
Il 2 aprile 2026, alle ore 00:35 italiane, da Cape Canaveral ha preso il via la missione Artemis II. È da qui, dalla costa della Florida.
C’è stato un momento preciso, già consegnato alla storia dell’esplorazione spaziale contemporanea, in cui la capsula Orion della missione Artemis II è scomparsa dietro la Luna. Non una previsione, non una simulazione, ma un passaggio reale, avvenuto lungo la traiettoria circumlunare che ha riportato l’uomo nello spazio profondo per la prima volta dopo oltre mezzo secolo dal programma Apollo.
Il momento si è verificato nella fase centrale della missione, quando Orion ha iniziato il sorvolo del lato nascosto della Luna. In quell’istante, la linea diretta con la Terra si è interrotta. I segnali radio, fino a pochi secondi prima continui e stabili, sono stati improvvisamente assorbiti dal corpo lunare. Nessuna voce, nessun dato in tempo reale, nessuna immagine trasmessa. Solo silenzio.
Non è un’anomalia, ma una condizione inevitabile. La Luna agisce come uno schermo fisico, impedendo qualsiasi comunicazione diretta tra il veicolo e le stazioni terrestri. Per diversi minuti, Orion e il suo equipaggio sono rimasti completamente isolati, sospesi in uno spazio che non prevede connessioni immediate.
Durante quel passaggio, la capsula ha sorvolato una superficie lunare profondamente diversa da quella che conosciamo. Il lato nascosto si è presentato come una distesa di crateri, rilievi e bacini da impatto, tra cui il gigantesco bacino Polo Sud–Aitken, una delle strutture geologiche più imponenti del sistema solare.
All’interno della capsula, quel silenzio non è stato vuoto. È stato un test. Un banco di prova per sistemi, procedure e soprattutto per la capacità umana di operare senza contatto diretto con la Terra. Orion ha continuato a navigare seguendo parametri autonomi, mentre l’equipaggio ha gestito le operazioni con la consapevolezza di essere temporaneamente fuori da qualsiasi rete.
Quando Orion è riemersa dal lato opposto, il segnale è tornato improvvisamente. Le comunicazioni si sono ristabilite, i dati hanno ricominciato a fluire, le voci degli astronauti sono tornate udibili.
Questo passaggio segna uno spartiacque anche per la nuova economia dello spazio. Il lato nascosto della Luna rappresenta un ambiente ideale per lo sviluppo di infrastrutture autonome, sistemi di comunicazione relay e piattaforme scientifiche avanzate.
Giornalista, specializzata in Economia dello Spazio, in Economia del Mare e in Mindfulness - istruttrice MBSR e facilitatrice LEGO® SERIOUS PLAY® .Dal 2004 si occupa di Aerospazio e dal 2011 di Economia del Mare. Dirige Economia dello Spazio Magazine, Economia del Mare Magazine e Space& Blue Magazine, oltre a seguire le relazioni istituzionali ed esterne in questi settori per importanti stakeholder. Ideatrice del Progetto "Space&Blue Made in Italy" con il suo Forum Space&Blue e del Progetto "Blue Forum Italia network".










