La stagione degli incendi boschivi nel 2025 segna un punto di svolta per le politiche europee di gestione del rischio. Di fronte alla peggiore stagione mai registrata nell’Unione europea, la Commissione europea ha adottato una nuova comunicazione che punta a rafforzare l’approccio comunitario alla prevenzione, alla preparazione, alla risposta e al recupero dagli incendi, valorizzando il contributo dei servizi di osservazione della Terra del programma Copernicus.

La decisione accompagna la pubblicazione del rapporto preliminare 2025 del Sistema europeo di informazione sugli incendi forestali (EFFIS), componente del Servizio di gestione delle emergenze Copernicus (CEMS). Il documento conferma un anno senza precedenti per estensione delle superfici percorse dal fuoco e rafforza la necessità di strumenti condivisi per affrontare un rischio che interessa ormai gran parte del continente.
Incendi boschivi nel 2025: una stagione senza precedenti in Europa
Secondo il rapporto, nel 2025 sono andati in fumo 1.079.538 ettari in 25 Stati membri dell’UE, quasi il doppio della media registrata tra il 2006 e il 2024. Considerando anche Medio Oriente e Nord Africa, la superficie complessivamente bruciata ha raggiunto 2,24 milioni di ettari.
Il picco della stagione si è concentrato nel mese di agosto, quando vasti incendi hanno interessato soprattutto Spagna e Portogallo. In appena tre settimane il Mediterraneo occidentale ha registrato 561.322 ettari bruciati, oltre la metà della superficie complessiva percorsa dagli incendi nell’Unione durante l’anno.
Il rapporto evidenzia inoltre una tendenza ormai consolidata. Gli incendi hanno avuto inizio già nel mese di marzo, con oltre 100.000 ettari interessati dalle fiamme, mentre aumenta la frequenza dei cosiddetti mega-incendi e il fenomeno si estende progressivamente verso regioni tradizionalmente considerate meno esposte, come la Scandinavia e parte dell’Europa centrale e nord-occidentale.
Particolarmente significativo anche l’impatto sulle aree protette: 424.023 ettari bruciati ricadevano all’interno della rete Natura 2000, il valore più elevato mai registrato.
Copernicus al centro del rafforzamento della gestione europea del rischio
La nuova comunicazione della Commissione europea si inserisce nella Strategia dell’Unione per la preparazione alle emergenze, adottata il 26 marzo 2025, che individua la gestione del rischio di incendi boschivi tra le priorità dell’Unione.
Un ruolo centrale è affidato a EFFIS, operativo da oltre 25 anni nell’ambito del Copernicus Emergency Management Service. Il sistema fornisce servizi geospaziali a supporto delle autorità di protezione civile attraverso attività di allerta precoce, monitoraggio, mappatura degli incendi e valutazione dei danni.
Tra le misure previste figurano il potenziamento delle capacità di monitoraggio e allerta di EFFIS, la realizzazione di mappe del combustibile aggiornate a livello europeo e lo sviluppo di modelli standardizzati per la valutazione del rischio di incendi boschivi. L’obiettivo è mettere a disposizione degli Stati membri strumenti comuni per migliorare la prevenzione, rafforzare la resilienza dei territori e sostenere una gestione più efficace delle aree di interfaccia tra insediamenti urbani e vegetazione.
A queste attività si affianca il servizio di mappatura on demand del CEMS, che fornisce cartografie ad alta risoluzione a supporto delle operazioni di risposta alle emergenze e delle successive attività di recupero.
L’evoluzione della stagione degli incendi nel 2025 conferma come i dati di osservazione della Terra stiano assumendo un ruolo sempre più rilevante nella definizione delle politiche europee di gestione del rischio. L’integrazione tra monitoraggio satellitare, sistemi di allerta e pianificazione istituzionale rappresenta uno degli strumenti con cui l’Unione europea punta a rafforzare la propria capacità di affrontare eventi estremi sempre più frequenti e complessi.
Fonte dati: Unione Europea
Michelangelo Moles laureato magistrale in Corporate Communication e Media è specializzato nei temi della space economy e della blue economy, con particolare attenzione agli aspetti legati all’innovazione, alla comunicazione strategica e alla divulgazione dei nuovi modelli economici connessi al mare e allo spazio.
Nel corso degli anni ha acquisito una forte capacità di strutturare informazioni, notizie e approfondimenti sui principali comparti dell’economia dello spazio e dell’economia del mare: satelliti, telecomunicazioni, osservazione della Terra, space tech, portualità, logistica, innovazione marittima, sostenibilità, tecnologie dual use e interconnessioni tra settore aerospaziale e blue economy.










