Spazio Italia 2.0, IA e semiconduttori al centro dell’ottava tappa degli Stati Generali

Schermo di Spazio Italia 2.0 a Milano, durante gli Stati Generali dedicati a IA e Space Economy, con grafica di un astronauta e della Terra
L’ottava tappa di Spazio Italia 2.0 – Stati Generali della Space Economy, svoltasi a Milano il 21 ottobre 2026, ha approfondito il ruolo dell’intelligenza artificiale, dei dati e dei data center nella filiera spaziale.

Il rapporto tra IA e Space Economy e la disponibilità di semiconduttori e infrastrutture digitali sono stati al centro dell’ottava tappa di “Spazio Italia 2.0 – Stati Generali della Space Economy”, svoltasi il 21 ottobre a Milano. Il confronto ha evidenziato come la competitività della filiera spaziale italiana dipenda anche dalla capacità di sviluppare tecnologie di intelligenza artificiale, elaborare dati satellitari e garantire l’approvvigionamento di componenti strategici.

L’appuntamento, intitolato “I.A., Dati e Data Center per la Space Economy”, si è tenuto negli spazi dell’Allianz MiCo, nell’ambito della prima edizione italiana di CES Unveiled. Istituzioni, ricerca e imprese si sono confrontate sul ruolo delle infrastrutture di calcolo e delle tecnologie digitali nello sviluppo di applicazioni e servizi spaziali.

L’iniziativa, ideata da Andrea Mascaretti, presidente dell’Intergruppo Parlamentare per la Space Economy (IPSE), è stata promossa dallo stesso Intergruppo e organizzata da Inrete Relazioni Istituzionali e Comunicazione, in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), Fondazione PwC Italia e SDA Bocconi SEE Lab. Tra gli sponsor dell’appuntamento figurano Leonardo, Argotec, D-Orbit, RINA e Politecnico di Milano.

IA e Space Economy: semiconduttori e infrastrutture digitali per la filiera spaziale

Il tema industriale emerso dall’incontro riguarda l’interdipendenza tra le attività spaziali e le tecnologie necessarie a gestire le informazioni prodotte dai satelliti. I dati raccolti dai sistemi di osservazione della Terra, dalle telecomunicazioni e dalle infrastrutture di monitoraggio rappresentano una risorsa per lo sviluppo di servizi, ma il loro utilizzo richiede capacità di elaborazione, connettività e sistemi digitali adeguati.

In questa prospettiva, data center, potenza di calcolo e semiconduttori assumono un ruolo strategico accanto alle infrastrutture satellitari. La capacità di trasformare i dati spaziali in applicazioni utilizzabili dipende anche dalla disponibilità di tecnologie e componenti appartenenti a filiere industriali più ampie.

Su questo collegamento si è soffermato Andrea Mascaretti, richiamando la necessità di rafforzare la competitività tecnologica nazionale.

“Spazio, intelligenza artificiale, semiconduttori e materie prime strategiche sono parti di un’unica filiera: non si può competere nella Space Economy senza essere competitivi anche nello sviluppo dell’intelligenza artificiale e nella disponibilità dei chip.”

Il presidente dell’IPSE ha inoltre indicato tra le priorità l’autonomia italiana nell’accesso allo spazio, lo sviluppo di capacità nazionali nell’intelligenza artificiale e la sicurezza degli approvvigionamenti di semiconduttori e materie prime, in collaborazione con i partner europei e occidentali.

Il richiamo alla continuità delle forniture evidenzia una possibile vulnerabilità industriale: eventuali difficoltà nell’accesso a componenti strategici potrebbero incidere anche sui tempi di sviluppo e realizzazione dei sistemi spaziali. Si tratta di un rischio richiamato nel confronto sulle priorità della filiera, non di una criticità produttiva specifica documentata durante l’evento.

L’incontro ha quindi posto l’attenzione sulla necessità di presidiare l’intera catena tecnologica, dalle infrastrutture digitali ai sistemi spaziali, senza annunciare nuovi investimenti o programmi industriali specifici dedicati alla capacità di calcolo.

Collaborazione industriale, sicurezza e internazionalizzazione delle imprese

Il rafforzamento della filiera nazionale è stato affrontato anche attraverso il ruolo della collaborazione tra settore pubblico, università, ricerca e imprese. Il trasferimento tecnologico rappresenta uno degli strumenti attraverso cui le competenze sviluppate nei laboratori possono contribuire alla realizzazione di sistemi e servizi operativi.

Nel suo intervento di apertura, Matteo Perego di Cremnago, sottosegretario di Stato al Ministero della Difesa, ha richiamato il valore crescente dello spazio per la sicurezza nazionale e la necessità di consolidare la base industriale e tecnologica italiana.

“La sfida è trasformare l’innovazione in capacità concrete, continuando a investire nella ricerca, nelle competenze e nel rafforzamento della base industriale e tecnologica nazionale ma mantenendo centrale il giudizio e la decisionalità dell’uomo.”

Perego di Cremnago ha inoltre sottolineato l’importanza della collaborazione pubblico-privato per accelerare il trasferimento tecnologico e tradurre le conoscenze scientifiche in soluzioni operative. Un’impostazione che, applicata alla filiera spaziale, collega la disponibilità di competenze avanzate alla capacità delle imprese di integrarle nei propri processi e prodotti.

Sul versante dell’internazionalizzazione è intervenuto Matteo Zoppas, presidente dell’Agenzia ICE, richiamando gli strumenti di sostegno alle imprese italiane, in particolare alle piccole e medie aziende che intendono rafforzare la propria presenza sui mercati esteri. Zoppas ha manifestato la disponibilità dell’Agenzia a valutare e finanziare progetti concreti orientati alla crescita dell’export, senza indicare nell’intervento nuovi stanziamenti specificamente destinati alla Space Economy.

All’appuntamento hanno preso parte anche Valentino Valentini, viceministro delle Imprese e del Made in Italy, e Armando De Crinito, direttore generale Sviluppo Economico di Regione Lombardia.

L’ottava tappa di Spazio Italia 2.0 ha così riportato al centro del confronto industriale una questione che va oltre lo sviluppo dei singoli sistemi satellitari: la competitività della Space Economy italiana richiede anche capacità di calcolo, tecnologie digitali e accesso affidabile ai componenti strategici.

Le priorità indicate dai rappresentanti istituzionali delineano un orientamento per la filiera nazionale, ma non costituiscono ancora nuovi programmi operativi. Il comunicato dell’evento non riporta infatti annunci di investimenti specifici, accordi industriali sottoscritti o nuovi stanziamenti dedicati alle infrastrutture digitali per lo spazio.

Michelangelo Moles

Michelangelo Moles laureato magistrale in Corporate Communication e Media è specializzato nei temi della space economy e della blue economy, con particolare attenzione agli aspetti legati all’innovazione, alla comunicazione strategica e alla divulgazione dei nuovi modelli economici connessi al mare e allo spazio.

Nel corso degli anni ha acquisito una forte capacità di strutturare informazioni, notizie e approfondimenti sui principali comparti dell’economia dello spazio e dell’economia del mare: satelliti, telecomunicazioni, osservazione della Terra, space tech, portualità, logistica, innovazione marittima, sostenibilità, tecnologie dual use e interconnessioni tra settore aerospaziale e blue economy.