
L’evento Istat–ASI sul thematic account
Oggi, nell’Aula Magna dell’Istat, si è svolto l’evento “Towards a thematic account of the space economy in Italy. Methodology and first evidences”.
L’incontro rientra in un progetto di ricerca realizzato in collaborazione tra Istat e Agenzia Spaziale Italiana (ASI) per la raccolta di dati sulle caratteristiche delle imprese del comparto spaziale e sul loro contributo al sistema economico nazionale.
Nel corso dell’evento sono stati presentati i risultati della prima misurazione dell’economia dello spazio in Italia nell’ambito dei conti nazionali.
Le osservazioni del Presidente dell’Istat
Come osservato dal Presidente dell’Istat Francesco Maria Chelli:
“Con la pubblicazione dei dati chiave sull’economia dello spazio in Italia nell’ambito dei conti Nazionali l’Istat amplia ulteriormente la produzione di conti tematici coerenti con il sistema dei conti nazionali.
I Conti tematici sono uno strumento essenziale per garantire sia una prospettiva di analisi integrata sia la piena coerenza con le stime del Pil, assicurando informazioni di qualità e immediata interpretazione rispetto al contributo ai principali aggregati economici nazionali.
Il proficuo confronto tra i ricercatori Istat e gli esperti ASI ha consentito di superare sfide complesse di classificazione e misurazione, bilanciando il rigore dei conti nazionali con la rilevanza informativa delle nuove misurazioni prodotte”.
Il commento del Presidente dell’ASI
“L’accordo tra ASI e Istat per la misurazione puntuale del valore della Space Economy ha un valore assoluto necessario per dare il giusto risalto al contributo del settore spaziale all’economia nazionale.
Un valore troppo spesso confinato in una nicchia e quindi sottostimato.
Occorre comprendere e far comprendere le interdipendenze dello spazio con altri settori industriali e produttivi. L’intesa non è un mero esercizio statistico ma un pilastro essenziale per dati oggettivi in supporto alle politiche governative e strategiche.
Con questo primo passo vogliamo essere protagonisti, come con la legge italiana sullo Spazio, nella definizione di metriche comuni a livello UE, per garantire comparabilità e attrarre investimenti.
ASI è già attiva nei tavoli ESA e UE e intende proseguire nel suo supporto. L’auspicio è una continuazione della collaborazione tra ASI e Istat, con analisi più dettagliate anche a livello regionale”.
Metodologia e perimetro statistico
Le stime sono basate sulle linee guida definite da ESA ed Eurostat, in collaborazione con OECD, US Bureau of Economic Analysis e Joint Research Center della Commissione Europea.
Sono inclusi operatori market e non-market, ad esclusione delle amministrazioni centrali e locali.
Le spese legate alla difesa sono escluse.
L’anno di riferimento è il 2021.
Principali evidenze sul settore market
Dati macroeconomici
• La produzione generata è pari a 8 miliardi di euro.
• Gli addetti sono poco più di 23mila.
• Il valore aggiunto è di 2 miliardi di euro, pari allo 0,1% del Pil.
Upstream della space economy
• La componente upstream impiega oltre 14mila addetti.
• Genera 4,1 miliardi di produzione e 1,3 miliardi di valore aggiunto.
• Le esportazioni raggiungono 2,1 miliardi, di cui 1,8 miliardi upstream.
• Le importazioni ammontano a 1,6 miliardi, con 1,2 miliardi dall’indotto.
Investimenti
• Le imprese del settore hanno investito 0,8 miliardi di euro in beni materiali.
• R&S intra-muros: 0,6 miliardi di euro.
Settore non-market
Include attività legate allo spazio svolte da istituzioni pubbliche (ASI inclusa) e private.
• Valore aggiunto: 353 milioni di euro.
• Addetti: circa 2,2mila.
• Investimenti totali: 182 milioni, di cui 162 milioni destinati a ricerca e sviluppo.
Caratteristiche strutturali del comparto
Distribuzione settoriale
• Il manifatturiero concentra il 76% dell’attività upstream, con oltre 10mila addetti.
• I servizi market dominano la componente downstream.
Dimensione d’impresa
• 80% del valore aggiunto (1,5 miliardi) generato da grandi imprese (250+ addetti).
• 90% del valore aggiunto generato da imprese di gruppi multinazionali.
Commercio estero
• Le multinazionali attivano quasi tutte le relazioni estere: 1,5 miliardi import, circa 2 miliardi export.
• Le imprese upstream registrano più mercati di destinazione (11,6 vs 7,5) e maggiore differenziazione merceologica (13,1 prodotti vs 9).
Produttività e capitale umano
• La produttività del lavoro è superiore del 65% rispetto alle imprese non-space (84,8mila € vs 51,3mila €).
• Imprese upstream più orientate all’export: grado di apertura +77% rispetto al resto dell’economia.
• Retribuzioni medie: 41,1mila € (+55% rispetto alle altre imprese).
• Istruzione: 32,3% laureati vs 16,2% nel resto dell’economia.
Tipologia contrattuale
• Contratti a tempo determinato marginali: 3,7% vs 16,6% del resto dell’economia.
Redazione e Editor Economia dello Spazio Magazine










