
Con la missione HASTE Curveball, Rocket Lab rafforza il proprio ruolo all’interno dei programmi statunitensi dedicati alle tecnologie ipersoniche. Il prossimo lancio non rappresenta soltanto un appuntamento nel calendario spaziale, ma un tassello di una strategia più ampia che vede il settore commerciale assumere un ruolo crescente nello sviluppo di capacità avanzate per la difesa.
La missione, attualmente prevista per l’11 giugno 2026 dal Launch Complex 2 della Wallops Flight Facility in Virginia, sarà effettuata attraverso il programma HASTE Curveball. Sebbene i dettagli del payload restino riservati, il lancio offre l’opportunità di osservare l’evoluzione di uno dei segmenti emergenti della Space Economy: quello dei servizi commerciali per hypersonic testing, applicazioni dual-use e programmi di sicurezza nazionale.
HASTE Curveball e la crescita del mercato dei test ipersonici
Il programma HASTE (Hypersonic Accelerator Suborbital Test Electron) è stato presentato da Rocket Lab nel 2023 come variante suborbitale del vettore Electron, sviluppata per supportare attività di test ad alta velocità.
La piattaforma è progettata per fornire un accesso rapido a campagne di sperimentazione dedicate a sensori, sistemi di guida, materiali avanzati e tecnologie destinate al volo ipersonico. Secondo i dati forniti da Rocket Lab, HASTE può trasportare payload fino a 700 chilogrammi e raggiungere velocità di separazione superiori a 7,5 km/s, caratteristiche che ne fanno uno strumento particolarmente interessante per programmi governativi e industriali.
L’obiettivo è ridurre tempi e costi delle attività di suborbital testing, offrendo una frequenza operativa superiore rispetto ai tradizionali programmi di sviluppo.
Il percorso di HASTE nei programmi della difesa statunitense
Il primo volo del programma HASTE è stato effettuato il 17 giugno 2023 per Leidos, nell’ambito dell’iniziativa MACH-TB dedicata alle tecnologie ipersoniche.
Da allora il programma ha progressivamente ampliato il proprio ruolo all’interno dell’ecosistema della difesa statunitense. Entro novembre 2025, Rocket Lab aveva completato sei missioni HASTE, consolidando una capacità operativa che ha attirato l’interesse di diversi enti governativi.
Tra questi figurano la Defense Innovation Unit (DIU) e la Missile Defense Agency (MDA). Una missione effettuata nel novembre 2025 ha incluso un payload sviluppato dalla Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory per attività legate alla difesa missilistica.
La crescente collaborazione tra operatori commerciali e istituzioni federali riflette una trasformazione più ampia del settore spaziale, sempre più integrato nelle strategie di innovazione della sicurezza nazionale.
HASTE in numeri
Alcuni dati aiutano a comprendere la rilevanza raggiunta dal programma:
- 2023: introduzione del programma HASTE
- 17 giugno 2023: primo volo operativo
- 6 missioni completate entro novembre 2025
- Payload fino a 700 kg
- Velocità di separazione fino a 7,5+ km/s
- Contratto da 190 milioni di dollari assegnato nel 2026
- Fino a 20 missioni HASTE previste nell’ambito di MACH-TB 2.0 nei successivi quattro anni
Secondo Rocket Lab, il programma MACH-TB 2.0 rappresenta una delle più importanti opportunità di crescita per l’attività HASTE nel settore dei test ipersonici e delle applicazioni di difesa. Per un’azienda nata nel mercato dei piccoli lanciatori, l’iniziativa conferma la crescente domanda di servizi commerciali destinati ai programmi governativi e alle tecnologie dual-use.
Questi numeri mostrano come il programma stia passando da iniziativa sperimentale a infrastruttura operativa per il mercato dei test ipersonici.
La competizione globale sulle tecnologie ipersoniche
Le tecnologie ipersoniche sono oggi uno dei principali terreni di competizione tra Stati Uniti, Cina e Russia. Sistemi in grado di operare oltre Mach 5 sono considerati strategici sia per applicazioni militari sia per la ricerca avanzata.
In questo contesto, la disponibilità di piattaforme dedicate alla sperimentazione assume un’importanza crescente. Non si tratta soltanto di sviluppare nuovi sistemi, ma di accelerare la capacità di testarli e validarli in tempi compatibili con le esigenze operative.
La stessa DIU ha evidenziato come alcune campagne di test supportate da fornitori commerciali abbiano consentito di ridurre tempistiche che, con approcci tradizionali, avrebbero richiesto molti anni.
Wallops Island e il ruolo delle infrastrutture di lancio
La missione partirà dalla Wallops Flight Facility, infrastruttura che negli ultimi anni ha consolidato il proprio ruolo nell’ecosistema spaziale statunitense.
L’utilizzo del Launch Complex 2 conferma la crescente importanza di basi di lancio capaci di supportare sia attività commerciali sia programmi governativi ad alto contenuto tecnologico. L’espansione di queste infrastrutture rappresenta un elemento fondamentale per sostenere la domanda di servizi dedicati a test avanzati e applicazioni di difesa.
Cosa osservare durante la missione
L’attenzione degli osservatori sarà rivolta soprattutto agli eventuali dettagli che emergeranno sul profilo della missione e sul cliente governativo coinvolto. Sarà inoltre interessante verificare il ritmo delle future campagne HASTE, un indicatore utile per misurare la crescita della domanda di servizi commerciali per applicazioni ipersoniche.
Per la Space Economy, il significato di HASTE Curveball va oltre il singolo lancio. La missione rappresenta infatti un esempio concreto di come le aziende spaziali stiano diventando fornitori strategici di infrastrutture e servizi per programmi governativi avanzati.
Se la domanda di capacità per hypersonic testing continuerà a crescere, programmi come HASTE potrebbero contribuire a consolidare un nuovo segmento della Space Economy, nel quale operatori commerciali forniscono infrastrutture e servizi strategici per la difesa, la ricerca e lo sviluppo tecnologico avanzato.
Michelangelo Moles laureato magistrale in Corporate Communication e Media è specializzato nei temi della space economy e della blue economy, con particolare attenzione agli aspetti legati all’innovazione, alla comunicazione strategica e alla divulgazione dei nuovi modelli economici connessi al mare e allo spazio.
Nel corso degli anni ha acquisito una forte capacità di strutturare informazioni, notizie e approfondimenti sui principali comparti dell’economia dello spazio e dell’economia del mare: satelliti, telecomunicazioni, osservazione della Terra, space tech, portualità, logistica, innovazione marittima, sostenibilità, tecnologie dual use e interconnessioni tra settore aerospaziale e blue economy.










