
Space economy, opportunità con norme chiare e partnership pubblico-privato
“La Space Economy globale valeva 471 miliardi di euro nel 2024 e, secondo le stime della Commissione Europea, potrebbe raggiungere circa 1.600 miliardi entro il 2035. Se si considerano anche i nuovi servizi abilitati dallo spazio, il valore potenziale stimato dall’European Space Policy Institute si avvicina addirittura ai 3.000 miliardi di euro”, spiega Giorgio Marsiaj, delegato Confindustria per l’aerospazio, intervenendo oggi alla Camera dei deputati al convegno “Espansione del mercato spaziale: strategie e investimenti per la competitività” organizzato dal presidente della Commissione Attività produttive Alberto Luigi Gusmeroli.
L’Italia può contare su grandi player industriali e su una rete di pmi altamente specializzate che costituiscono “un elemento distintivo della nostra catena del valore, per qualità, competenze tecnologiche e capacità di innovazione”, evidenzia Marsiaj. In questa cornice “la recente pubblicazione della Space Economy Strategy europea rappresenta un passaggio cruciale e una grande opportunità, ma “il rafforzamento della presenza commerciale dell’Europa nello spazio deve avvenire tutelando le eccellenze già consolidate, sia a livello nazionale che comunitario”. Fondamentale, è il ruolo delle partnership pubblico-private, essenziali per sostenere investimenti ad alto rischio e alta complessità tecnologica.
Particolare attenzione, sottolinea Marsiaj, va al quadro normativo: “La Legge 89 del 2025 e l’EU Space Act devono garantire continuità operativa, senza introdurre barriere eccessive all’innovazione tecnologica o all’ingresso di nuovi attori nel mercato”. Infine, il delegato di Confindustria per l’Aerospazio ha richiamato l’attenzione sui giovani e sulla formazione: “Le nuove tecnologie nascono da nuove idee e nuove energie. È indispensabile valorizzare i giovani, rafforzare Its, Università e istituti tecnici e introdurre percorsi di orientamento Stem già dalla scuola primaria e secondaria. Non sono le norme a determinare il progresso, ma il passaggio a nuove generazioni tecnologiche. La regolamentazione deve accompagnare e sostenere l’innovazione, non frenarla”.
Fonte: ANSA
Michelangelo Moles laureato magistrale in Corporate Communication e Media è specializzato nei temi della space economy e della blue economy, con particolare attenzione agli aspetti legati all’innovazione, alla comunicazione strategica e alla divulgazione dei nuovi modelli economici connessi al mare e allo spazio.
Nel corso degli anni ha acquisito una forte capacità di strutturare informazioni, notizie e approfondimenti sui principali comparti dell’economia dello spazio e dell’economia del mare: satelliti, telecomunicazioni, osservazione della Terra, space tech, portualità, logistica, innovazione marittima, sostenibilità, tecnologie dual use e interconnessioni tra settore aerospaziale e blue economy.










