
L’economia cislunare è destinata a diventare uno dei temi più rilevanti nella space economy della nuova fase della presenza umana nello spazio. Dopo decenni in cui la maggior parte delle attività si è concentrata nelle orbite terrestri, lo sguardo si sposta ora verso la regione compresa tra la Terra e la Luna, un ambiente caratterizzato da complessi equilibri gravitazionali e dalla possibilità di costituire un vero e proprio corridoio strategico. Questa zona, che comprende le orbite intermedie e i punti lagrangiani, non è più vista soltanto come area di passaggio per missioni scientifiche, ma come lo spazio in cui si andranno a sviluppare attività economiche concrete.
Il ritorno sulla Luna, previsto nei prossimi anni con missioni internazionali di ampio respiro, non ha solo una valenza simbolica o esplorativa. L’obiettivo è costruire una presenza stabile, capace di utilizzare risorse e infrastrutture per sostenere missioni di lungo periodo. In questa prospettiva, lo spazio cislunare diventa cruciale per trasporti, logistica, telecomunicazioni, produzione energetica ed estrazione di materie prime. La presenza di acqua ghiacciata nei poli lunari, ad esempio, potrà essere sfruttata non soltanto per il sostentamento degli astronauti, ma anche come fonte di idrogeno e ossigeno per propulsione. Questo passaggio è decisivo per ridurre la dipendenza dalla Terra e per avviare una vera catena di approvvigionamento in orbita.
La dimensione cislunare non è soltanto tecnologica, ma anche politica ed economica. Stati Uniti, Europa, Cina, India e Giappone hanno già avviato programmi per rafforzare la propria presenza in questa regione, che rappresenta un’area di proiezione strategica e potenziale competizione tra potenze. Il rischio di nuove tensioni geopolitiche è reale, così come la necessità di creare regole condivise per l’uso delle risorse. La definizione di principi di governance e la costruzione di un quadro di cooperazione internazionale saranno elementi decisivi per evitare conflitti e per trasformare lo spazio cislunare in un ambito di sviluppo sostenibile.
Parallelamente, si intravedono già le prime iniziative orientate al mercato. Alcune start-up stanno progettando lander e veicoli cargo per la logistica lunare, mentre altre guardano a reti di comunicazione dedicate a collegare Luna e Terra. Si comincia a discutere di estrazione della regolite e di materiali utili, ipotizzando futuri impieghi nell’industria manifatturiera spaziale. Questo passaggio dalla ricerca al business è ancora agli inizi, ma costituisce il cuore della trasformazione in un’economia cislunare strutturata.
Le tappe che si prospettano delineano un’evoluzione graduale. La costruzione di nuove infrastrutture orbitanti segneranno l’avvio concreto. Entro il 2030 si prevede l’attivazione di habitat iniziali e strutture logistiche presso i poli lunari, mentre il decennio successivo dovrebbe aprire la strada all’utilizzo sistematico delle risorse in situ, fino a consolidare un’economia in grado di integrare trasporto, estrazione e produzione.
Questa prospettiva apre grandi opportunità, ma anche rischi significativi. Le attività potrebbero generare nuove dipendenze tecnologiche e accrescere le disuguaglianze tra Paesi dotati di capacità avanzate e quelli esclusi da questa corsa. Anche l’impatto ambientale delle operazioni lunari è un tema che non può essere sottovalutato, perché la sostenibilità dello spazio esterno è oggi parte integrante della riflessione globale. La capacità di gestire in modo equilibrato interessi economici, sicurezza geopolitica e tutela del patrimonio comune sarà determinante per il futuro della presenza umana oltre la Terra.
L’economia cislunare non rappresenta un comparto isolato, ma si integra con lo sviluppo della space economy e, in prospettiva, con altre aree strategiche come l’economia blu terrestre. Le tecnologie per la propulsione, la navigazione e le comunicazioni hanno già ricadute sia nello spazio che a Terra, e l’interazione tra mare e spazio diventa sempre più evidente nel campo della logistica, della sorveglianza e delle infrastrutture.
In definitiva, ciò che sta emergendo è la costruzione di un nuovo ecosistema, in cui la regione tra la Terra e la Luna diventa il luogo di incontro tra esplorazione, industria, geopolitica e sostenibilità.
Giornalista, specializzata in Economia dello Spazio, in Economia del Mare e in Mindfulness - istruttrice MBSR e facilitatrice LEGO® SERIOUS PLAY® .Dal 2004 si occupa di Aerospazio e dal 2011 di Economia del Mare. Dirige Economia dello Spazio Magazine, Economia del Mare Magazine e Space& Blue Magazine, oltre a seguire le relazioni istituzionali ed esterne in questi settori per importanti stakeholder. Ideatrice del Progetto "Space&Blue Made in Italy" con il suo Forum Space&Blue e del Progetto "Blue Forum Italia network".









