ESA ministerial meeting: Europa unita nello spazio

ESA ministerial meeting

ESA ministerial meeting del prossimo novembre – la Conferenza Ministeriale ESA 2025 (CM25) – sarà un momento decisivo per delineare la visione e il budget dell’Agenzia Spaziale Europea nel triennio 2026-2028. In vista dell’appuntamento, il direttore generale Josef Aschbacher ha incontrato a Copenaghen la ministra danese per l’Istruzione superiore e la Scienza, Christina Egelund, per discutere le priorità comuni della presidenza danese del Consiglio UE e il ruolo dell’Europa nello spazio.

Nel messaggio pubblicato su X, Aschbacher ha ringraziato la ministra per il “forte sostegno” della Danimarca, sottolineando l’entusiasmo crescente che accompagna l’avvicinarsi del vertice. L’incontro si inserisce in un contesto di grande fermento: l’ESA punta a rafforzare i propri programmi su osservazione della Terra, comunicazioni satellitari, difesa spaziale e trasferimento tecnologico.

Il CM25 sarà quindi il punto di convergenza delle strategie europee per l’autonomia industriale, la sostenibilità orbitale e la leadership nella ricerca. La Danimarca, storicamente impegnata nella ricerca aerospaziale e nella formazione scientifica, è considerata un interlocutore chiave per la transizione verso un modello di sviluppo “green & digital” del settore.

In questo scenario, la space economy europea mostra segnali di straordinaria vitalità: secondo le stime dell’ESA, il mercato complessivo dello spazio in Europa potrebbe superare i 100 miliardi di euro entro il 2030, sostenuto da una rete crescente di start-up, PMI e partnership pubblico-private. L’obiettivo è creare un ecosistema capace di competere globalmente e di generare valore anche in termini di innovazione, sostenibilità e sicurezza.

Per l’Italia, il CM25 rappresenta un passaggio strategico. Con aziende di punta come Leonardo S.p.A., Thales Alenia Space Italia e una filiera di eccellenze regionali, il Paese gioca un ruolo decisivo nella manifattura satellitare, nei sistemi di osservazione e nelle infrastrutture di comunicazione. Il governo italiano, che negli ultimi anni ha incrementato i contributi nazionali all’ESA, mira a consolidare la posizione del Paese come secondo investitore europeo e hub tecnologico del Mediterraneo.

L’incontro tra Aschbacher ed Egelund diventa quindi un simbolo di cooperazione e visione condivisa. L’Europa, forte della propria identità spaziale, si prepara al ESA ministerial meeting con l’obiettivo di costruire una governance unitaria, sostenibile e competitiva per la nuova era della space economy.

Michelangelo Moles

Redazione Economia dello Spazio Magazine