
La NASA annuncia l’ampliamento della revisione anonima delle proposte scientifiche e il sostegno a 10 Genesis Mission Fellows, dottorandi che saranno coinvolti in attività di ricerca collegate alle missioni dell’agenzia. Le due iniziative intervengono su aspetti centrali della governance scientifica statunitense: i criteri di selezione dei progetti e lo sviluppo di competenze avanzate nei laboratori NASA.
L’annuncio è stato presentato l’8 ottobre 2026 in occasione dello Science: A Golden Age Summit, organizzato a Washington dall’Office of Science and Technology Policy (OSTP) della Casa Bianca. Le misure si inseriscono negli indirizzi dell’amministrazione Trump delineati nel rapporto Science: A New Golden Age, pubblicato a luglio.
Le decisioni riguardano due strumenti distinti. Il primo punta a migliorare le procedure attraverso cui vengono valutate le proposte scientifiche, riducendo la possibile influenza di fattori estranei al merito dei progetti. Il secondo prevede il sostegno a dottorandi con competenze nella super intelligence e nelle discipline scientifiche o ingegneristiche, con l’obiettivo di integrare nuove capacità nelle attività di ricerca dell’agenzia.
La NASA amplia la revisione anonima delle proposte scientifiche
La prima iniziativa prevede l’istituzione di un programma coordinato di metascienza all’interno della Science Mission Directorate, la struttura responsabile delle attività scientifiche dell’agenzia.
La metascienza studia i processi attraverso cui viene prodotta, valutata e organizzata la conoscenza scientifica. Nel caso della NASA, il programma mira a migliorare affidabilità, efficienza, trasparenza e produttività delle pratiche di ricerca.
Uno degli strumenti individuati è l’estensione della dual-anonymous peer review, un sistema di valutazione nel quale l’identità dei proponenti e quella dei revisori rimangono reciprocamente nascoste durante l’esame delle proposte.
La procedura punta a concentrare il giudizio sul merito scientifico dei progetti, limitando il peso che elementi come la reputazione dei ricercatori o l’appartenenza istituzionale potrebbero esercitare sulla selezione.
Non si tratta di un approccio completamente nuovo. La NASA aveva avviato una sperimentazione durante la prima amministrazione Trump. L’annuncio attuale ne prevede un impiego più esteso nell’ambito di un’iniziativa coordinata dedicata al miglioramento delle pratiche scientifiche.
La decisione assume rilevanza istituzionale perché interviene sui meccanismi attraverso cui vengono selezionate le proposte di ricerca. Una valutazione maggiormente concentrata sui contenuti potrebbe ampliare le opportunità per progetti innovativi o non convenzionali, indipendentemente dalla notorietà dei proponenti.
L’effettiva capacità della revisione anonima di migliorare qualità ed equità della selezione dovrà tuttavia essere verificata attraverso l’applicazione delle nuove procedure e la valutazione dei risultati.
Genesis Mission Fellows, il sostegno della NASA a dieci ricercatori
La seconda iniziativa riguarda il sostegno a 10 Genesis Mission Fellows, dottorandi impegnati in percorsi accelerati e caratterizzati da una doppia preparazione: competenze nella super intelligence (SI) e conoscenze scientifiche o ingegneristiche.
Secondo quanto annunciato dall’agenzia, i ricercatori lavoreranno direttamente su ambiti collegati alle missioni NASA e condurranno attività nei laboratori dell’ente, contribuendo allo sviluppo della scoperta scientifica attraverso applicazioni della super intelligence.
La NASA utilizza espressamente questa denominazione nel comunicato, collocando l’iniziativa nell’ambito delle tecnologie avanzate per la ricerca. Il documento non fornisce tuttavia una definizione tecnica dettagliata della SI né specifica quali sistemi saranno impiegati dai ricercatori.
Le fellowship saranno basate sul Future Investigators in NASA Earth and Space Science and Technology (FINESST), programma attraverso cui l’agenzia sostiene la formazione di nuovi ricercatori nelle scienze della Terra e dello spazio.
Il collegamento con FINESST rappresenta un elemento significativo della scelta istituzionale. La NASA intende utilizzare un modello di sostegno alla ricerca già sperimentato, adattandolo allo sviluppo di competenze interdisciplinari considerate rilevanti per le proprie attività scientifiche.
L’inserimento dei Genesis Mission Fellows nei laboratori e negli ambiti operativi dell’agenzia potrebbe inoltre favorire un rapporto più diretto tra formazione avanzata ed esigenze delle missioni.
La misura non riguarda quindi soltanto il sostegno individuale ai ricercatori, ma anche la possibilità di integrare nuove competenze nei processi scientifici della NASA.
Il comunicato dell’8 ottobre non indica l’ammontare complessivo delle risorse destinate alle fellowship, le modalità di selezione dei partecipanti o il calendario di avvio delle attività. Questi elementi saranno necessari per valutare la dimensione effettiva del programma e le sue modalità di attuazione.
Le due iniziative delineano un orientamento comune: intervenire sulle condizioni organizzative che influenzano la produzione scientifica, dalla valutazione delle proposte alla disponibilità di competenze specialistiche.
Per la NASA, il passaggio successivo sarà tradurre gli annunci in procedure e attività concrete. L’estensione della revisione anonima e l’avvio delle fellowship rappresenteranno due elementi attraverso cui valutare l’attuazione delle nuove priorità scientifiche dell’agenzia.
Fonte dati: NASA
Il team editoriale di Economia dello Spazio Magazine, il magazine di riferimento della Space Economy Made in Italy.









