
L’evoluzione delle app Copernicus segna un ulteriore passo avanti nella trasformazione dei dati di osservazione della Terra in strumenti operativi a supporto di istituzioni, imprese, ricercatori e decisori pubblici. Grazie ai servizi Copernicus Climate Change Service (C3S) e Copernicus Atmosphere Monitoring Service (CAMS), l’enorme patrimonio di informazioni climatiche e atmosferiche raccolto dal programma europeo viene oggi reso consultabile attraverso applicazioni intuitive, capaci di semplificare l’analisi di fenomeni complessi senza rinunciare al rigore scientifico.
Le nuove piattaforme consentono di esplorare dati storici, monitorare fenomeni ambientali e valutare scenari futuri mediante mappe interattive, serie temporali e indicatori tematici. L’obiettivo è ridurre le barriere di accesso ai dati, favorendone l’utilizzo in attività che spaziano dalla pianificazione territoriale alla ricerca, dalla gestione dei rischi climatici alla tutela della salute pubblica.
Le app Copernicus trasformano i dati climatici in strumenti operativi
Tra le applicazioni presentate spicca Thermal Trace, sviluppata dal C3S per analizzare lo stress da caldo e da freddo utilizzando oltre 80 anni di dati della rianalisi ERA5, che copre il periodo dal 1940 a oggi.
Lo strumento utilizza l’Universal Thermal Climate Index (UTCI), un indicatore che combina temperatura dell’aria, umidità, vento e radiazione termica per rappresentare la temperatura percepita dal corpo umano. A differenza della semplice temperatura atmosferica, l’UTCI consente di valutare in modo più realistico i rischi associati agli eventi estremi.
L’applicazione permette di confrontare condizioni giornaliere, mensili, stagionali e annuali, analizzare eventi storici come l’ondata di calore europea del 2003 e scaricare i dati direttamente dal Climate Data Store (CDS). Pensata per l’analisi retrospettiva e lo studio delle tendenze, si rivolge a giornalisti, pianificatori territoriali e professionisti della sanità pubblica piuttosto che alla gestione delle emergenze in tempo reale.
Sempre nell’ambito delle app Copernicus, ERA Explorer amplia le possibilità di consultazione offrendo l’accesso a circa 85 anni di dati climatici globali. L’applicazione consente di visualizzare rapidamente variabili come temperatura, precipitazioni e vento, producendo statistiche climatologiche in pochi secondi grazie a un’infrastruttura dati ottimizzata per il cloud.
Per l’analisi degli scenari futuri, il C3S Atlas integra osservazioni, dati di rianalisi e proiezioni climatiche provenienti dal programma internazionale Coupled Model Intercomparison Project (CMIP). Oltre alle mappe interattive, mette a disposizione notebook Jupyter e un repository GitHub aperto, favorendo trasparenza e riproducibilità delle analisi.
Dal monitoraggio del metano agli allarmi sulla qualità dell’aria
Sul fronte della composizione atmosferica, CAMS propone strumenti dedicati all’osservazione delle emissioni e dell’inquinamento atmosferico.
Il Methane Hotspot Explorer utilizza le osservazioni dello strumento TROPOMI installato sul satellite Copernicus Sentinel-5P per individuare i principali pennacchi di metano a livello globale. Attraverso tecniche di machine learning, l’applicazione identifica le aree di emissione, associandole a categorie indicative come attività estrattive, miniere di carbone o siti di gestione dei rifiuti. Pur non consentendo di localizzare con precisione i singoli impianti responsabili, lo strumento aumenta la trasparenza sul monitoraggio di uno dei gas serra più rilevanti nel breve periodo.
A supporto della qualità dell’aria, il servizio CAMS Aerosol Alerts, introdotto nel 2024, fornisce previsioni fino a tre giorni sugli eventi più significativi legati agli aerosol, comprese tempeste di sabbia, fumo degli incendi boschivi e gravi episodi di inquinamento. Basato sul sistema di previsione integrato dell’ECMWF, il servizio confronta le concentrazioni di particolato e la profondità ottica degli aerosol con soglie di riferimento, attivando livelli di allerta progressivi quando vengono superati i valori stabiliti.
Un’infrastruttura cloud che amplia l’accessibilità dei dati Copernicus
Il filo conduttore dell’intero ecosistema non è rappresentato dalle singole applicazioni, ma dall’infrastruttura che ne rende possibile il funzionamento. Tutti gli strumenti si appoggiano al Climate Data Store e all’Atmosphere Data Store, piattaforme che garantiscono accesso libero e aperto a dati climatici e atmosferici certificati.
L’introduzione dei dataset Analysis Ready, Cloud Optimised (ARCO) consente di elaborare e visualizzare grandi quantità di informazioni direttamente nel cloud, riducendo la necessità di scaricare enormi volumi di dati prima dell’analisi. Questo approccio accelera l’accesso alle informazioni e rende le applicazioni utilizzabili anche da utenti che non dispongono di competenze avanzate nella gestione dei dati climatici.
Per valorizzare questo ecosistema, Copernicus ha inoltre realizzato un catalogo dedicato delle applicazioni basate sui dati dei servizi C3S, CAMS e del Copernicus Emergency Management Service (CEMS), raccogliendo in un unico punto di accesso strumenti destinati a differenti comunità di utenti.
L’evoluzione delle app Copernicus evidenzia come i dati climatici e atmosferici possano essere resi sempre più accessibili attraverso servizi digitali basati su infrastrutture cloud e dati aperti. In questo modo il programma europeo amplia le possibilità di utilizzo delle informazioni ambientali da parte di amministrazioni pubbliche, imprese, ricercatori e professionisti, favorendo un impiego più efficace dei dati nei processi di analisi e supporto alle decisioni.
Fonte dati: Unione Europea
Michelangelo Moles laureato magistrale in Corporate Communication e Media è specializzato nei temi della space economy e della blue economy, con particolare attenzione agli aspetti legati all’innovazione, alla comunicazione strategica e alla divulgazione dei nuovi modelli economici connessi al mare e allo spazio.
Nel corso degli anni ha acquisito una forte capacità di strutturare informazioni, notizie e approfondimenti sui principali comparti dell’economia dello spazio e dell’economia del mare: satelliti, telecomunicazioni, osservazione della Terra, space tech, portualità, logistica, innovazione marittima, sostenibilità, tecnologie dual use e interconnessioni tra settore aerospaziale e blue economy.










