Italia e Norvegia rafforzano le filiere strategiche

Materie prime critiche
Credito: MIMIT su X

Le materie prime critiche si confermano uno dei pilastri della strategia industriale europea. In un contesto segnato dalla competizione globale per l’accesso alle risorse strategiche e dalla necessità di rafforzare l’autonomia industriale del continente, Italia e Norvegia hanno deciso di imprimere un nuovo slancio alla propria cooperazione economica e industriale, estendendo il dialogo a comparti chiave come energia, tecnologie emergenti e aerospazio.

La nuova intesa è stata formalizzata presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) dal ministro Adolfo Urso e dalla ministra del Commercio internazionale e dell’Industria del Regno di Norvegia Cecilie Myrseth, con la firma di una lettera d’intenti destinata a rafforzare il partenariato tra i due Paesi.

Una collaborazione orientata alle catene del valore europee

L’accordo rappresenta un ulteriore passo nell’attuazione della dichiarazione congiunta sottoscritta nel 2025 e consolida il lavoro avviato attraverso il Gruppo di lavoro congiunto dedicato alle materie prime critiche.

Nel quadro delle politiche europee per la resilienza industriale, Roma e Oslo puntano a sviluppare nuove forme di collaborazione per rafforzare le catene del valore strategiche e ridurre le dipendenze esterne in settori considerati essenziali per la competitività del continente. Tra questi, le materie prime critiche assumono un ruolo centrale per garantire la sicurezza degli approvvigionamenti e sostenere lo sviluppo delle industrie ad alta tecnologia.

“La Norvegia è per l’Italia e per l’Europa un partner strategico in una fase in cui energia, materie prime critiche e sicurezza economica determinano la competitività delle nostre imprese e l’autonomia industriale del continente”, ha dichiarato Urso.

“Il Business Forum alla Farnesina ha confermato il forte interesse delle imprese a costruire nuove filiere comuni. Con Oslo vogliamo rafforzare una collaborazione concreta per ridurre le dipendenze strategiche dell’Europa, presidiare le catene del valore e sviluppare progetti comuni anche in Paesi terzi, a partire dall’Africa, nel solco del Piano Mattei”.

Energia, idrogeno ed eolico tra i settori prioritari

La Norvegia occupa una posizione rilevante nello scenario energetico europeo e viene considerata da Roma un interlocutore strategico per la sicurezza degli approvvigionamenti e per lo sviluppo di nuove filiere industriali.

L’intesa si inserisce infatti in una cooperazione che coinvolge comparti ad alto valore strategico come l’idrogeno, l’eolico e le tecnologie legate alla transizione energetica, settori destinati a incidere in modo crescente sulla competitività industriale europea.

In questa prospettiva, la disponibilità di risorse naturali, comprese le materie prime critiche, e competenze industriali complementari rappresenta un fattore determinante per sostenere gli obiettivi di autonomia strategica perseguiti dall’Unione Europea.

Cresce la presenza degli investimenti norvegesi in Italia

Uno degli elementi emersi durante l’incontro riguarda il rafforzamento della presenza industriale norvegese nel mercato italiano.

Secondo i dati illustrati nel corso del confronto istituzionale, operano attualmente in Italia 245 imprese a partecipazione norvegese, che impiegano oltre 3.200 addetti e generano un fatturato complessivo pari a circa 1,7 miliardi di euro.

Numeri che evidenziano un rapporto economico già consolidato e che potrebbe beneficiare ulteriormente delle nuove iniziative di cooperazione previste dalla lettera d’intenti, soprattutto nei comparti collegati alle materie prime critiche, all’energia e alle tecnologie avanzate.

Lo spazio entra nell’agenda industriale bilaterale

Tra gli ambiti individuati per l’ampliamento della collaborazione figura anche il settore spaziale, sempre più considerato una componente strategica delle politiche industriali europee.

I due ministri hanno confermato la volontà di rafforzare il dialogo nel comparto aerospaziale, valorizzando le complementarità esistenti tra le rispettive industrie e favorendo nuove opportunità di collaborazione tra imprese e istituzioni.

La scelta assume particolare rilevanza in vista della Conferenza ministeriale di medio periodo della Agenzia Spaziale Europea (ESA), prevista a Roma entro la fine dell’anno. L’appuntamento rappresenterà un momento significativo per definire priorità programmatiche e investimenti futuri, in un contesto in cui le capacità industriali spaziali sono sempre più collegate ai temi della sicurezza economica, dell’innovazione tecnologica e dell’accesso alle materie prime critiche necessarie per le filiere avanzate.

Materie prime critiche e spazio, una convergenza strategica

L’intesa tra Italia e Norvegia evidenzia come le materie prime critiche stiano diventando un elemento trasversale alle principali filiere industriali avanzate, comprese quelle aerospaziali.

Dall’elettronica ai sistemi satellitari, fino alle infrastrutture energetiche e alle tecnologie per la transizione verde, l’accesso sicuro alle risorse strategiche è destinato a influenzare la capacità dell’Europa di sviluppare una base industriale competitiva e resiliente.

In questo quadro, il rafforzamento della cooperazione tra Roma e Oslo va oltre la dimensione bilaterale e si inserisce nella più ampia strategia europea volta a consolidare le filiere industriali considerate essenziali per la crescita economica e tecnologica del continente. La collaborazione sulle materie prime critiche, insieme ai progetti nei settori energetico e spaziale, rappresenta uno degli strumenti attraverso cui i Paesi europei cercano di rafforzare la propria autonomia industriale in un contesto internazionale sempre più competitivo.

Michelangelo Moles

Michelangelo Moles laureato magistrale in Corporate Communication e Media è specializzato nei temi della space economy e della blue economy, con particolare attenzione agli aspetti legati all’innovazione, alla comunicazione strategica e alla divulgazione dei nuovi modelli economici connessi al mare e allo spazio.

Nel corso degli anni ha acquisito una forte capacità di strutturare informazioni, notizie e approfondimenti sui principali comparti dell’economia dello spazio e dell’economia del mare: satelliti, telecomunicazioni, osservazione della Terra, space tech, portualità, logistica, innovazione marittima, sostenibilità, tecnologie dual use e interconnessioni tra settore aerospaziale e blue economy.