
In un mondo sempre più digitalizzato, in cui l’intelligenza artificiale accelera in modo esponenziale la produzione e lo scambio di dati, la sicurezza delle comunicazioni digitali è diventata una priorità strategica globale. In questo scenario, le tecnologie spaziali e, in particolare, le comunicazioni quantistiche, rappresentano una delle risposte più avanzate alle nuove minacce cyber, e si prevede che entro il 2040 attireranno investimenti per 36 miliardi di dollari.
Sono questi i temi al centro del secondo incontro di “Spazio al Non Spazio 2026”, promosso da Regione del Veneto insieme all’Agenzia Spaziale Europea e all’Agenda Digitale del Veneto, ospitato presso Infinite Area mercoledì 18 marzo e che ha visto una partecipazione di oltre 100 persone.
L’iniziativa si inserisce in un percorso più ampio di crescita del territorio. Come sottolineato da Luca De Pietro, Direttore dell’Unità Organizzativa Agenda Digitale della Regione del Veneto, momenti come “Spazio al Non Spazio” nascono per rendere concreta l’opportunità della space economy per imprese e giovani: un ecosistema che integra industria, finanza e formazione, con un’attenzione particolare anche al coinvolgimento delle nuove generazioni e della cittadinanza.
Dallo spazio dipende la nostra quotidianità
Dalle transazioni finanziarie alla navigazione GPS, fino alle comunicazioni internet: la vita quotidiana è oggi profondamente dipendente dai satelliti. Senza queste infrastrutture, gran parte dei servizi essenziali smetterebbe di funzionare.
Eppure, la loro vulnerabilità è spesso sottovalutata. Già negli anni ’80 un episodio emblematico – quello di Captain Midnight, che violò il segnale del satellite Galaxy 1 – dimostrava la possibilità di compromettere sistemi spaziali. Oggi, con attacchi sempre più sofisticati, inclusi tentativi di manipolazione dei segnali GPS, il rischio è concreto e in crescita.
Come evidenziato nel corso dell’incontro, gli attacchi alle infrastrutture spaziali stanno aumentando in frequenza e complessità, rendendo necessario un approccio alla sicurezza che coinvolga tecnologia, supply chain e governance. Per questo motivo già nel 2025 all’ufficio sicurezza dell’ESA è stata assegnata la cifra record di 21 miliardi di euro per implementare nei prossimi 5 anni alcuni pilastri fondanti della propria missione: security framework, space mission security assurance, cyber resilience capabilities e corporate security.
Comunicazioni quantistiche: la sicurezza del futuro
In questo contesto, le quantum communications emergono come una tecnologia chiave per proteggere i dati. Come spiegato da Simone Capeleto, CEO di ThinkQuantum, le tecnologie quantistiche permettono di sviluppare sistemi di comunicazione intrinsecamente sicuri, basati su principi fisici che rendono ogni intercettazione immediatamente rilevabile.
Un passaggio fondamentale, soprattutto in vista del cosiddetto “Q-Day”, quando la potenza dei computer quantistici potrebbe rendere vulnerabili gli attuali sistemi crittografici. Proprio per questo, soluzioni come la Quantum Key Distribution (QKD) rappresentano già oggi un ambito di sviluppo strategico, anche a livello territoriale, con progetti come l’infrastruttura quantistica veneta.
A livello globale, il settore quantistico è in forte espansione, con investimenti pubblici e privati in crescita e prospettive di mercato destinate a raggiungere entro il prossimo decennio i 36 miliardi per quanto riguarda le quantum communications e in generale i 100 miliardi di dollari per le quantum technologies, anche grazie al ruolo strategico riconosciuto in programmi europei e di difesa.
Dalla ricerca alle applicazioni industriali
Le comunicazioni quantistiche e la cybersecurity spaziale stanno già trovando applicazione concreta nell’industria. Roberto Capua di Leonardo ha evidenziato come l’integrazione tra space, cloud, intelligenza artificiale e quantum rappresenti la nuova architettura dei sistemi avanzati, con applicazioni che vanno dalla navigazione satellitare alla sicurezza delle comunicazioni.
Sul fronte istituzionale, Massimo Panzeri dell’Agenzia Spaziale Europea ha sottolineato come gli attacchi alle infrastrutture spaziali siano in costante aumento, rendendo la cybersecurity un elemento imprescindibile nella progettazione delle missioni. In questo contesto, iniziative come il “Cyber Resilience Programme” e progetti sperimentali come il satellite “Cyber Cube” segnano un cambio di paradigma: la sicurezza diventa parte integrante delle infrastrutture spaziali.
Anche il tessuto imprenditoriale locale gioca un ruolo chiave. Realtà come Tropico Security, guidata da Alessandro Raponi, stanno sviluppando soluzioni innovative per la protezione delle infrastrutture, basate su tecniche avanzate di deception e difesa proattiva, applicabili tanto al settore spaziale quanto alle imprese tradizionali.
Infinite Area: innovazione e territorio
L’evento ha confermato il ruolo di Infinite Area come piattaforma di riferimento per l’innovazione, capace di portare sul territorio temi di frontiera e creare connessioni tra imprese, istituzioni e ricerca.
“Il percorso digitale che stiamo vivendo è fondamentale e questo è il luogo giusto per parlare di spazio – ha dichiarato Patrizio Bof, Founder e Presidente di Infinite Area –. Questa iniziativa si inserisce in un ambiente che respira innovazione, senza mai perdere il legame con il territorio e la sostenibilità.”
Un ruolo che si traduce nella capacità di rendere accessibili temi complessi come la space economy e la cybersecurity, favorendo la crescita del tessuto imprenditoriale locale.
Il valore dell’ecosistema veneto
A confermare la vitalità del territorio è stato anche Giovanni Dal Lago di Officina Stellare, che ha evidenziato il ruolo delle Reti Innovative Regionali nello sviluppo della filiera space: un sistema che oggi conta oltre 100 aziende e continua ad attrarre nuove realtà.
Un modello basato su competenze diffuse, collaborazione e capacità di innovare, anche su tecnologie di frontiera come le comunicazioni ottiche laser (Lasercom), considerate una delle evoluzioni più promettenti per la trasmissione sicura dei dati nello spazio.
Le opportunità di crescita per le aziende sono state evidenziate anche da Stefano Carosio, che ha presentato il programma InCubed dell’Agenzia Spaziale Europea, dedicato allo sviluppo di progetti innovativi basati su dati satellitari.
Con tassi di finanziamento particolarmente elevati per le PMI e progetti che spaziano dall’intelligenza artificiale applicata all’osservazione della Terra fino alle infrastrutture cloud spaziali, il programma rappresenta una leva concreta per favorire l’ingresso delle imprese nel settore aerospaziale.
Michelangelo Moles laureato magistrale in Corporate Communication e Media è specializzato nei temi della space economy e della blue economy, con particolare attenzione agli aspetti legati all’innovazione, alla comunicazione strategica e alla divulgazione dei nuovi modelli economici connessi al mare e allo spazio.
Nel corso degli anni ha acquisito una forte capacità di strutturare informazioni, notizie e approfondimenti sui principali comparti dell’economia dello spazio e dell’economia del mare: satelliti, telecomunicazioni, osservazione della Terra, space tech, portualità, logistica, innovazione marittima, sostenibilità, tecnologie dual use e interconnessioni tra settore aerospaziale e blue economy.










