
Astroscale ha ospitato nel proprio cleanroom di Harwell il responsabile del programma Space Safety dell’European Space Agency, Holger Krag, in occasione dell’incontro annuale dell’Inter-Agency Space Debris Coordination Committee (IADC). Al centro della visita, lo stato di avanzamento delle tecnologie per la rimozione dei detriti orbitali e per i servizi in orbita.
We welcomed Dr. Holger Krag, @esa Space Safety Programme Manager, to our cleanroom in Harwell during this week’s IADC annual meeting at ESA ECSAT, hosted by the @spacegovuk.
— Astroscale UK & Europe (@Astroscale_UK) April 29, 2026
In front of our ELSA‑M spacecraft, we discussed progress on CAT for removal and IRUS for servicing –… pic.twitter.com/6W3Kiefo6O
Tecnologie per la gestione dei detriti orbitali
Durante l’incontro sono stati discussi in particolare i progressi su sistemi come ELSA-M, piattaforma dedicata alla rimozione attiva dei detriti, e soluzioni come CAT e IRUS, orientate rispettivamente alla cattura e al servicing di satelliti. Un confronto tecnico che arriva in una fase in cui la gestione dello spazio orbitale sta assumendo un ruolo sempre più critico.
Il punto, però, non è la visita. È il contesto in cui avviene.
L’aumento esponenziale del numero di satelliti in orbita bassa sta trasformando il tema dei detriti spaziali da problema tecnico a questione infrastrutturale. La sostenibilità dell’ambiente orbitale diventa una condizione necessaria per la continuità operativa di interi segmenti della space economy.
Qui si apre una dinamica nuova. La gestione dei detriti non può più essere affrontata solo attraverso linee guida o buone pratiche: richiede capacità operative concrete. Tecnologie di rimozione attiva e servizi in orbita iniziano a configurarsi come veri e propri segmenti industriali.
Il nodo centrale è l’operatività. Progetti come quelli sviluppati da Astroscale puntano a dimostrare che è possibile intervenire direttamente sull’ambiente orbitale, non solo monitorarlo. Questo implica lo sviluppo di sistemi affidabili, ripetibili e economicamente sostenibili.
In questo scenario, il coinvolgimento dell’European Space Agency segnala un passaggio importante: il tema della space safety entra stabilmente nelle priorità strategiche europee. Non più solo come ambito di ricerca, ma come componente essenziale dell’infrastruttura spaziale.
C’è poi un livello ulteriore. La capacità di rimuovere detriti o effettuare servicing in orbita apre anche nuove opportunità economiche. Dalla manutenzione dei satelliti all’estensione della loro vita operativa, si delineano modelli di business che possono ridefinire la gestione degli asset spaziali.
Resta però una domanda aperta. Queste tecnologie riusciranno a scalare rapidamente per rispondere alla crescita del traffico orbitale, o resteranno limitate a missioni dimostrative?
L’incontro di Harwell non fornisce ancora una risposta definitiva. Ma indica una direzione chiara: la sostenibilità dello spazio non sarà garantita solo da regole, ma da capacità operative.
Ed è proprio su questo terreno che si giocherà il futuro della sicurezza orbitale.
Michelangelo Moles laureato magistrale in Corporate Communication e Media è specializzato nei temi della space economy e della blue economy, con particolare attenzione agli aspetti legati all’innovazione, alla comunicazione strategica e alla divulgazione dei nuovi modelli economici connessi al mare e allo spazio.
Nel corso degli anni ha acquisito una forte capacità di strutturare informazioni, notizie e approfondimenti sui principali comparti dell’economia dello spazio e dell’economia del mare: satelliti, telecomunicazioni, osservazione della Terra, space tech, portualità, logistica, innovazione marittima, sostenibilità, tecnologie dual use e interconnessioni tra settore aerospaziale e blue economy.










