Artemis II, Orion integra ESM-2 per missione con equipaggio

Orion
Immagine di Pléiades Neo. Il razzo SLS con il modulo ESM di Orion sulla piattaforma di lancio al Kennedy Space Center, in vista del prossimo lancio della missione Artemis II 
© Airbus DS 2026

Mentre il mondo si prepara al lancio di Artemis II, la prima missione con equipaggio verso la Luna dopo oltre 50 anni, il Modulo di Servizio Europeo di Orion (ESM-2) è completamente integrato, rifornito e pronto per il volo. L’ESM è realizzato da Airbus per conto dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA). Vero e proprio motore della navicella Orion della NASA, l’ESM-2 fornirà propulsione, energia e controllo termico, oltre ad aria ed acqua indispensabili alla sopravvivenza dei quattro astronauti nello spazio.

La missione, il cui lancio è previsto dal Kennedy Space Center, invierà gli astronauti NASA Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch e l’astronauta dell’Agenzia Spaziale Canadese (CSA) Jeremy Hansen in un viaggio di 10 giorni intorno alla Luna. A differenza della missione di prova Artemis I, che era senza equipaggio, questa missione affida direttamente vite umane all’ingegneria europea.

«Il passaggio da Artemis I ad Artemis II segna la transizione da un veicolo di prova a uno spazio abitabile», ha dichiarato Marc Steckling, Head of Earth Observation, Science and Space Exploration di Airbus. «Quando Reid Wiseman e il suo equipaggio accenderanno i motori dell’ESM per lasciare l’orbita terrestre, affideranno la loro missione al lavoro di centinaia di ingegneri di dieci Paesi europei per portarli intorno alla Luna e riportarli a casa in sicurezza».

Se Artemis I ha dimostrato l’integrità strutturale del veicolo, Artemis II segna il debutto delle capacità attive di supporto vitale dell’ESM.

  • Respirazione e acqua potabile: l’ESM-2 trasporta 90 kg di ossigeno e 240 kg di acqua potabile, che verranno pompati nel modulo equipaggio per mantenere in vita gli astronauti.
  • Controllo termico: mentre la navicella affronta le estreme variazioni di temperatura dello spazio profondo, il sistema attivo di controllo termico dell’ESM regolerà la temperatura della cabina, garantendo il comfort dell’equipaggio.
  • Generazione di energia: i caratteristici pannelli solari a quattro ali del modulo genereranno 11,2 kW di potenza, sufficienti ad alimentare la navicella e i nuovi sistemi di comunicazione ad alta velocità.
  • Propulsione: 33 motori a bordo dell’ESM forniscono la spinta e la propulsione necessarie per manovrare Orion verso la sua destinazione.

Artemis II introduce tecnologie non presenti nei voli precedenti, facendo ampio affidamento sulla precisione dell’ESM.

  • Comunicazione laser ad alta velocità (O2O): l’ESM fornisce la potenza stabile necessaria per il nuovo Orion Optical Communications System (O2O). Questa tecnologia basata su laser trasmetterà dati verso la Terra fino a 260 megabit al secondo, consentendo all’equipaggio di trasmettere video in 4K ad altissima definizione della Luna quasi in tempo reale.
  • Dimostrazione di pilotaggio manuale: l’equipaggio piloterà manualmente la navicella Orion durante una “proximity operations demonstration” in orbita terrestre. Il comandante Reid Wiseman e il pilota Victor Glover utilizzeranno controlli manuali per dirigere i 24 propulsori di controllo d’assetto dell’ESM, testando come il modulo da 13 tonnellate si comporta sotto comando umano prima di intraprendere la traiettoria lunare.

La distanza a cui l’equipaggio di Artemis II volerà attorno alla Luna dipenderà dal momento del lancio. La Luna si troverà in una posizione diversa in ciascuna delle possibili finestre di lancio, e la distanza esatta varierà di conseguenza, oscillando tra i 6.400 e i 9.000 chilometri sopra la superficie lunare. Si tratta di decine di migliaia di chilometri più vicino di quanto sia stato qualsiasi essere umano negli ultimi oltre 50 anni. Quando Orion volerà dietro la Luna, si prevede che l’equipaggio di Artemis II batterà il record di distanza stabilito da Apollo 13 per il punto più lontano dalla Terra mai raggiunto da esseri umani.

Airbus guarda già oltre questa missione. Con l’ESM-3 previsto per il 2027, verranno testate le capacità di rendez-vous e di aggancio tra Orion e veicoli spaziali commerciali, necessarie per permettere agli astronauti di atterrare sulla Luna. Nel 2028 sarà la volta dell’ESM-4, attualmente in fase di integrazione finale presso il Kennedy Space Center (KSC), che supporterà l’allunaggio di Artemis IV. L’ESM-4 è stato consegnato al KSC alla fine del 2025, mentre l’ESM-5 e l’ESM-6 sono attualmente in produzione nelle camere bianche di Airbus a Brema, con consegne previste per il 2027 e il 2028, garantendo così una cadenza costante per la presenza a lungo termine della NASA sulla Luna.

L’ESM è un cilindro di circa quattro metri di altezza e larghezza. È dotato di un caratteristico sistema di propulsione composto da un motore principale (un motore OMS dello Space Shuttle riadattato), otto motori ausiliari e 24 propulsori più piccoli per il controllo dell’assetto. È costruito da Airbus in qualità di prime contractor per l’Agenzia Spaziale Europea (ESA), con assemblaggio finale a Brema, in Germania.

Michelangelo Moles

Michelangelo Moles laureato magistrale in Corporate Communication e Media è specializzato nei temi della space economy e della blue economy, con particolare attenzione agli aspetti legati all’innovazione, alla comunicazione strategica e alla divulgazione dei nuovi modelli economici connessi al mare e allo spazio.

Nel corso degli anni ha acquisito una forte capacità di strutturare informazioni, notizie e approfondimenti sui principali comparti dell’economia dello spazio e dell’economia del mare: satelliti, telecomunicazioni, osservazione della Terra, space tech, portualità, logistica, innovazione marittima, sostenibilità, tecnologie dual use e interconnessioni tra settore aerospaziale e blue economy.