
Il portafoglio ordini Officina Stellare supera i 208 milioni di euro e pone il gruppo davanti a una nuova fase industriale: trasformare la crescita delle commesse in maggiore capacità produttiva, sostenuta da investimenti e da un nuovo finanziamento da 75 milioni di euro.
La dimensione industriale della crescita emerge dal valore della produzione pro-forma, arrivato a 55,6 milioni di euro, in aumento del 31% sul primo semestre 2025. Lo Spazio rappresenta il 35,8% del valore della produzione, davanti all’Aviation con il 27,4%, mentre seguono Sistemi di Difesa, Navale e Cybersecurity. Secondo la società, l’incremento è stato trainato principalmente dalle attività spaziali e aeronautiche.
Il dato assume particolare rilievo alla luce della composizione del portafoglio ordini. Al 30 giugno, lo Spazio pesa per il 30%, l’Aviation per il 27,9%, i Sistemi di Difesa per il 22%, il Navale per il 13,6% e la Cybersecurity per il 4,5%. Nel solo semestre sono stati acquisiti ordini per circa 82,9 milioni di euro. Il livello raggiunto ad agosto amplia quindi la visibilità sull’attività futura, ma aumenta contemporaneamente l’importanza della capacità produttiva necessaria a trasformare il backlog in produzione.
Portafoglio ordini Officina Stellare: la crescita spinge gli investimenti produttivi
La risposta industriale passa attraverso un piano di investimenti che interessa più aree del gruppo. Nel primo semestre Officina Stellare ha sostenuto capex per 10 milioni di euro, rispetto ai 6,3 milioni dello stesso periodo del 2025. Di questi, 5,1 milioni sono stati destinati ad attività di ricerca e sviluppo, contro 3,9 milioni un anno prima.
Tra i progetti indicati dalla società figurano l’avanzamento del nuovo stabilimento dedicato alla produzione dei terminali lasercom di volo, l’espansione della capacità per le stazioni ottiche di terra (OGS) e il potenziamento delle attività MRO, delle linee di assemblaggio e del centro di ricerca e sviluppo per i sistemi avionici. Non si tratta quindi soltanto di aumentare i volumi: gli investimenti riguardano capacità industriali legate a tecnologie che il gruppo sta già portando su programmi e contratti concreti.
Nello Spazio, nel corso del 2026 il gruppo ha ottenuto un contratto con l’Agenzia Spaziale Italiana per lo sviluppo e la qualifica di un dimostratore in orbita VLEO e partecipa, con ASI e Leonardo, alla realizzazione di sistemi ottici per la missione iperspettrale PRISMA Second Generation. Sul fronte delle comunicazioni ottiche, un contratto con Leonardo riguarda terminali ottici di volo destinati a collegamenti ad alta velocità inter-satellite e satellite-terra, mentre l’accordo con l’Institute of Photonic Sciences (ICFO) spagnolo prevede la realizzazione di una stazione ottica di terra per applicazioni Lasercom e Quantum Key Distribution (QKD).
Anche l’Aviation contribuisce all’ampliamento della base industriale. Tra le commesse riportate figurano lo sviluppo e la fornitura del sistema di controllo dello sterzo per il Phantom 3500 di Otto Aerospace, forniture per Boeing e lo sviluppo di un Get Home Display per Leonardo. Il quadro che ne deriva è quello di una capacità produttiva distribuita tra più mercati aerospaziali e della difesa, con lo Spazio che mantiene comunque il peso maggiore sia nella produzione sia nel portafoglio ordini.
La crescita dei volumi si riflette anche sulla redditività pro-forma. L’EBITDA adjusted del semestre è salito a 6,6 milioni di euro, con un incremento del 56%, mentre l’EBIT adjusted ha raggiunto 1,8 milioni, in crescita del 52%. Il risultato netto adjusted è pari a 0,8 milioni, rispetto a 0,1 milioni nel primo semestre 2025. La società attribuisce l’aumento della marginalità anche al contributo della leva operativa, mentre la crescita degli ammortamenti riflette principalmente l’avvio dell’impiego di progetti di sviluppo tecnologico.
I dati richiedono tuttavia una distinzione importante. Le grandezze utilizzate per descrivere l’andamento industriale sono pro-forma e confrontano lo stesso perimetro del gruppo post-fusione per l’intero primo semestre 2026 e 2025, includendo anche Sitep Italia. Il perimetro del bilancio consolidato pubblicato è invece influenzato dalla fusione per incorporazione di Global Aerospace Technologies Group in Officina Stellare, efficace dal 1° giugno 2026 con effetti contabili retrodatati al 1° gennaio. Per questa ragione i dati contabili storici e quelli pro-forma non sono direttamente sovrapponibili.
Il finanziamento da 75 milioni amplia le risorse per investimenti e acquisizioni
Alla crescita operativa si affianca il rafforzamento della capacità finanziaria. Officina Stellare ha sottoscritto con Intesa, Crédit Agricole Italia, Cassa Depositi e Prestiti, JPMorgan e UniCredit un finanziamento unsecured committed da complessivi 75 milioni di euro, con durata di sei anni. L’operazione comprende una linea term da 50 milioni e una revolving da 25 milioni.
Circa 20 milioni di euro della linea term saranno destinati al rifinanziamento del debito bancario esistente; le risorse rimanenti potranno sostenere crescita organica e inorganica, investimenti, capex, esigenze di cassa e capitale circolante. Secondo quanto comunicato dalla società, l’operazione dovrebbe incrementare nel breve la cassa di circa 30 milioni di euro, ai quali si aggiunge la linea revolving da 25 milioni non utilizzata.
È un passaggio rilevante soprattutto se letto insieme all’aumento degli investimenti e alla strategia di consolidamento del perimetro industriale. A fine luglio il gruppo ha infatti sottoscritto il contratto per acquisire il 100% di Mavel, società attiva nella progettazione e produzione di motori elettrici senza terre rare per aerospazio e difesa e nello sviluppo di sistemi di progettazione basati sull’intelligenza artificiale. L’operazione amplia ulteriormente il portafoglio di competenze tecnologiche che Officina Stellare sta aggregando attorno al proprio nucleo originario.
La disponibilità di capitale diventa così parte integrante della strategia industriale. Con un portafoglio ordini superiore ai 208 milioni di euro, investimenti in aumento e nuovi impianti dedicati anche alle comunicazioni ottiche, la questione centrale non riguarda soltanto la capacità di acquisire nuove commesse, ma quella di aumentare la scala produttiva trasformando il backlog in produzione e sostenendo la crescita della marginalità. I prossimi risultati permetteranno di misurare quanto rapidamente gli investimenti in corso riusciranno a tradurre il backlog accumulato in produzione e risultati economici.
Il team editoriale di Economia dello Spazio Magazine, il magazine di riferimento della Space Economy Made in Italy.









