
Si è svolto oggi, presso l’Aula dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, il convegno organizzato dall’Associazione Futuri Probabili in occasione della Giornata Nazionale dello Spazio 2025.
Giunto al suo quinto appuntamento annuale, l’evento ha confermato la propria vocazione divulgativa e strategica. Come ricordato dal Presidente Luciano Violante, l’obiettivo è raccontare le opportunità e le prospettive di sviluppo dello Spazio, in particolare alle giovani generazioni, in un momento storico in cui il dominio spaziale è diventato centrale per l’economia, la sicurezza e la competitività globale.
La governance dello Spazio come priorità strategica
Il tema portante del confronto è stato quello della governance dello Spazio, in un contesto caratterizzato dalla crescita esponenziale delle attività orbitali, dall’ingresso massiccio dei soggetti privati e da crescenti tensioni geopolitiche.
Ad aprire i lavori è stato il saluto istituzionale del Presidente della Camera dei Deputati, Lorenzo Fontana, che ha ricordato come “Il dominio dello spazio vede crescere la propria importanza, giorno dopo giorno, a garanzia della sicurezza degli Stati, delle persone e delle infrastrutture”.
A seguire l’intervento del Presidente di Futuri Probabili, Luciano Violante, che ha richiamato l’attenzione sulla centralità delle orbite basse come dorsale critica della competitività globale. Violante ha inoltre evidenziato il tema dei detriti spaziali, stimati in circa 40.000 oggetti che viaggiano a velocità fino a 28.000 km/h, rappresentando un rischio concreto per la sostenibilità delle attività spaziali future.
È stata sottolineata la mancanza di un trattato internazionale condiviso per l’occupazione delle orbite, così come la necessità di una nuova visione regolatoria legata all’esplorazione e allo sfruttamento delle risorse, incluse le terre rare sulla Luna, nel rispetto dei principi sanciti dal Trattato sullo Spazio Extra-atmosferico, che riconosce lo Spazio come patrimonio dell’intera umanità.
Violante ha infine ricordato il ruolo dell’Italia in progetti strategici come il Lunar Gateway, evidenziando al contempo la crescente criticità legata alla carenza di competenze specialistiche.
Mantovano: lo Spazio è già nella nostra vita quotidiana
Il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Alfredo Mantovano, ha evidenziato come lo Spazio sia spesso percepito come una dimensione lontana, quando in realtà è parte integrante della vita quotidiana.
«Il collegamento con lo spazio lo abbiamo materialmente nelle nostre tasche», ha affermato, citando l’uso quotidiano del GPS e la dipendenza dei servizi essenziali dalle costellazioni satellitari.
Mantovano ha sottolineato il ruolo propulsivo del settore privato, che ha accelerato l’innovazione e ridotto i costi, dando origine a una vera e propria corsa allo Spazio, con implicazioni scientifiche, industriali, commerciali ma anche geopolitiche e di sicurezza.
In un contesto globale deteriorato, lo Spazio è passato da ambiente prevalentemente cooperativo a teatro di competizione strategica, con lo sviluppo di capacità antisatellite da parte di grandi potenze. In questo quadro, il Sottosegretario ha ricordato l’approvazione, nel gennaio 2025, degli indirizzi nazionali in materia spaziale e aerospaziale, orientati allo sviluppo dei programmi europei e alla tutela della sicurezza.
Urso: Terra, mare e cielo come dimensioni integrate
Il Ministro delle Imprese e del Made in Italy e Autorità delegata allo Spazio, Adolfo Urso, ha evidenziato come la tradizionale visione strategica fondata su Terra, mare e cielo oggi si sia necessariamente estesa allo Spazio.
Il Ministro ha ricordato le principali iniziative avviate nella legislatura: dall’inaugurazione delle quattro Space Factory di Torino, Milano, Roma e Bari, che testimoniano uno Spazio capace di unire l’intera Penisola, all’accordo storico con la Francia per l’utilizzo dello spazioporto della Guyana Francese; dallo sblocco di progetti strategici in Sicilia con l’ESA all’avvio della Legge sullo Spazio, fino alla prospettiva di una costellazione satellitare nazionale, sviluppata in ambito europeo per la sicurezza delle comunicazioni istituzionali.
Urso ha inoltre ribadito l’importanza di costruire campioni europei capaci di competere a livello globale, sottolineando la crescente natura dual use dello Spazio e il ruolo determinante dell’Italia, che guiderà per i prossimi tre anni la Ministeriale dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA). Nei programmi Artemis, ha ricordato, è prevista anche la presenza di un astronauta italiano tra i tre europei che torneranno sulla Luna.
Lo Spazio come dominio operativo
Il Generale di Squadra Aerea Maurizio Cantiello, Direttore della Direzione per l’Impiego del Personale Militare dell’Aeronautica Militare, ha affermato con chiarezza che
«lo Spazio non è più un ambiente neutrale, ma un ambiente operativo a pieno titolo».
Tre le priorità indicate: la comprensione di ciò che accade nello Spazio, attraverso Space Situational Awareness e Space Domain Awareness; la protezione della libertà di accesso e di azione in orbita; la resilienza delle infrastrutture strategiche, intesa non solo in senso tecnologico ma anche istituzionale e decisionale. Centrale, in questo quadro, il ruolo delle risorse umane, con un forte investimento su formazione, competenze e leadership.
La tavola rotonda: scienza, diritto, impresa e innovazione
La seconda parte dei lavori ha ospitato una tavola rotonda moderata da Frediano Finucci, Capo della Redazione Economia ed Esteri del TG LA7, con interventi che hanno spaziato dalla biomedicina spaziale al diritto, dall’astrofisica alla finanza dell’innovazione.
Il Prof. Mariano Bizzarri (Sapienza Università di Roma) ha illustrato le nuove frontiere della biomedicina spaziale e le opportunità del modello Luna, sottolineando come il primo obiettivo sia la tutela della salute degli astronauti e soffermandosi sugli sviluppi del progetto del Naso elettronico sulla Stazione Spaziale Internazionale.
«Ciò che studiamo per lo Spazio è utile prima di tutto per la Terra», ha evidenziato.
Michele Curatola (Clifford Chance – Studio legale Associato) ha affrontato il tema delle regole per lo Spazio, richiamando la necessità di un quadro giuridico capace di governare l’ingresso dei privati, l’utilizzo delle orbite e delle risorse spaziali, nonché le responsabilità connesse alle attività in orbita.
La Prof.ssa Mariafelicia De Laurentis (Università degli Studi di Napoli Federico II) ha raccontato l’esperienza dell’Event Horizon Telescope, aprendo uno sguardo sull’osservazione dei buchi neri e sulla capacità della scienza di spingersi oltre i limiti tradizionali dell’esplorazione spaziale.
Il Prof. Sergio Marchisio (Sapienza Università di Roma, Presidente ECSL-ESA) ha ricordato il principio di non appropriazione dello Spazio e ripercorso le tappe che hanno condotto agli Accordi Artemis.
Stefania Vigna (Intesa Sanpaolo Innovation Center) ha approfondito le opportunità della Space Economy per le imprese space e non-space, sottolineando l’importanza di accompagnare l’innovazione con strumenti finanziari e di sistema adeguati.
Centrale l’intervento di Massimo Claudio Comparini, Capo della Divisione Spazio di Leonardo S.p.A., che ha evidenziato il ruolo dell’Italia nel ritorno sulla Luna come laboratorio di sostenibilità e utilizzo responsabile delle risorse.
«Il significato profondo del ritorno sulla Luna è imparare a vivere in modo continuativo in un ambiente ostile. Ciò che apprenderemo lì sarà decisivo per la sostenibilità dell’unica casa che abbiamo: la Terra», ha sottolineato.
Crosetto: lo Spazio come dominio critico da difendere insieme
A chiudere i lavori è stato il Ministro della Difesa Guido Crosetto, che ha definito lo Spazio un dominio critico soggetto a rischi crescenti, caratterizzato da costellazioni satellitari ostili e nuove minacce.
Crosetto ha ribadito l’impossibilità di affrontare lo Spazio in solitudine e la necessità di alleanze, sistemi aperti e integrati, capaci di valorizzare innovazione e competenze nazionali. Ha infine collegato il tema spaziale a quello emergente delle terre rare e dei fondali sottomarini, richiamando l’esigenza di una visione strategica condivisa.
“Lo Spazio è un nuovo terreno di confronto” – ha evidenziato. – “Da ambiente privilegiato da cui attingere risorse, è diventato un dominio critico, caratterizzato da minacce sempre più complesse. È una componente che va difesa, perché rappresenta la spina dorsale di molti servizi essenziali.”
“È impensabile affrontare un dominio come lo Spazio da soli: l’Italia forte delle proprie eccellenze di settore deve rafforzare sempre di più le collaborazioni e fare massa critica con altri Paesi, in termini di studi e conoscenze, per fare in modo che lo Spazio sia un vero abilitatore di crescita.
Serve, dunque, un sistema implementabile, integrato e il più possibile aperto. Perché oggi il terreno di confronto è lo Spazio; domani lo saranno altri ambiti come terre rare e i fondali sottomarini” – ha concluso.
Giornalista, specializzata in Economia dello Spazio, in Economia del Mare e in Mindfulness - istruttrice MBSR e facilitatrice LEGO® SERIOUS PLAY® .Dal 2004 si occupa di Aerospazio e dal 2011 di Economia del Mare. Dirige Economia dello Spazio Magazine, Economia del Mare Magazine e Space& Blue Magazine, oltre a seguire le relazioni istituzionali ed esterne in questi settori per importanti stakeholder. Ideatrice del Progetto "Space&Blue Made in Italy" con il suo Forum Space&Blue e del Progetto "Blue Forum Italia network".










