L’Italia rafforza la filiera della Space Economy

Stati Generali dello Spazio

La Space Economy italiana entra in una nuova fase di consolidamento istituzionale e industriale. Con il lancio degli Stati Generali dello Spazio, il Governo e il Parlamento intendono costruire un percorso di confronto diffuso sui territori per valorizzare una filiera che negli ultimi anni ha registrato una significativa crescita economica e occupazionale. Gli Stati Generali dello Spazio rappresentano inoltre uno strumento di coordinamento nazionale volto a rafforzare il dialogo tra istituzioni, industria e ricerca.

Presentati a Palazzo Piacentini, sede del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, gli Stati Generali dello Spazio prevedono venti appuntamenti distribuiti nelle sedici regioni italiane che ospitano distretti aerospaziali. L’iniziativa è promossa dall’Intergruppo parlamentare per lo Spazio con il coinvolgimento del Governo e di numerosi rappresentanti istituzionali.

“Lo spazio è un settore che oggi unisce l’Italia e proietta la sua industria e la sua economia nel futuro. Venti eventi in sedici regioni, dal Nord al Sud, promossi da un Intergruppo parlamentare che riunisce maggioranza e opposizione e accompagnati dal Governo con la presenza di quindici ministri e otto tra viceministri e sottosegretari, dimostrano che il Paese ha scelto di fare sistema su una delle frontiere decisive della crescita, della sicurezza e della sovranità tecnologica”, ha dichiarato il ministro Adolfo Urso.

Gli Stati Generali dello Spazio come strumento di coordinamento nazionale

L’iniziativa nasce con l’obiettivo di coinvolgere l’intero ecosistema spaziale italiano, dalle grandi imprese alle PMI, dalle startup ai centri di ricerca, fino alle università e alle nuove competenze specializzate.

Secondo il presidente dell’Intergruppo parlamentare per lo Spazio, Andrea Mascaretti, il confronto territoriale rappresenta un passaggio necessario per sostenere la crescita di un comparto che sta assumendo un peso crescente nell’economia nazionale.

“Gli Stati Generali dello Spazio servono a supportare questa sfida nazionale, partendo dai territori dove è presente l’eccellenza dell’industria aerospaziale italiana: imprese, universita, centri di ricerca, startup e giovani competenze”, ha dichiarato Mascaretti.

L’approccio scelto punta a consolidare una visione condivisa tra istituzioni e operatori della filiera, favorendo una maggiore integrazione delle politiche industriali dedicate al settore.

Crescono fatturato, occupazione ed export dell’aerospazio italiano

Nel corso della presentazione, il ministro Urso ha illustrato alcuni indicatori che evidenziano l’espansione dell’economia dello spazio in Italia.

Tra il 2021 e il 2024 il fatturato della filiera spaziale è passato da 1,9 miliardi di euro a 3,1 miliardi di euro, mentre il numero degli addetti è cresciuto da 5.900 a 8.900 unità.

Anche il commercio internazionale mostra una dinamica positiva. L’export aerospaziale ha registrato un incremento del 23,3% rispetto al 2022, mentre gli investimenti diretti esteri nel comparto sono aumentati del 37,1%.

Particolarmente significativa risulta la crescita del mercato italiano dei servizi di Osservazione della Terra, che nel 2025 ha raggiunto un valore di 340 milioni di euro, con un incremento del 73% rispetto al 2022.

“Numeri che confermano come lo spazio sia uno dei nuovi comparti emergenti del Made in Italy e una leva decisiva della politica industriale nazionale”, ha sottolineato Urso.

Gli investimenti pubblici al centro della strategia spaziale italiana

La crescita della filiera è accompagnata da un importante programma di investimenti pubblici.

Secondo quanto illustrato dal Governo, le risorse destinate all’ecosistema aerospaziale raggiungono 7,8 miliardi di euro entro il 2028, tra fondi nazionali ed europei.

La ripartizione prevede 3,5 miliardi di euro per il contributo italiano all’Agenzia Spaziale Europea (ESA), 2,3 miliardi di euro destinati all’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e ulteriori 2 miliardi di euro provenienti dal PNRR e da altre amministrazioni nazionali.

Le risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza hanno inoltre sostenuto la realizzazione di quattro Space Factory in Piemonte, Lombardia, Lazio e Puglia, infrastrutture produttive concepite per supportare l’innovazione industriale, la crescita delle PMI e lo sviluppo delle startup del comparto.

Dalla legge nazionale sullo spazio allo Space Act europeo

L’iniziativa si inserisce in un quadro istituzionale più ampio che vede l’Italia impegnata nella definizione delle regole della nuova economia spaziale.

Nel suo intervento, Urso ha richiamato il percorso che ha portato all’approvazione della prima normativa nazionale dedicata al settore, con disposizioni rivolte anche alla partecipazione degli operatori privati e al sostegno delle imprese innovative.

Parallelamente, l’Italia è coinvolta nel processo di definizione dello Space Act europeo, considerato uno degli strumenti chiave per rafforzare la competitività dell’industria spaziale continentale in un contesto globale sempre più competitivo.

ESA, NASA e Artemis nella proiezione internazionale dell’Italia

La strategia nazionale guarda anche al rafforzamento delle collaborazioni internazionali.

Tra i dossier evidenziati dal ministro figurano la presidenza italiana del Consiglio ministeriale dell’ESA fino al 2028 e il consolidamento della cooperazione con la NASA.

In questo contesto si colloca anche la partecipazione italiana al programma Artemis, attraverso la realizzazione nel Paese del modulo abitativo destinato a supportare una presenza stabile degli astronauti sulla Luna.

“Abbiamo riportato lo spazio al centro della politica industriale nazionale e della proiezione internazionale dell’Italia”, ha affermato Urso. “Dalle regole agli investimenti, dall’ESA alla NASA, fino alla nuova sfida lunare, l’Italia dimostra di avere scienza, tecnologia e imprese per stare sulla frontiera più avanzata dello spazio”.

L’avvio degli Stati Generali dello Spazio rappresenta quindi non soltanto un ciclo di incontri territoriali, ma anche un passaggio politico che punta a consolidare il ruolo della Space Economy come componente strutturale della strategia industriale italiana. Attraverso gli Stati Generali dello Spazio, il Governo punta inoltre a rafforzare il coordinamento dell’ecosistema nazionale in un contesto internazionale in cui capacità tecnologiche, autonomia strategica e competitività economica risultano sempre più interconnesse.

Michelangelo Moles

Michelangelo Moles laureato magistrale in Corporate Communication e Media è specializzato nei temi della space economy e della blue economy, con particolare attenzione agli aspetti legati all’innovazione, alla comunicazione strategica e alla divulgazione dei nuovi modelli economici connessi al mare e allo spazio.

Nel corso degli anni ha acquisito una forte capacità di strutturare informazioni, notizie e approfondimenti sui principali comparti dell’economia dello spazio e dell’economia del mare: satelliti, telecomunicazioni, osservazione della Terra, space tech, portualità, logistica, innovazione marittima, sostenibilità, tecnologie dual use e interconnessioni tra settore aerospaziale e blue economy.