Infini.to coordina un laboratorio spaziale educativo nazionale

Laboratorio spaziale educativo
Credito: ESERO ITALIA

Un astronauta in orbita lunare è in difficoltà e l’unica speranza di salvezza è una missione di soccorso coordinata dalla Terra. È questo lo scenario del laboratorio spaziale educativo che coinvolge studenti e studentesse da tutta Italia in una sfida didattica ispirata allo stile della missione Apollo 13. I partecipanti, organizzati in team, sono chiamati ad aiutare l’astronauta a effettuare un allunaggio di emergenza, sopravvivere sul suolo lunare, reperire risorse e progettare il rientro sulla Terra utilizzando solo materiali di fortuna e ingegno.

A chi è rivolto il laboratorio spaziale educativo

Il laboratorio è rivolto alle classi della scuola secondaria di primo grado e agli ultimi due anni della scuola primaria, coinvolgendo interi gruppi classe insieme ai docenti. L’attività si svolge in modalità guidata e collaborativa, favorendo l’apprendimento attivo e la partecipazione di tutti gli studenti.

La durata complessiva è di due ore:

  • scuola secondaria di primo grado: dalle 10:00 alle 12:00
  • ultimi due anni della scuola primaria: dalle 14:00 alle 16:00

Obiettivi formativi e lavoro di squadra

Il laboratorio spaziale educativo ha come obiettivo principale lo sviluppo di competenze trasversali fondamentali per la formazione scientifica e tecnologica. Tra gli obiettivi della missione figurano:

  • collaborare come un vero equipaggio spaziale
  • risolvere problemi complessi attraverso creatività e pensiero critico
  • costruire, smontare, testare e migliorare soluzioni, imparando anche dall’errore

Un approccio che mette al centro il lavoro di squadra e la sperimentazione pratica, elementi chiave dell’educazione STEM.

Il metodo Tinkering come approccio educativo

Il laboratorio si basa sul metodo Tinkering, un approccio educativo fondato sull’apprendimento attraverso il fare. Nei laboratori Tinkering non si parte da una teoria predefinita, ma si apprendono concetti scientifici e tecnici costruendo oggetti e prototipi, attraverso un percorso esplorativo.

La creatività, il problem solving e la possibilità di sbagliare e riprovare sono elementi centrali del processo di apprendimento, rendendo l’esperienza coinvolgente e formativa per studenti di diverse età.

Requisiti tecnici e materiali di fortuna

Il collegamento avverrà tramite piattaforma Google Meet, con la necessità di una connessione internet stabile, una videocamera o webcam con microfono e casse.
Le classi utilizzeranno materiali di uso comune – come palloncini, bottiglie di plastica, cartone, elastici, spago e altri oggetti di recupero – per progettare e testare soluzioni ingegneristiche. Non è obbligatorio disporre di tutti i materiali elencati, ma la varietà degli strumenti favorisce la riuscita dell’attività Tinkering.

Infini.to come centro di controllo della missione

Infini.to – Planetario di Torino, Museo dell’Astronomia e dello Spazio “Attilio Ferrari” fungerà da centro di controllo della missione, mentre le classi collegate da remoto opereranno come veri team spaziali. Un’esperienza che invita gli studenti a pensare come ingegneri, agire come astronauti e sognare come esploratori, rendendo il laboratorio spaziale educativo un potente strumento di divulgazione e formazione scientifica.

Michelangelo Moles

Michelangelo Moles laureato magistrale in Corporate Communication e Media è specializzato nei temi della space economy e della blue economy, con particolare attenzione agli aspetti legati all’innovazione, alla comunicazione strategica e alla divulgazione dei nuovi modelli economici connessi al mare e allo spazio.

Nel corso degli anni ha acquisito una forte capacità di strutturare informazioni, notizie e approfondimenti sui principali comparti dell’economia dello spazio e dell’economia del mare: satelliti, telecomunicazioni, osservazione della Terra, space tech, portualità, logistica, innovazione marittima, sostenibilità, tecnologie dual use e interconnessioni tra settore aerospaziale e blue economy.