Space Economy, la nuova legge italiana alla prova dell’attuazione: a Milano il confronto sulle regole

Illustrazione di satelliti artificiali in orbita attorno alla Terra nel contesto della nuova legge sulla Space Economy
La crescita delle attività satellitari amplia il numero di operatori e servizi coinvolti nella Space Economy. Illustrazione NASA per gentile concessione di Jenny Mottar.

La nuova legge sulla Space Economy entra nella fase decisiva dell’attuazione, dalla quale dipenderà la traduzione del quadro legislativo italiano in regole operative per imprese e investitori. Con la legge 13 giugno 2025, n. 89, l’Italia si è dotata di una disciplina delle attività spaziali che interviene su autorizzazioni, obblighi degli operatori, vigilanza, responsabilità e garanzie assicurative.

È in questo scenario che il 29 settembre 2026, alla Luiss Business School di Milano, si terrà “Mercati emergenti e nuove frontiere del diritto”, incontro dedicato al rapporto tra sviluppo del settore spaziale e regolazione. L’iniziativa riunirà istituzioni, industria, finanza, ricerca e professionisti per esaminare le conseguenze del nuovo assetto normativo sulla filiera nazionale.

L’appuntamento è organizzato da Act Legal, AndPartners Tax and Law Firm, Gebbia Bortolotto Penalisti Associati, Merani Amministrativisti e Parola Associati, cinque studi con competenze giuridiche differenti. Una composizione che riflette la trasversalità delle questioni aperte dalla crescita delle attività spaziali, ormai rilevanti non soltanto per il diritto specificamente legato alle operazioni nello spazio, ma anche per gli ambiti amministrativo, societario, civile, penale, tributario, ambientale e assicurativo.

La nuova legge sulla Space Economy tra autorizzazioni, responsabilità e assicurazioni

Il punto istituzionale centrale riguarda il passaggio dalla cornice legislativa alla sua applicazione. La legge n. 89 del 2025, “Disposizioni in materia di economia dello spazio”, ha introdotto un sistema che comprende autorizzazioni per le attività spaziali, requisiti e obblighi degli operatori, meccanismi di vigilanza e sanzione e disposizioni in materia di responsabilità e garanzie assicurative.

Per le imprese, l’attuazione della disciplina è quindi un tema direttamente collegato all’operatività. La definizione concreta degli obblighi regolatori può incidere sulle procedure necessarie per svolgere attività spaziali, sulle responsabilità da assumere e sulle garanzie richieste agli operatori. La fonte sottolinea che la piena operatività di diversi aspetti della nuova disciplina è ancora subordinata all’adozione dei relativi decreti attuativi.

Il confronto di Milano assume così un significato che va oltre la dimensione giuridica. La regolazione diventa uno dei fattori attraverso cui si definiscono le condizioni di sviluppo di un mercato nel quale convivono soggetti industriali, fornitori tecnologici, investitori e operatori finanziari e assicurativi.

La composizione degli interventi evidenzia questo raccordo. Tra i partecipanti figurano Luca Vincenzo Maria Salamone, direttore generale dell’Agenzia Spaziale Italiana, Andrea Mascaretti, presidente dell’Intergruppo parlamentare sulla Space Economy, Paolo Cerabolini, presidente del Lombardia Aerospace Cluster, Renato Goretta per Piccola Industria Confindustria, Benedetto Cavicchi dell’Italian Institute of Artificial Intelligence ed Ezio Bussoletti, direttore del Master Space Economy della Luiss Business School.

La presenza congiunta di rappresentanti istituzionali, industriali e della ricerca mette al centro un passaggio rilevante per la politica spaziale nazionale: tradurre la disciplina generale in un quadro sufficientemente definito per accompagnare l’evoluzione della filiera.

Imprese e capitali di fronte al nuovo quadro regolatorio

Una seconda parte dell’incontro porterà il tema sul terreno delle imprese e degli investimenti. Interverranno Giuseppe Santangelo, CEO di Space Industries, Ivano Verzola, Space Business Unit Manager di Lazzero Tecnologie, Matteo Ainardi, Managing Director e Head di Arthur D. Little in Francia, Jonata Puglia, Chief Growth Officer di Leaf Space, Luca Pozzoli, Director Reinsurance & Specialties di Howden, e Ilaria Cavalleri, Investment Principal di Primo Space.

È una rappresentazione di segmenti differenti dell’ecosistema: industria, tecnologie, consulenza, servizi spaziali, assicurazioni e venture capital. Proprio questa varietà rende la regolazione un tema economico oltre che giuridico, perché gli adempimenti, le responsabilità e le coperture previste dal sistema normativo entrano nel contesto nel quale vengono sviluppate iniziative imprenditoriali e valutati investimenti.

Il programma si chiuderà con un panel specificamente dedicato a “Diritto e regolazione”. I cinque studi organizzatori affronteranno altrettanti profili: Lorenzo Parola per gli impatti dell’attività spaziale sulla decarbonizzazione e sulla tutela ambientale; Maurizio Bortolotto per il diritto penale; Antonella Borsero per il diritto amministrativo; Luca Vicarioli per gli aspetti civilistici e societari; Stefano Versino per quelli tributari.

La pluralità delle materie coinvolte mostra una delle conseguenze della progressiva strutturazione della Space Economy: l’ingresso di nuovi operatori e modelli di business porta le attività spaziali a confrontarsi con un insieme sempre più articolato di responsabilità e regole già proprie dell’attività economica terrestre.

In questo quadro, un passaggio centrale sarà la progressiva definizione degli strumenti necessari a rendere pienamente operativo il sistema introdotto nel 2025. Il confronto del 29 settembre offrirà quindi un punto di osservazione sul rapporto tra regolazione pubblica e sviluppo del mercato, mentre imprese, investitori e professionisti attendono che il nuovo impianto normativo completi il proprio percorso attuativo.

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Il team editoriale di Economia dello Spazio Magazine, il magazine di riferimento della Space Economy Made in Italy.