
L’ESA affida altri quattro satelliti Galileo G2, due a Thales Alenia Space in Italia. La nuova generazione rafforza la filiera industriale europea e prepara l’evoluzione dei servizi di navigazione satellitare in un mercato GNSS previsto a 580 miliardi di euro nel 2034.
L’Europa amplia la propria infrastruttura di navigazione satellitare e conferma il ruolo dell’industria italiana nello sviluppo di Galileo. L’Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha annunciato il 27 ottobre l’assegnazione di quattro ulteriori satelliti Galileo di seconda generazione (G2), portando a sedici il numero complessivo degli esemplari commissionati. Due saranno realizzati da Thales Alenia Space in Italia, gli altri due da Airbus Defence and Space in Germania.
I contratti sono stati firmati il 23 ottobre a Roma e il 26 ottobre a Ottobrunn, in Germania. L’operazione estende gli affidamenti del 2021, quando ciascuno dei due costruttori aveva ricevuto l’incarico di sviluppare sei satelliti. Con la nuova assegnazione, entrambi arrivano a otto unità.
La decisione va oltre il rinnovo di una costellazione. Galileo è una delle infrastrutture strategiche dell’Unione europea: i suoi segnali sostengono applicazioni che spaziano dalla mobilità alla logistica, dalle telecomunicazioni alla sincronizzazione delle reti, fino ai servizi finanziari e alle operazioni di soccorso. Il loro utilizzo è ormai integrato in attività economiche che richiedono informazioni affidabili sulla posizione e sul tempo.
Per l’Italia, la nuova commessa consolida la partecipazione a un programma tecnologico europeo di lungo periodo. Per l’Unione, rappresenta un investimento nella continuità dei servizi e nella capacità di governare autonomamente una componente essenziale dell’economia digitale.
Galileo di seconda generazione: le tecnologie dei nuovi satelliti
Il programma Galileo Second Generation introduce un’evoluzione dell’architettura satellitare attuale, con l’obiettivo di migliorare prestazioni, affidabilità e capacità di adattamento alle esigenze degli utenti.
I nuovi satelliti saranno dotati di payload di navigazione completamente digitali, antenne più performanti, collegamenti intersatellitari e una configurazione avanzata degli orologi atomici.
La digitalizzazione del payload costituisce un passaggio tecnologico importante perché consente una maggiore flessibilità nella gestione delle funzioni di navigazione. I collegamenti tra satelliti introducono ulteriori possibilità di scambio delle informazioni all’interno della costellazione, mentre l’evoluzione degli orologi atomici interessa uno degli elementi fondamentali dei sistemi GNSS: la misura estremamente precisa del tempo.
Il posizionamento satellitare dipende infatti dal calcolo dei tempi di propagazione dei segnali tra satelliti e ricevitori. Anche scostamenti temporali molto piccoli possono incidere sulla determinazione della posizione.
Questa capacità è importante non soltanto per gli utenti che utilizzano sistemi di navigazione. I riferimenti temporali forniti dai sistemi GNSS sono impiegati anche per sincronizzare infrastrutture e applicazioni tecnologiche, comprese reti di telecomunicazione e sistemi finanziari.
Il passaggio alla seconda generazione risponde quindi a un’esigenza industriale e operativa: mantenere la qualità dei servizi esistenti e predisporre un’infrastruttura capace di sostenere nuove applicazioni.
Secondo la pianificazione comunicata dall’ESA, i primi dodici satelliti G2 sono già in una fase avanzata di sviluppo e qualificazione. Le attività di integrazione e verifica della compatibilità sono in corso, in preparazione delle prove sui primi satelliti previste nel 2027 e del primo lancio programmato per il 2028.
I quattro nuovi esemplari dovranno essere consegnati nel 2031, con il lancio previsto successivamente alla consegna. Le due generazioni di Galileo opereranno progressivamente insieme, garantendo continuità al sistema durante il rinnovamento della flotta.
Il ruolo dell’industria spaziale italiana
L’assegnazione di altri due satelliti a Thales Alenia Space in Italia conferma il posizionamento della filiera nazionale nella realizzazione delle infrastrutture europee di navigazione satellitare.
Il programma coinvolge competenze industriali che comprendono progettazione dei sistemi spaziali, elettronica, software, integrazione, prove ambientali e qualificazione di componenti destinati a operare per anni nello spazio.
Si tratta di attività caratterizzate da elevati requisiti tecnologici e da processi di sviluppo complessi, nei quali la continuità delle commesse contribuisce a mantenere competenze specialistiche e capacità produttive.
La dimensione industriale di Galileo emerge proprio dalla durata del programma. Tra assegnazione, sviluppo, qualificazione, lancio e operatività trascorrono diversi anni. Le imprese coinvolte devono quindi programmare investimenti e attività su orizzonti temporali molto più lunghi rispetto a quelli di numerosi altri settori tecnologici.
Il nuovo affidamento rafforza la presenza italiana in questo ciclo produttivo, ma non consente, da solo, di quantificare nuove ricadute occupazionali o finanziarie. L’ESA non ha comunicato nell’annuncio il valore economico dei contratti aggiuntivi né una ripartizione delle attività tra stabilimenti e fornitori.
Il dato documentato è la continuità della partecipazione industriale italiana a uno dei principali programmi spaziali dell’Unione europea.
La rilevanza strategica si comprende anche osservando il modello di governance di Galileo. La Commissione europea gestisce e finanzia il programma nell’ambito dell’EU Space Programme. L’ESA guida progettazione, sviluppo e qualificazione dei sistemi spaziali e terrestri, oltre a svolgere il ruolo di autorità tecnica per i lanci. EUSPA opera come fornitore dei servizi ed è responsabile della gestione dei lanci, dell’entrata in servizio dei satelliti e della supervisione delle operazioni, mantenendo il collegamento con le esigenze del mercato e degli utenti.
È una struttura nella quale politica industriale, sviluppo tecnologico e servizi commerciali sono strettamente connessi.
Il mercato GNSS verso i 580 miliardi di euro
La nuova fase industriale di Galileo si inserisce in un mercato globale della navigazione satellitare in forte espansione.
Secondo l’EU Space Market Report 2026 pubblicato da EUSPA, i ricavi mondiali del mercato GNSS passeranno, nelle previsioni, da circa 300 miliardi di euro nel 2024 a 580 miliardi nel 2034.
Il dato comprende il mercato globale dei dispositivi e dei servizi collegati ai sistemi GNSS, non il fatturato del solo programma Galileo. È una distinzione fondamentale per interpretare correttamente le dimensioni economiche del settore.
Un altro elemento emerge dalle analisi EUSPA: i servizi a valore aggiunto sono destinati a rappresentare quasi l’80% dei ricavi complessivi GNSS entro il 2034.
La crescita economica si concentra quindi sempre più nelle applicazioni che utilizzano segnali e informazioni satellitari, piuttosto che nella sola produzione degli apparati di ricezione.
È uno dei cambiamenti più rilevanti della Space Economy contemporanea. L’infrastruttura spaziale rimane indispensabile, ma una parte consistente del valore viene generata dalle imprese che trasformano la disponibilità del posizionamento e della sincronizzazione in prodotti e servizi destinati ad altri settori economici.
Nella logistica, le applicazioni GNSS consentono di monitorare le flotte e migliorare la gestione delle operazioni. Nei trasporti supportano sistemi di navigazione e servizi di mobilità. Nell’agricoltura di precisione contribuiscono alla guida dei mezzi e all’ottimizzazione di diverse attività produttive.
Nel settore marittimo, la navigazione satellitare è una componente dei sistemi di posizionamento utilizzati dalle unità navali, integrata con altre tecnologie e strumenti di bordo.
L’espansione di questi mercati rende sempre più importante la disponibilità di segnali affidabili e la capacità dei sistemi di resistere a interferenze e tentativi di manipolazione.
Non tutte queste esigenze possono essere affrontate attraverso il solo rinnovo dei satelliti. La resilienza richiede anche infrastrutture terrestri, sistemi di controllo, protezione informatica, servizi di autenticazione e soluzioni capaci di integrare differenti fonti di posizionamento.
La modernizzazione di Galileo costituisce tuttavia una parte essenziale di questo processo.
Autonomia europea e competitività della filiera spaziale
Galileo rappresenta una scelta industriale e istituzionale che distingue l’Europa nel panorama internazionale dei sistemi di navigazione satellitare.
Disporre di una propria infrastruttura GNSS significa poter definire e governare servizi di posizionamento, navigazione e sincronizzazione senza dipendere esclusivamente da sistemi sviluppati e controllati da altri Paesi.
Questa autonomia non esclude l’interoperabilità con altre costellazioni. Al contrario, l’utilizzo combinato di più sistemi satellitari può contribuire a migliorare la disponibilità delle informazioni per numerose applicazioni.
La questione strategica riguarda la capacità europea di mantenere competenze, infrastrutture e responsabilità operative sufficienti a garantire la continuità dei servizi.
Il rinnovo della costellazione assume un significato ancora maggiore considerando la progressiva integrazione delle tecnologie spaziali nelle infrastrutture economiche terrestri.
Telecomunicazioni, trasporti, energia, sistemi digitali e servizi pubblici dipendono in misura crescente da informazioni satellitari. Un’interruzione o una compromissione dei segnali può produrre conseguenze che superano il settore spaziale e coinvolgono attività economiche molto più ampie.
Per questo la competitività industriale europea non si misura soltanto attraverso il numero dei satelliti costruiti, ma anche nella capacità di sviluppare tecnologie affidabili, mantenere competenze produttive e creare un mercato di applicazioni avanzate.
L’Italia partecipa a questa trasformazione attraverso le proprie imprese e le competenze maturate nella realizzazione di sistemi spaziali complessi.
L’assegnazione dei nuovi satelliti Galileo G2 conferma tale presenza, ma apre anche una questione più ampia: quanto valore economico l’Europa riuscirà a generare dalle infrastrutture che finanzia e sviluppa?
Le prospettive indicate da EUSPA mostrano che il mercato dei servizi GNSS è destinato a crescere soprattutto nelle attività downstream, dove dati e segnali satellitari diventano strumenti operativi per imprese, amministrazioni e cittadini.
Per la filiera italiana, la sfida sarà mantenere un ruolo competitivo nella produzione delle infrastrutture e, parallelamente, rafforzare la capacità di trasformare queste tecnologie in applicazioni industriali e servizi commerciali.
Il nuovo affidamento Galileo è un tassello concreto di questa prospettiva: la capacità di costruire satelliti rimane strategica, ma il valore economico della navigazione spaziale si svilupperà sempre più anche nelle attività che quei satelliti renderanno possibili.
Giornalista, specializzata in Economia dello Spazio, in Economia del Mare e in Mindfulness - istruttrice MBSR e facilitatrice LEGO® SERIOUS PLAY® .Dal 2004 si occupa di Aerospazio e dal 2011 di Economia del Mare. Dirige Economia dello Spazio Magazine, Economia del Mare Magazine e Space& Blue Magazine, oltre a seguire le relazioni istituzionali ed esterne in questi settori per importanti stakeholder. Ideatrice del Progetto "Space&Blue Made in Italy" con il suo Forum Space&Blue e del Progetto "Blue Forum Italia network".










