Dallo Spazio alla Terra: “le radici del futuro” tra agricoltura, sostenibilità e nuovo umanesimo

Presentato il calendario Love Planet Earth 2026 – Le Radici del Futuro realizzato da e-GEOS e Telespazio in collaborazione con Fondazione Med-Or

Calendario Love Planet Earth

La presentazione del calendario Love Planet Earth 2026 – Le Radici del Futuro, realizzato da e-GEOS e Telespazio in collaborazione con Fondazione Med-Or, si è rivelata una piacevole occasione per condividere una riflessione profonda e concreta sul ruolo dello Spazio come infrastruttura strategica per la sostenibilità del Pianeta.

Attraverso le immagini satellitari del sistema COSMO-SkyMed dell’Agenzia Spaziale Italiana e del Ministero della Difesa, questa edizione del calendario racconta la sostenibilità ambientale partendo dai paesaggi agricoli del Mediterraneo, osservati dallo Spazio come sistemi complessi, fragili e interconnessi. Un viaggio visivo che mette in evidenza la bellezza dei territori, ma anche le grandi sfide globali: sicurezza alimentare, cambiamento climatico, gestione delle risorse idriche, resilienza dei sistemi agricoli.

Nel corso della serata moderata dal collega Giorgio Rutelli, Vicedirettore di ADNKronos, tutti gli interlocutori hanno tracciato, ciascuno per la propria competenza, un quadro chiaro di come le tecnologie satellitari possano fornire numerosi strumenti di lettura e applicazione in ambito agricolo e alimentare per innumerevoli scopi. Possiamo sintetizzare, senza osare troppo, che è emerso che lo Spazio può davvero salvare la nostra Casa Terra, come ben ribadito da Massimo Comparini.

Le grandi sfide globali: cibo, acqua e cooperazione

Marco Minniti, Presidente della Fondazione Med-Or, ha sottolineato il valore simbolico e strategico dell’iniziativa:

«Una rappresentazione bella e intelligente che collega perfettamente l’antico delle pratiche agricole con il modernissimo delle tecnologie spaziali».

Minniti ha individuato tre grandi sfide per l’umanità – alimentazione, acqua e accordi internazionali – evidenziando come Italia ed Europa possano giocare un ruolo da protagoniste, assumendosi però precise responsabilità. Da qui l’appello a un accordo internazionale che riconosca cibo e acqua come beni da tenere fuori dai conflitti.

Il Presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, Teodoro Valente, in un videomessaggio, ha richiamato il Mediterraneo come mare delle nostre radici, ribadendo il valore strategico dell’osservazione della Terra per comprendere e proteggere i territori.

Dati, conoscenza, azione

Nel suo intervento, C. Milena A. Lerario, Amministratore Delegato di e-GEOS e SVP della linea di business Geoinformation di Telespazio, ha delineato con efficacia il filo conduttore del progetto:

«L’osservazione della Terra è prima di tutto conoscenza, che diventa decisione e poi azione concreta».

Il Mediterraneo viene descritto come crocevia di saperi e laboratorio naturale, culla delle prime forme di agricoltura organizzata. In questo contesto, le tecnologie spaziali – integrate con droni e monitoraggio sul campo – diventano strumenti fondamentali per gestire le vulnerabilità, preservare le terre e costruire resilienza.

«Con Love Planet Earth, e-GEOS trasforma le immagini satellitari in storie che ispirano, mostrando la bellezza del Pianeta, i suoi cambiamenti e le sfide che plasmano il nostro futuro. L’innovazione ha valore quando crea impatto reale e serve il bene comune».

Agricoltura, clima e geopolitica dei dati

Maurizio Martina, Vicedirettore Generale della FAO, ha ampliato la riflessione sul piano geopolitico: parlare di tecnologie applicate all’agricoltura e all’alimentazione significa affrontare una delle partite strategiche più rilevanti del nostro tempo.

In un’area come il Mediterraneo, fortemente esposta agli effetti del cambiamento climatico, l’uso intelligente dei dati satellitari è essenziale per le strategie di adattamento, la prevenzione dei rischi idrogeologici, la gestione delle risorse idriche e persino il monitoraggio delle zoonosi.

«È aperta nel mondo una grande partita su chi riesce a organizzare dati satellitari capaci di generare modelli predittivi: è una sfida geopolitica».

Lo Spazio come servizio alle comunità

L’intervento di Massimo Claudio Comparini, Managing Director della Divisione Spazio di Leonardo, ha riportato, infine, il tema alla sua dimensione più profonda:

«Abbiamo una sola casa, ed è questa».

Oggi il cuore delle attività spaziali è l’informazione: satelliti capaci di generare dati, infrastrutture per trasferirli, e tecnologie – cloud, intelligenza artificiale, high performance computing – per trasformarli in servizi utili alle comunità. In questo senso, l’investimento di Leonardo di 500 milioni di euro per nuove costellazioni satellitari rappresenta una scelta industriale ma anche una responsabilità sociale.

L’Italia, ha sottolineato Comparini, può giocare un ruolo di primo piano non solo per le competenze tecnologiche, ma anche per il “proprio DNA culturale, se saprà integrare innovazione e umanesimo.”

Insomma, un confronto aperto sulle nostre radici nel futuro.

Love Planet Earth 2026 racconta un equilibrio possibile tra ciò che ereditiamo e ciò che stiamo costruendo.

Le immagini satellitari diventano uno strumento di consapevolezza, capace di connettere lo Spazio alle sfide quotidiane della Terra, ricordandoci che il futuro nasce dalla capacità di proteggere ciò che ci nutre – territori, risorse, comunità.

Guarda e scarica il calendario 2026: https://www.telespazio.com/it/love-planet-earth-2026

Spazio-mare-Roberta-Busatto_

Giornalista, specializzata in Economia dello Spazio, in Economia del Mare e in Mindfulness - istruttrice MBSR e facilitatrice LEGO® SERIOUS PLAY® .Dal 2004 si occupa di Aerospazio e dal 2011 di Economia del Mare. Dirige Economia dello Spazio Magazine, Economia del Mare Magazine e Space& Blue Magazine, oltre a seguire le relazioni istituzionali ed esterne in questi settori per importanti stakeholder. Ideatrice del Progetto "Space&Blue Made in Italy" con il suo Forum Space&Blue e del Progetto "Blue Forum Italia network".