
All’UNOC3 il Padiglione Digitale Europeo ha mostrato il ruolo guida dell’UE nella scienza oceanica con l’EU DTO, Copernicus ed EMODnet
Dal 2 al 13 giugno, i contributi europei alla scienza, alla gestione e alla protezione degli oceani sono stati esposti al Padiglione Digitale Europeo Oceano in occasione della Terza Conferenza delle Nazioni Unite sugli Oceani (UNOC3). Più che un semplice spazio espositivo, il Padiglione è stato il centro europeo per l’innovazione oceanica durante l’UNOC3. Organizzato con il supporto della Commissione Europea, ha presentato un potente portfolio di tecnologie, tra cui il Copernicus Marine Service, EMODnet (European Marine Observation and Data Network) e il nuovo European Digital Twin Ocean (EU DTO), un trio di strumenti pionieristici progettati per monitorare e proteggere l’oceano.
Gemello digitale, impatto reale
Al centro del Padiglione c’era l’EU DTO, una replica virtuale di nuova generazione dell’oceano progettata per simulare in tempo reale le condizioni oceaniche e gli scenari futuri. Nelle ultime fasi di sviluppo attraverso progetti finanziati dall’UE, l’EU DTO si avvale del Copernicus Marine Service e di EMODnet, combinando intelligenza artificiale, dati e modelli numerici in un sistema dinamico che simula ogni aspetto, dalle migrazioni delle tartarughe ai modelli di deriva della plastica.
La promessa del DTO dell’UE? Un processo decisionale basato su prove e dati scientifici, accessibile sia ai decisori politici che al pubblico. Il DTO dell’UE non è solo una piattaforma tecnologica, ma un’infrastruttura abilitante per le politiche.
E non ci fermeremo qui. Abbiamo ascoltato l’appello della Francia e di altri paesi e investiremo massicciamente nella ricerca oceanica. Basandoci sul DTO dell’UE, abbiamo lanciato una nuova iniziativa di osservazione degli oceani. – Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione Europea.
Il DTO dell’UE è stato presentato nell’area DECIDE del Padiglione, dove i visitatori hanno potuto esplorare diversi scenari attraverso dimostrazioni dal vivo: cosa succede se il ripristino delle praterie sottomarine viene intensificato? In che modo la riduzione dell’inquinamento da plastica potrebbe modificare le mappe dell’inquinamento costiero?

Il DTO dell’UE è anche una componente chiave del nuovo Patto europeo per gli oceani. Il Patto, annunciato il 6 giugno, riunisce le politiche oceaniche dell’UE in un unico quadro, con priorità che includono la salute degli oceani, un’economia blu sostenibile e comunità costiere resilienti. Il DTO dell’UE fornisce l’infrastruttura digitale per supportare questi obiettivi. Ciò è stato sottolineato da un segnale politico di maggiori investimenti nella ricerca oceanica.
La chiamata dell’Europa al mondo
Il padiglione non rappresentava solo un’Europa che parlava a se stessa. Sostenuto dalla DG DEFIS, con il supporto strategico della DG RTD, della DG MARE e della DG INTPA, il padiglione fungeva da piattaforma per l’impegno più ampio dell’Europa verso la cooperazione internazionale sulla salute degli oceani. “Siamo pronti”, ha insistito Pierre Bahurel di Mercator Ocean International e responsabile del Copernicus Marine Service. “Abbiamo i quadri, i dati, le conoscenze e la tecnologia necessari. Siamo coordinati, capaci e pronti ad agire”.
“Questo invito all’azione è arrivato al momento opportuno… Lunedì abbiamo assistito al Patto per gli Oceani. E se si considerano i sei pilastri del Patto per gli Oceani, si considerano le priorità e si conciliano in modo molto efficace.” – Alessandra Cacciari, Responsabile dei Programmi presso la DG DEFIS.
Questo appello è stato ripreso al Congresso One Science durante un incontro pubblico di alto livello, in cui gli stakeholder globali hanno chiesto di ampliare la capacità di previsione oceanica nelle regioni in cui è maggiormente necessaria. Progetti come OPERA (Ocean Prediction Enhancement in Regions of Africa) e Ocean Prediction for Costa Rica dimostrano come l’UE stia già trasferendo competenze e supportando le capacità digitali oceaniche locali.
“Questo Centro Collaborativo Decennale è una rete essenziale per il quadro del Decennio Oceanico.” – Alison Clausen, Vice Coordinatrice Globale del Decennio delle Scienze Oceaniche delle Nazioni Unite
Celebrare traguardi, lanciare missioni
Nel contesto di questo dialogo lungimirante, il Padiglione ha anche celebrato alcune tappe fondamentali, tra cui la celebrazione dei 10 anni del Copernicus Marine Service, che è cresciuto fino ad avere più di 88.000 utenti registrati in tutto il mondo ed è riconosciuto come un servizio di monitoraggio e previsione degli oceani leader a livello mondiale, offrendo un accesso aperto e gratuito a dati marini autorevoli che supportano un’ampia gamma di applicazioni.
“Ci sono voluti visione e coraggio per lanciare un progetto come il Copernicus Marine Service… è una dimostrazione della capacità dell’UE di collaborare.” – Elisabeth Hamdouch, vice capo unità per Copernicus.
Negli ultimi dieci anni, Copernicus Marine si è evoluto oltre il ruolo di semplice fornitore di dati, diventando un servizio informativo digitale di riferimento sugli oceani globali e sui mari regionali dell’UE, consentendo un processo decisionale informato.

Un padiglione con uno scopo
Soprattutto, il Padiglione è stato un luogo di incontro tra rappresentanti governativi, scienziati, società civile e pubblico, riaffermando il ruolo dell’UE non solo nella scienza e nei dati oceanici, ma anche nella creazione delle condizioni per la cooperazione globale.
Il messaggio era chiaro: le sfide dell’oceano sono troppo vaste e urgenti per affrontarle da soli.
Fonte: Copernicus









