ExoMars 2028, Thales Alenia Space testa a Torino l’uscita del rover Rosalind Franklin

Modello terrestre durante i test del rover Rosalind Franklin accanto alle rampe della piattaforma di atterraggio di ExoMars 2028
Il Ground Test Model del rover Rosalind Franklin utilizzato nella campagna di prove di uscita dalla piattaforma di atterraggio, condotta da Thales Alenia Space presso il ROCC di ALTEC a Torino nell’ambito di ExoMars 2028. Credito: Thales Alenia Space

I test del rover Rosalind Franklin condotti da Thales Alenia Space a Torino rappresentano un passaggio nella preparazione operativa della missione europea ExoMars 2028. La campagna, svolta presso il Rover Operations Control Centre (ROCC) di ALTEC, ha permesso di simulare diverse condizioni di uscita dalla piattaforma di atterraggio, una delle operazioni più delicate che il veicolo dovrà affrontare sulla superficie marziana.

La conclusione delle prove è stata comunicata da Thales Alenia Space il 7 ottobre 2026. La campagna, denominata egress test, è stata realizzata utilizzando Amalia, il Ground Test Model del rover Rosalind Franklin, e una riproduzione della piattaforma di atterraggio fornita da Airbus Defence and Space.

L’obiettivo è verificare il comportamento del veicolo in differenti condizioni operative, riproducendo gli scenari che potrebbero presentarsi dopo l’arrivo sulla superficie marziana. Un’attività che permette di affinare le procedure e preparare le decisioni necessarie per affrontare una fase della missione nella quale le caratteristiche effettive del terreno non saranno completamente prevedibili.

I test del rover Rosalind Franklin al centro ALTEC di Torino

Le prove hanno coinvolto Amalia, il modello terrestre impiegato per riprodurre e verificare aspetti fondamentali delle operazioni previste durante la missione. Il suo utilizzo consente agli ingegneri di sperimentare differenti scenari senza ricorrere al rover destinato al volo.

Gli ingegneri hanno simulato diverse configurazioni di uscita dalla Landing Platform, dotata di quattro rampe, due anteriori e due posteriori. Le prove hanno compreso manovre in avanti e all’indietro, con differenti configurazioni delle rampe e ostacoli collocati sotto o lateralmente alle strutture di discesa.

Queste condizioni consentono di riprodurre alcune delle difficoltà associate a un atterraggio su superfici irregolari o rocciose, valutando il comportamento del rover e del sottosistema responsabile dell’uscita dalla piattaforma.

La complessità dell’operazione non dipende soltanto dalla capacità del veicolo di percorrere una rampa. Prima di avviare il movimento, sarà necessario completare una sequenza di verifiche e preparativi per accertare che le condizioni consentano di procedere in sicurezza.

Sebbene la manovra di guida possa richiedere pochi minuti, l’intera procedura di egress su Marte sarà più lunga e articolata, perché comprenderà controlli, valutazioni e decisioni operative.

La disponibilità di quattro rampe offre differenti possibilità di uscita, ma la scelta della configurazione più appropriata dipenderà dalle condizioni riscontrate dopo l’atterraggio.

Da questo punto di vista, le prove condotte a Torino permettono di acquisire esperienza su scenari alternativi e di verificare le procedure che saranno utilizzate durante la missione. Non eliminano l’incertezza legata all’ambiente marziano, ma contribuiscono a preparare il personale e i sistemi a gestirla.

Per l’organizzazione industriale di ExoMars, la campagna costituisce quindi un passaggio nella preparazione operativa del rover, collegando le attività di verifica a terra alle esigenze della futura gestione della missione.

Thales Alenia Space e la filiera europea di ExoMars 2028

Le attività svolte presso ALTEC si inseriscono in un programma industriale che coinvolge aziende e centri specializzati di diversi Paesi europei, con responsabilità distribuite tra sistemi di volo, infrastrutture di controllo, strumenti scientifici e tecnologie di atterraggio.

Thales Alenia Space, joint venture tra Thales (67%) e Leonardo (33%), è il prime contractor industriale della missione. L’azienda coordina l’organizzazione industriale e l’integrazione dei sistemi, con responsabilità nella progettazione e nello sviluppo dell’Entry, Descent and Landing Module (EDLM), oltre che di sottosistemi come il computer di bordo e il radar altimetro.

Coordina inoltre le attività di Assembly, Integration & Test (AIT), l’adattamento di elementi già sviluppati, tra cui il Carrier Module e il rover, e l’integrazione dell’Analytical Laboratory Drawer, destinato all’analisi dei campioni raccolti sul Pianeta Rosso.

Airbus Defence and Space è responsabile nel Regno Unito del rover e della Landing Platform, contribuendo anche ai sistemi meccanici, termici e di propulsione necessari alla fase finale della discesa e dell’atterraggio.

La partecipazione italiana comprende Leonardo, che nello stabilimento di Nerviano, in provincia di Milano, ha realizzato la trivella destinata a perforare il sottosuolo marziano fino a 2 metri di profondità, consentendo il prelievo di campioni al di sotto degli strati più superficiali.

All’interno della trivella sarà integrato lo spettrometro Ma_MISS, realizzato da Leonardo nello stabilimento di Campi Bisenzio, in provincia di Firenze, con la supervisione scientifica di INAF-IAPS e il coordinamento dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI).

La filiera comprende inoltre ArianeGroup in Francia, responsabile dello scudo frontale e della protezione termica dell’aeroshell, e OHB in Germania, incaricata del Carrier Module.

Le attività di Thales Alenia Space coinvolgono anche le sedi francesi, impegnate nello sviluppo del rear shield e del sistema di paracadute, quella svizzera, responsabile delle camere e dell’unità elettronica di controllo dei motori frenanti, e quella spagnola, che ha realizzato l’Actuator Drive Electronics (ADE) del rover.

In questa organizzazione, ALTEC svolge un ruolo specifico attraverso il ROCC, l’infrastruttura torinese dedicata alle operazioni del rover. La campagna di egress test evidenzia il collegamento tra le responsabilità dei costruttori dei sistemi spaziali e quelle delle strutture incaricate di prepararne l’impiego operativo.

Le prove di Torino assumono quindi rilevanza industriale perché consentono di mettere alla prova procedure e configurazioni prima dell’arrivo su Marte, attraverso la collaborazione tra il prime contractor, il costruttore del rover e il centro di controllo.

Per la filiera aerospaziale europea, la campagna rappresenta un esempio concreto dell’integrazione tra competenze di progettazione, verifica e gestione operativa. Il contributo del polo torinese si colloca nella preparazione di una fase della missione dalla quale dipenderà la possibilità per Rosalind Franklin di iniziare le proprie attività sulla superficie marziana.

Michelangelo Moles

Michelangelo Moles laureato magistrale in Corporate Communication e Media è specializzato nei temi della space economy e della blue economy, con particolare attenzione agli aspetti legati all’innovazione, alla comunicazione strategica e alla divulgazione dei nuovi modelli economici connessi al mare e allo spazio.

Nel corso degli anni ha acquisito una forte capacità di strutturare informazioni, notizie e approfondimenti sui principali comparti dell’economia dello spazio e dell’economia del mare: satelliti, telecomunicazioni, osservazione della Terra, space tech, portualità, logistica, innovazione marittima, sostenibilità, tecnologie dual use e interconnessioni tra settore aerospaziale e blue economy.