L’innovazione tecnologica multidominio rappresenta una delle sfide più rilevanti per l’intero sistema Paese. Lo ha sottolineato il Gen. S.A. Silvano Frigerio, Comandante della Squadra Aerea Aeronautica Militare, in un’intervista rilasciata a margine del 3° Forum Space&Blue, evidenziando come i domini spaziale, aereo e marittimo siano ormai profondamente interconnessi e richiedano una visione unitaria, capace di integrare le esigenze della Difesa con quelle del mondo civile. In questo contesto, la capacità di sviluppare tecnologie avanzate già “ab initio” orientate al duplice uso diventa un elemento strategico.
Un approccio multidominio che coinvolge l’intero sistema Paese
Secondo Frigerio, la sfida dell’innovazione tecnologica multidominio non riguarda solo la Difesa, ma deve essere affrontata dall’intero ecosistema nazionale. I tre domini citati sono sempre più complementari e richiedono soluzioni integrate, basate su tecnologie capaci di operare simultaneamente in più contesti operativi.
Questa prospettiva porta a una revisione dei processi di sviluppo: ogni nuova tecnologia, soprattutto quelle disruptive e di natura emergente, deve essere pensata fin dall’inizio per generare benefici non solo in ambito militare, ma anche per il settore civile.
Il trasferimento tecnologico come valore centrale
Frigerio ha sottolineato che il trasferimento delle innovazioni dal mondo della Difesa al mondo civile è un passaggio naturale e necessario. Le tecnologie più avanzate – dai sistemi di osservazione allo spazio, ai processi di sicurezza informatica, fino alle soluzioni per il dominio marittimo – hanno oggi un impatto diretto sulla competitività nazionale.
La Difesa, in questo senso, svolge un ruolo attivo: ogni nuova tecnologia è concepita sin dall’origine per essere condivisa con il sistema civile, contribuendo allo sviluppo di settori industriali strategici.
Il ruolo dell’industria, delle università e delle PMI
L’innovazione tecnologica multidominio richiede una cooperazione continua con industria, atenei e PMI. Secondo Frigerio, sono proprio questi attori a garantire che le tecnologie emergenti possano essere applicate a un ventaglio più ampio di esigenze, favorendo la creazione di un ecosistema nazionale più resiliente e competitivo.
L’interconnessione tra questi soggetti può generare benefici diffusi al sistema Paese, migliorando la capacità di risposta alle sfide operative e tecnologiche future.
Conclusione
L’intervista conferma che l’innovazione tecnologica multidominio è una leva fondamentale per la sicurezza nazionale e per lo sviluppo industriale italiano. La sinergia tra Difesa, imprese, università e PMI rappresenta la chiave per trasformare le tecnologie emergenti in strumenti utili al Paese, consolidando la capacità dell’Italia di operare in scenari complessi e altamente interconnessi.
Redazione Economia dello Spazio Magazine










