Tempeste geomagnetiche, il DLR aggiorna le operazioni dei satelliti radar

Aurora boreale osservata sopra Berlino durante tempeste geomagnetiche che hanno effetti sulla densità atmosferica e sulle operazioni satellitari.
Un’aurora boreale osservata sopra Berlino nel gennaio 2026. Le stesse tempeste geomagnetiche che generano questi fenomeni luminosi possono alterare la densità dell’alta atmosfera e influenzare il comportamento dei satelliti in orbita terrestre bassa. Credito: Pelin Iochem / DLR

Le tempeste geomagnetiche stanno emergendo come una delle variabili più critiche per la gestione delle missioni spaziali in orbita terrestre bassa. L’intensificarsi dell’attività solare osservato negli ultimi anni sta infatti mettendo alla prova i modelli utilizzati per prevedere il comportamento dell’atmosfera superiore, con effetti diretti sulla navigazione e sul controllo dei satelliti. È in questo contesto che il Centro aerospaziale tedesco (DLR) ha sviluppato una nuova procedura operativa destinata a migliorare l’affidabilità delle missioni radar TerraSAR-X e TanDEM-X durante gli eventi estremi di meteo spaziale.

I risultati del lavoro sono stati presentati dal centro per le operazioni spaziali e l’addestramento degli astronauti del DLR durante l’International Symposium on Space Flight Dynamics (ISSFD) 2026 di Tolosa.

Le tempeste del 2024 hanno messo alla prova TerraSAR-X e TanDEM-X

Tra marzo e maggio 2024, una serie di intense tempeste geomagnetiche ha causato per la prima volta interruzioni operative ai satelliti radar TerraSAR-X e TanDEM-X, due missioni che operano in formazione ravvicinata per la produzione di immagini radar della superficie terrestre.

Pur senza compromettere la sicurezza dei satelliti, gli eventi hanno provocato deviazioni orbitali sufficienti a interrompere la sincronizzazione necessaria per l’acquisizione coordinata delle immagini. Il German Space Operations Center (DOC) ha quindi avviato manovre correttive e un’indagine tecnica per comprendere le cause delle anomalie osservate.

L’analisi ha evidenziato la necessità di migliorare le capacità previsionali relative alle condizioni di meteo spaziale e alla risposta dell’atmosfera superiore agli eventi solari estremi.

L’aumento della densità atmosferica altera le orbite satellitari

Le missioni TerraSAR-X e TanDEM-X operano in un’orbita eliosincrona a circa 505 chilometri di quota, una regione dove la densità atmosferica è normalmente estremamente ridotta.

Durante una tempesta geomagnetica, tuttavia, il riscaldamento dell’atmosfera causato dall’attività solare può aumentare significativamente la densità degli strati superiori. Secondo il DLR, la massa atmosferica presente a quell’altitudine può crescere fino a dieci volte rispetto ai valori nominali.

Questo incremento della resistenza aerodinamica produce una perdita di quota più rapida del previsto e rende più complessa la previsione delle traiettorie. Nel caso delle due missioni radar tedesche, il fenomeno ha avuto effetti particolarmente rilevanti a causa della configurazione di volo in formazione.

Una nuova catena previsionale per le operazioni satellitari

Per affrontare il problema in modo strutturale, il team di dinamica di volo del DLR ha analizzato gli effetti delle tempeste geomagnetiche registrate negli ultimi anni confrontando dati operativi, simulazioni atmosferiche e previsioni di meteo spaziale.

Lo studio ha portato all’individuazione di una soluzione basata sulla combinazione di tre differenti modelli previsionali dedicati alle condizioni dello spazio circumterrestre e alla densità atmosferica.

L’approccio è stato utilizzato per sviluppare nuovi strumenti di determinazione orbitale, previsione delle traiettorie e controllo del volo in formazione sincronizzata, con l’obiettivo di aumentare l’affidabilità delle operazioni durante i periodi di elevata attività solare.

I risultati ottenuti durante gli eventi solari del 2025 e 2026

Nell’aprile 2025 l’intera catena di elaborazione della dinamica di volo di TanDEM-X è stata aggiornata con il nuovo sistema.

Secondo il DLR, la soluzione ha consentito di prevedere correttamente gli effetti delle intense tempeste geomagnetiche registrate nel novembre 2025 e successivamente tra gennaio e febbraio 2026. In queste circostanze, i satelliti hanno continuato a operare regolarmente, garantendo la continuità operativa e mantenendo la capacità di acquisire immagini radar secondo la pianificazione prevista.

Il risultato rappresenta una validazione operativa significativa dell’approccio sviluppato dai ricercatori tedeschi.

Il meteo spaziale diventa una variabile strategica per le missioni orbitali

Il caso di TerraSAR-X e TanDEM-X evidenzia una tendenza destinata ad assumere crescente rilevanza per l’intero settore spaziale. Con l’aumento del numero di satelliti in orbita terrestre bassa e il progressivo avvicinamento al massimo del ciclo solare, la capacità di prevedere gli effetti del meteo spaziale sta diventando un elemento fondamentale per la continuità delle infrastrutture spaziali.

Le metodologie sviluppate dal DLR potrebbero trovare applicazione anche in altre missioni che operano a quote analoghe, contribuendo a ridurre l’impatto delle perturbazioni geomagnetiche sulle attività satellitari. Non a caso, i risultati presentati all’ISSFD 2026 hanno suscitato un significativo interesse da parte della comunità internazionale della dinamica di volo e delle operazioni spaziali.

Fonte dati: DLR

Michelangelo Moles

Michelangelo Moles laureato magistrale in Corporate Communication e Media è specializzato nei temi della space economy e della blue economy, con particolare attenzione agli aspetti legati all’innovazione, alla comunicazione strategica e alla divulgazione dei nuovi modelli economici connessi al mare e allo spazio.

Nel corso degli anni ha acquisito una forte capacità di strutturare informazioni, notizie e approfondimenti sui principali comparti dell’economia dello spazio e dell’economia del mare: satelliti, telecomunicazioni, osservazione della Terra, space tech, portualità, logistica, innovazione marittima, sostenibilità, tecnologie dual use e interconnessioni tra settore aerospaziale e blue economy.