
Il lancio di SpaceX Crew-13 verso la Stazione Spaziale Internazionale (ISS) aggiunge una nuova missione alla sequenza operativa con cui la NASA affida a SpaceX il trasporto dei propri astronauti in orbita bassa. Più che un singolo volo, la missione fotografa la maturità raggiunta dal modello industriale del Commercial Crew Program: l’agenzia definisce requisiti e certifica i sistemi, mentre il servizio di trasporto viene fornito da operatori privati.
Il Falcon 9 con la capsula Dragon è decollato il 1° ottobre alle 11:10 EDT dallo Space Launch Complex 40 della Cape Canaveral Space Force Station, in Florida. A bordo viaggiano gli astronauti NASA Jessica Watkins e Luke Delaney, Joshua Kutryk della Canadian Space Agency (CSA) e il cosmonauta Sergey Teteryatnikov di Roscosmos. Dragon ha raggiunto regolarmente l’orbita e si è separata dal secondo stadio del vettore.
Crew-13 è la tredicesima missione di rotazione dell’equipaggio effettuata dal sistema di trasporto umano di SpaceX per la NASA e il quattordicesimo volo con astronauti NASA verso la ISS considerando anche Demo-2, il test con equipaggio del 2020. La continuità delle missioni è uno degli elementi che distinguono l’attuale fase del programma: Falcon 9 e Dragon non rappresentano più una capacità sperimentale, ma un sistema inserito nella pianificazione ordinaria delle operazioni statunitensi in orbita bassa.
La stessa capsula utilizzata per Crew-13, Dragon Grace, è al suo secondo viaggio verso la stazione: aveva effettuato il volo inaugurale nel 2025 con la missione privata Axiom Mission 4. Anche il riutilizzo dei veicoli contribuisce a delineare l’architettura industriale costruita intorno al sistema Dragon, impiegato per missioni istituzionali e commerciali.
SpaceX Crew-13 e la maturità industriale del Commercial Crew
Il significato industriale di Crew-13 emerge soprattutto osservando il percorso avviato dalla NASA oltre un decennio fa. Nel 2014 l’agenzia assegnò a Boeing e SpaceX i contratti Commercial Crew Transportation Capability, impostando una partnership pubblico-privata nella quale i fornitori sviluppano e gestiscono i propri sistemi di trasporto, sottoposti alla certificazione dell’agenzia prima delle missioni con astronauti. SpaceX ha ottenuto la certificazione NASA per il trasporto degli equipaggi nel novembre 2020.
Crew-13 arriva inoltre poche settimane dopo una decisione che estende ulteriormente l’orizzonte contrattuale del rapporto tra NASA e SpaceX. Il 18 settembre l’agenzia ha assegnato all’azienda altre tre missioni, Crew-15, Crew-16 e Crew-17, attraverso una modifica del contratto CCtCap del valore complessivo di 946 milioni di dollari. L’accordo comprende operazioni a terra, lancio, attività in orbita, rientro e recupero, trasporto cargo e capacità di utilizzare Dragon come scialuppa di salvataggio mentre è attraccata alla stazione.
Con questa modifica, il numero complessivo delle missioni assegnate a SpaceX nell’ambito del contratto sale a 17 e il valore totale del CCtCap con la società raggiunge 5,92 miliardi di dollari. Il periodo di esecuzione si estende fino al 2030, con date di readiness per le nuove missioni previste nel 2027 e 2028. Sono numeri che collocano Crew-13 all’interno di una pipeline industriale più ampia rispetto alla singola rotazione di astronauti.
La logica del programma è quella di acquistare una capacità di trasporto completa. Il valore industriale non coincide quindi soltanto con il lancio del Falcon 9: comprende il veicolo Dragon, le operazioni di missione, il supporto a terra, la permanenza della capsula presso la stazione e le attività di rientro e recupero. È questa integrazione di servizi a rendere il Commercial Crew un modello rilevante per l’evoluzione del mercato spaziale istituzionale statunitense.
L’amministratore della NASA Jared Isaacman ha definito Crew-13 «another demonstration of America’s unmatched capability in human spaceflight and the strength of our commercial partnerships». Al di là della valutazione espressa dall’agenzia, il dato industriale è nella regolarità raggiunta dal programma: la NASA può pianificare rotazioni degli equipaggi attraverso una capacità commerciale certificata, mentre SpaceX dispone di una domanda istituzionale pluriennale per i propri servizi di trasporto umano.
Crew-13 collega le operazioni sulla ISS alla transizione dell’orbita bassa
La missione mantiene al tempo stesso la funzione primaria di garantire la continuità delle attività a bordo della ISS. Dopo 7 ore e 55 minuti di volo, Dragon ha effettuato il docking alla stazione alle 19:05 EDT del 1° ottobre, nel più rapido trasferimento dal lancio al docking di un veicolo statunitense nella storia della ISS. L’equipaggio è entrato nella stazione dopo l’apertura del portello alle 21:19 EDT.
Watkins, Delaney, Kutryk e Teteryatnikov si sono uniti all’Expedition 75, che comprende anche gli astronauti NASA Jessica Meir, Jack Hathaway e Anil Menon, l’astronauta ESA Sophie Adenot e i cosmonauti Roscosmos Pyotr Dubrov, Anna Kikina e Andrey Fedyaev.
Durante la permanenza sulla stazione, Crew-13 parteciperà a ricerche che comprendono la produzione in microgravità di tessuti derivati da cellule staminali umane, studi sulla coltivazione attraverso un nuovo sistema di crescita delle piante in larga parte autonomo e sperimentazioni dedicate alla salute degli astronauti, incluse le anomalie del flusso sanguigno e un nuovo dispositivo diagnostico da utilizzare in volo.
Per la NASA, tuttavia, la continuità scientifica della ISS è sempre più collegata a un obiettivo industriale più ampio. Crew-13 rientra nel Low Earth Orbit Program, attraverso il quale l’agenzia collabora con aziende private per assicurare l’accesso allo spazio, sostenere ricerca e sviluppo sulla stazione e preparare capacità utilizzabili nelle missioni oltre l’orbita terrestre bassa.
È in questa prospettiva che la missione assume rilevanza per la Space Economy. La ripetibilità dei voli, l’estensione dei contratti e l’integrazione tra infrastrutture pubbliche e sistemi commerciali mostrano quanto sia avanzato il passaggio da una capacità privata da sviluppare e certificare a un servizio operativo acquistato dalla NASA. Per SpaceX, questo significa una presenza continuativa nelle operazioni verso la ISS; per l’agenzia, la possibilità di affidare all’industria una capacità ormai regolarmente impiegata mentre concentra parte delle proprie risorse sull’esplorazione oltre l’orbita bassa.
Fonte dati: NASA
Michelangelo Moles laureato magistrale in Corporate Communication e Media è specializzato nei temi della space economy e della blue economy, con particolare attenzione agli aspetti legati all’innovazione, alla comunicazione strategica e alla divulgazione dei nuovi modelli economici connessi al mare e allo spazio.
Nel corso degli anni ha acquisito una forte capacità di strutturare informazioni, notizie e approfondimenti sui principali comparti dell’economia dello spazio e dell’economia del mare: satelliti, telecomunicazioni, osservazione della Terra, space tech, portualità, logistica, innovazione marittima, sostenibilità, tecnologie dual use e interconnessioni tra settore aerospaziale e blue economy.










