stato impiegato più recentemente anche durante la campagna di test Green Run dello Space Launch System (SLS) prima del volo inaugurale di Artemis I.
La collaborazione rafforza la filiera industriale del programma Artemis
L’accordo si inserisce nella crescente integrazione tra la NASA e il settore spaziale commerciale per sostenere il programma Artemis, che punta a riportare astronauti statunitensi sulla superficie lunare, sviluppare una presenza stabile nell’area del Polo Sud della Luna e preparare le future missioni umane verso Marte.
L’amministratore della NASA, Jared Isaacman, ha dichiarato che vincere la nuova corsa allo spazio richiede di procedere più rapidamente e di lavorare insieme a un solido settore commerciale. Ha inoltre sottolineato che il supporto a Blue Origin presso lo Stennis Space Center permette di sfruttare infrastrutture statunitensi di livello mondiale per sviluppare le capacità necessarie a riportare gli astronauti sulla Luna, costruire una presenza lunare stabile e preparare le missioni verso Marte, rafforzando al tempo stesso la base industriale nazionale.
Anche il CEO di Blue Origin, Dave Limp, ha evidenziato il valore strategico della collaborazione con la NASA, affermando: “Siamo orgogliosi di collaborare con la NASA e di rafforzare il nostro impegno condiviso per riportare l’America sulla Luna e la nostra missione più ampia di costruire una strada verso lo spazio a beneficio della Terra. Stennis ha contribuito a portare gli americani sulla Luna e, grazie a questa partnership, ci aiuterà a tornarci.”
L’intesa è stata accolta positivamente anche dalla rappresentanza politica del Mississippi. Il senatore Roger Wicker ha definito lo Stennis Space Center un punto di riferimento per l’industria spaziale commerciale, mentre la senatrice Cindy Hyde-Smith ha espresso l’auspicio che l’utilizzo del banco prova B-2 possa trasformarsi in una collaborazione di lungo periodo, ampliando il contributo dello Stato alle future missioni con equipaggio. Per il deputato Mike Ezell, l’accordo rafforza il ruolo del Mississippi nello sviluppo della prossima generazione di sistemi di propulsione, sostenendo occupazione qualificata e innovazione tecnologica.
L’annuncio arriva inoltre dopo l’assegnazione a Blue Origin della missione robotica che utilizzerà il lander Blue Moon Mark 1 Endurance per trasportare carichi della NASA nell’area della Shackleton Connecting Ridge, al Polo Sud lunare. La missione dimostrerà tecnologie destinate a ridurre il rischio delle future operazioni di allunaggio previste nelle missioni Artemis IV e Artemis V, confermando il crescente ruolo dell’azienda all’interno dell’architettura lunare statunitense.
Fonte dati: NASA
Michelangelo Moles laureato magistrale in Corporate Communication e Media è specializzato nei temi della space economy e della blue economy, con particolare attenzione agli aspetti legati all’innovazione, alla comunicazione strategica e alla divulgazione dei nuovi modelli economici connessi al mare e allo spazio.
Nel corso degli anni ha acquisito una forte capacità di strutturare informazioni, notizie e approfondimenti sui principali comparti dell’economia dello spazio e dell’economia del mare: satelliti, telecomunicazioni, osservazione della Terra, space tech, portualità, logistica, innovazione marittima, sostenibilità, tecnologie dual use e interconnessioni tra settore aerospaziale e blue economy.










