Northrop Grumman userà Pegasus per evitare il rientro di Swift

L'aereo vettore L-1011 Stargazer con il razzo Pegasus Northrop Grumman prima della missione destinata a mantenere operativo l'osservatorio Swift della NASA.
Il razzo Pegasus agganciato all’aereo vettore L-1011 Stargazer. Il sistema sarà utilizzato nella missione che punta a evitare il rientro dell’osservatorio Swift della NASA. (Credito fotografico: Northrop Grumman)

L’estensione della vita operativa delle infrastrutture spaziali sta diventando uno dei temi più rilevanti per il futuro della Space Economy. In questo contesto, Pegasus Northrop Grumman sarà protagonista di una missione che punta a mantenere in attività l’Osservatorio Neil Gehrels Swift della NASA, minacciato dal progressivo decadimento della sua orbita.

Il lancio previsto a giugno vedrà la sonda LINK di Katalyst Space tentare di raggiungere Swift e trasferirlo su un’orbita più elevata, evitando che la resistenza atmosferica renda impossibile il recupero del satellite scientifico. L’operazione rappresenta un esempio concreto di come le future attività di servicing orbitale possano contribuire a preservare asset spaziali di alto valore scientifico e tecnologico.

Pegasus Northrop Grumman per la missione di risposta rapida verso Swift

Secondo quanto comunicato da Northrop Grumman, il vettore Pegasus è stato individuato come il sistema in grado di soddisfare contemporaneamente i requisiti di tempistica, orbita e budget necessari per raggiungere Swift prima che il decadimento orbitale comprometta definitivamente la missione.

Il razzo, noto per la sua configurazione a lancio aereo, viene rilasciato da un velivolo L-1011 Stargazer e può operare senza dipendere da un singolo sito di lancio. Questa caratteristica consente una notevole flessibilità operativa, elemento considerato determinante per una missione che richiede tempi particolarmente rapidi.

Con oltre 45 lanci effettuati dal 1990, Pegasus Northrop Grumman ha supportato numerose missioni scientifiche e di esplorazione, consolidando una lunga esperienza nel trasporto di piccoli carichi utili verso l’orbita terrestre bassa.

L’aggiornamento dell’avionica e l’eredità tecnologica di Pegasus

La missione destinata a Swift coincide anche con un’importante evoluzione tecnologica del vettore. Il programma prevede infatti un aggiornamento completo dell’avionica, finalizzato a modernizzare il sistema mantenendo al tempo stesso il patrimonio tecnico accumulato in decenni di attività.

“Pegasus è stato determinante nel lancio di satelliti scientifici nel corso degli anni, e il fatto di averlo lanciato con una missione a risposta rapida dall’atollo di Kwajalein evidenzia appieno le sue capacità: assemblaggio rapido, test e riposizionamento globale”, ha affermato Steve Hollo, ingegnere capo di Pegasus.

“L’ultima missione prevede un aggiornamento completo dell’avionica per modernizzare il razzo, preservando al contempo decenni di eredità tecnologica. Inoltre, non essendo vincolati a un singolo sito di lancio, ci offrono un’incredibile flessibilità e reattività che pochi altri veicoli possono eguagliare.”

Per la missione diretta verso Swift, il lancio è previsto dall’atollo di Kwajalein, una scelta che consente di raggiungere più efficacemente l’orbita a bassa inclinazione dell’osservatorio.

Oltre vent’anni di attività scientifica per l’osservatorio Swift

Realizzato da Northrop Grumman presso il sito di Gilbert, in Arizona, e lanciato nel 2004, Swift era stato inizialmente progettato per una missione della durata di appena due anni.

L’osservatorio è stato sviluppato per studiare i lampi di raggi gamma, tra i fenomeni più energetici dell’universo. Nel corso della sua vita operativa ha rilevato oltre 1.700 lampi gamma, contribuendo a chiarire l’origine di alcune esplosioni cosmiche associate alla fusione di stelle di neutroni e alla formazione di buchi neri.

“Swift è stato progettato per osservare i lampi di raggi gamma, così fugaci che nessun telescopio precedente era in grado di catturarli. Swift rileva i lampi di raggi gamma su una vasta porzione di cielo e poi si riorienta rapidamente (swiftly) per puntare potenti telescopi a raggi X e ultravioletti e osservare il bagliore residuo delle esplosioni che si affievolisce”, ha ricordato John Jordan, ingegnere capo originale della missione.

Come il caso Swift anticipa il mercato del servicing orbitale

Al di là dell’importanza scientifica di Swift, la missione assume una rilevanza particolare per l’evoluzione della Space Economy.

La possibilità di intervenire su satelliti e osservatori già operativi per correggerne l’orbita o prolungarne la vita utile è considerata uno dei segmenti emergenti dell’industria spaziale. Invece di sostituire infrastrutture ancora funzionanti con nuovi veicoli, il servicing orbitale punta infatti a massimizzare il valore degli asset esistenti.

In questo scenario, Pegasus Northrop Grumman rappresenta una dimostrazione concreta di capacità operative rapide e flessibili applicate alla gestione delle infrastrutture spaziali. L’operazione che coinvolgerà LINK, Pegasus e Swift potrebbe costituire un importante banco di prova per future missioni dedicate alla manutenzione, al riposizionamento e all’estensione della vita operativa di satelliti scientifici e commerciali.

Le iniziative di questo tipo stanno attirando crescente attenzione perché consentono di valorizzare investimenti già effettuati e di ridurre la necessità di sostituire anticipatamente asset ancora funzionali. In tale prospettiva, Pegasus Northrop Grumman evidenzia come competenze sviluppate nel corso di decenni possano trovare nuove applicazioni in un mercato che guarda sempre più alla sostenibilità e alla gestione a lungo termine delle infrastrutture spaziali.

Fonte dati: Northrop Grumman

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Il team editoriale di Economia dello Spazio Magazine, il magazine di riferimento della Space Economy Made in Italy.