Galileo, Thales Alenia Space sale a otto satelliti: nuovi test e integrazione a Roma

Rappresentazione grafica di satelliti Galileo Seconda Generazione con pannelli solari nello spazio.
Rappresentazione artistica dei satelliti Galileo di Seconda Generazione. © Thales Alenia Space.

Il programma Galileo Seconda Generazione rafforza il ruolo dell’industria spaziale italiana. Thales Alenia Space si è aggiudicata la realizzazione di altri due satelliti per la futura costellazione europea di navigazione, portando a otto il numero complessivo di unità affidate all’azienda. I nuovi satelliti saranno integrati e sottoposti a test nella Space Smart Factory di Roma, consolidando il ruolo degli impianti italiani nello sviluppo dell’infrastruttura satellitare dell’Unione europea.

L’assegnazione, annunciata il 27 ottobre, rientra nel contratto in corso con l’Agenzia Spaziale Europea (ESA), che opera in nome e per conto dell’Agenzia dell’Unione europea per il Programma Spaziale (EUSPA), a beneficio della Commissione europea. Ai sei satelliti già in costruzione nelle camere pulite di Thales Alenia Space se ne aggiungono dunque altri due, destinati a contribuire all’evoluzione di Galileo verso servizi di posizionamento più precisi, resilienti e protetti dalle interferenze.

L’incarico si inserisce in un’assegnazione complessiva di quattro nuovi satelliti Galileo di Seconda Generazione: gli altri due sono stati affidati ad Airbus Defence and Space in Germania. Il numero totale dei satelliti della seconda generazione ordinati dall’ESA sale così a 16. La consegna dei quattro nuovi satelliti è prevista nel 2031, mentre i lanci avverranno successivamente.

L’operazione rafforza la responsabilità industriale di Thales Alenia Space nel programma Galileo Seconda Generazione, oltre la sola fornitura dei satelliti. Thales Alenia Space Italia è infatti prime contractor delle attività relative al segmento spaziale e ha anche la responsabilità del segmento di missione di terra. Il nuovo incarico consolida quindi la presenza dell’azienda in due componenti fondamentali del sistema europeo di navigazione.

Galileo Seconda Generazione, integrazione e test nella fabbrica di Roma

La Space Smart Factory sarà il centro delle attività di integrazione e collaudo dei due nuovi satelliti. L’impianto romano, progettato per una produzione satellitare digitale e riconfigurabile, rappresenta un tassello della capacità industriale italiana di gestire sistemi spaziali complessi.

Il programma coinvolge una filiera distribuita in 14 Paesi europei. Il consorzio guidato da Thales Alenia Space Italia comprende le strutture dell’azienda in Francia, Spagna e Belgio, oltre a Thales, Spaceopal, Leonardo e altri partner specializzati. La distribuzione delle attività mostra come Galileo Seconda Generazione sia anche un programma di integrazione industriale europea, nel quale la guida italiana si accompagna a competenze produttive e tecnologiche presenti in diversi Paesi.

L’annuncio non specifica il valore economico della nuova assegnazione. Il suo rilievo industriale emerge tuttavia dall’ampliamento del perimetro produttivo affidato all’azienda e dal coinvolgimento della struttura romana nelle successive fasi di realizzazione.

Satelliti più resilienti per la navigazione europea

Galileo Seconda Generazione introduce tecnologie destinate a migliorare le prestazioni e l’affidabilità del sistema. Tra queste figurano antenne digitalmente configurabili e collegamenti intersatellitari, soluzioni progettate per aumentare la flessibilità operativa della costellazione e rafforzare la continuità dei servizi.

Un obiettivo centrale riguarda la protezione dei segnali dalle interferenze e dai tentativi di disturbo intenzionale, come il jamming. A questo si aggiungono misure rafforzate di cybersicurezza e un’architettura satellitare concepita per una durata operativa di 15 anni. Si tratta di caratteristiche previste per la seconda generazione, non di prestazioni già conseguite dai nuovi satelliti.

Il rafforzamento di Galileo Seconda Generazione assume così una dimensione strategica per l’Unione europea, che punta a mantenere una propria infrastruttura di navigazione satellitare e a ridurre la dipendenza da sistemi esterni. La disponibilità di segnali affidabili è rilevante per numerose applicazioni civili e industriali, dalla mobilità ai servizi che richiedono un posizionamento accurato.

Secondo Giampiero Di Paolo, amministratore delegato di Thales Alenia Space Italia, la nuova assegnazione consolida il contributo dell’azienda a Galileo e si affianca alle attività sulla costellazione dimostrativa Celeste, dedicata allo sviluppo di capacità di navigazione in orbita terrestre bassa. La prospettiva industriale è quella di integrare, in futuro, infrastrutture in orbita media e bassa per ampliare le possibilità dei servizi di posizionamento.

Per l’industria italiana, il risultato più immediato resta l’estensione delle attività affidate a Thales Alenia Space e alla fabbrica di Roma. La futura evoluzione tecnologica di Galileo si accompagna così al consolidamento di una filiera europea nella quale l’Italia mantiene un ruolo di coordinamento e realizzazione.

Michelangelo Moles

Michelangelo Moles laureato magistrale in Corporate Communication e Media è specializzato nei temi della space economy e della blue economy, con particolare attenzione agli aspetti legati all’innovazione, alla comunicazione strategica e alla divulgazione dei nuovi modelli economici connessi al mare e allo spazio.

Nel corso degli anni ha acquisito una forte capacità di strutturare informazioni, notizie e approfondimenti sui principali comparti dell’economia dello spazio e dell’economia del mare: satelliti, telecomunicazioni, osservazione della Terra, space tech, portualità, logistica, innovazione marittima, sostenibilità, tecnologie dual use e interconnessioni tra settore aerospaziale e blue economy.