
Comprendere gli effetti del rientro dei satelliti nell’atmosfera terrestre sta diventando una nuova priorità per la sostenibilità delle attività spaziali. Con questo obiettivo nasce AIRS (Atmospheric Impact of Reentered Spacecraft), iniziativa promossa da Astroscale Holdings alla quale partecipa come membro fondatore anche Planet Labs, insieme all’Università di Southampton, per sviluppare una base scientifica più solida sugli impatti atmosferici della fase finale del ciclo di vita dei veicoli spaziali.
L’iniziativa AIRS arriva in una fase di forte espansione delle attività in orbita terrestre bassa (LEO), dove l’aumento delle costellazioni satellitari comporterà nei prossimi anni un numero crescente di rientri atmosferici. Se la sostenibilità dello spazio è stata finora associata soprattutto alla mitigazione dei detriti orbitali, il progetto apre un nuovo filone di ricerca dedicato ai composti chimici rilasciati durante la frammentazione e la vaporizzazione dei satelliti al termine della loro missione.
L’iniziativa AIRS punta a migliorare la ricerca sul rientro dei satelliti
Il progetto si basa su una collaborazione tra industria e mondo accademico per mettere a disposizione dei ricercatori dati tecnici finora difficilmente accessibili. Planet Labs e Astroscale condivideranno informazioni non proprietarie relative ai processi produttivi e alla composizione dei materiali impiegati nei rispettivi satelliti, consentendo ai ricercatori dell’Università di Southampton di sviluppare modelli atmosferici ad alta fedeltà.
L’obiettivo è ridurre la dipendenza dalle sole simulazioni teoriche e costruire una conoscenza basata su dati reali provenienti dagli operatori del settore. In questo modo sarà possibile approfondire gli effetti dei rientri atmosferici in un contesto in cui il traffico spaziale continua ad aumentare.
«La nostra missione di rendere visibile il cambiamento globale inizia con una profonda responsabilità nei confronti dell’ambiente spaziale in cui operiamo», ha dichiarato James Mason, Chief Space Officer di Planet Labs.
«Le operazioni spaziali sostenibili devono tenere conto dell’intero ciclo di vita di un satellite, compreso il suo eventuale rientro. Fornendo dati all’iniziativa AIRS, stiamo aiutando la comunità scientifica a superare le simulazioni e a giungere a una comprensione concreta e basata sui dati dell’impatto atmosferico del nostro settore».
Una nuova prospettiva sulla sostenibilità delle attività in orbita
L’iniziativa AIRS amplia il concetto di sostenibilità spaziale, estendendo l’attenzione oltre la gestione dei detriti in orbita. Lo studio delle conseguenze atmosferiche del rientro dei veicoli spaziali rappresenta infatti un ambito ancora poco esplorato, ma destinato ad acquisire crescente rilevanza con l’incremento delle missioni commerciali e istituzionali in LEO.
Secondo Mike Lindsay, Chief Technology Officer di Astroscale, il rientro dei veicoli spaziali è stato a lungo considerato il punto finale naturale delle missioni, mentre oggi emerge la necessità di comprenderne più a fondo gli effetti.
«Consentendo all’industria di contribuire con dati reali in modo affidabile, AIRS elimina gli ostacoli critici per la ricerca atmosferica e garantisce che la sostenibilità spaziale sia guidata dalle informazioni più accurate e aggiornate».
Per Planet Labs, la partecipazione al progetto si inserisce nel proprio approccio all’Agile Aerospace, estendendo il principio di trasparenza anche alla fase conclusiva della vita operativa dei satelliti. Il contributo della società, che gestisce una delle più ampie flotte dedicate all’osservazione della Terra, consentirà di arricchire la base dati disponibile per la ricerca.
Più che un nuovo programma di collaborazione, l’iniziativa AIRS rappresenta un tentativo di costruire una base scientifica condivisa su un tema destinato ad assumere un ruolo sempre più centrale nello sviluppo della Space Economy. La disponibilità di dati industriali potrebbe contribuire a fornire una base scientifica utile per future valutazioni sulle pratiche di sostenibilità nel settore spaziale.
Fonte dati: Planet
Michelangelo Moles laureato magistrale in Corporate Communication e Media è specializzato nei temi della space economy e della blue economy, con particolare attenzione agli aspetti legati all’innovazione, alla comunicazione strategica e alla divulgazione dei nuovi modelli economici connessi al mare e allo spazio.
Nel corso degli anni ha acquisito una forte capacità di strutturare informazioni, notizie e approfondimenti sui principali comparti dell’economia dello spazio e dell’economia del mare: satelliti, telecomunicazioni, osservazione della Terra, space tech, portualità, logistica, innovazione marittima, sostenibilità, tecnologie dual use e interconnessioni tra settore aerospaziale e blue economy.










