IRIDE entra nella fase operativa: i servizi satellitari arrivano alla Pubblica Amministrazione

Servizi geospaziali IRIDE: Melbourne Park e Rod Laver Arena osservati dal satellite HEO Pathfinder
Il Melbourne Park e la Rod Laver Arena osservati dal satellite HEO Pathfinder in occasione dell’ Australia Open. Crediti: IRIDE Programme.

Con l’avvio dei primi servizi geospaziali IRIDE, l’infrastruttura nazionale di Osservazione della Terra comincia a tradurre l’investimento pubblico nello spazio in strumenti utilizzabili dalle istituzioni. Dal 1° ottobre 2026 sono disponibili 18 servizi, articolati in 109 prodotti, destinati a supportare la Pubblica Amministrazione nel monitoraggio e nella gestione del territorio, dalle emergenze alle risorse idriche, fino alla qualità ambientale e alle infrastrutture critiche.

Il rilascio segna un passaggio rilevante soprattutto sul piano istituzionale: IRIDE entra nella fase in cui dati satellitari, informazioni territoriali e modelli di analisi vengono trasformati in strumenti operativi per gli utenti pubblici. È il passaggio dalla costruzione della capacità nazionale di Osservazione della Terra alla sua progressiva utilizzazione da parte delle amministrazioni.

IRIDE è di proprietà dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) ed è stato sviluppato dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA) in collaborazione con ASI attraverso le risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), integrate dal Piano Nazionale Complementare (PNC). Un processo che ha raggiunto un’altra tappa il 1° luglio 2026, quando il Marketplace è stato aperto agli utenti istituzionali nazionali e il programma ha iniziato il progressivo passaggio sotto la gestione operativa dell’ASI.

I servizi geospaziali IRIDE per la gestione del territorio

La portata del nuovo rilascio emerge soprattutto dalla varietà delle funzioni affidate ai servizi geospaziali. Per il controllo della qualità delle acque costiere, IRIDE utilizza osservazioni dei satelliti europei Copernicus Sentinel-2 e Sentinel-3, dalle quali vengono elaborati prodotti per monitorare clorofilla, solidi sospesi e torbidità.

Un’altra componente riguarda i movimenti della superficie terrestre. In questo caso entrano in gioco le osservazioni radar dei satelliti argentini SAOCOM e della costellazione COSMO-SkyMed, dell’ASI e del Ministero della Difesa. Secondo quanto indicato nel programma, SAOCOM garantisce la copertura nazionale, mentre COSMO-SkyMed permette osservazioni più frequenti su aree specifiche. I dati possono così essere impiegati per individuare e seguire deformazioni del terreno associate a frane, terremoti e fenomeni di origine naturale o antropica, oltre che per il monitoraggio del patrimonio culturale e delle infrastrutture critiche.

La disponibilità dei servizi amplia inoltre il perimetro di utilizzo dell’Osservazione della Terra nella gestione delle risorse idriche. Le applicazioni comprendono il monitoraggio della siccità, della disponibilità e qualità dell’acqua e delle condizioni della vegetazione. Nelle aree urbane, invece, i prodotti possono essere impiegati per osservare l’isola di calore e identificare le zone maggiormente esposte.

A queste capacità si aggiungono servizi dedicati alla qualità dell’aria, ai gas serra e ad alcune variabili climatiche essenziali. Tra i parametri considerati figurano temperatura delle superfici, precipitazioni, neve, nuvole, radiazione solare, metano e anidride carbonica.

Particolarmente rilevante per le amministrazioni è la componente dedicata alla gestione delle emergenze. I servizi possono essere attivati su richiesta in presenza di incendi, alluvioni, terremoti, eventi meteorologici estremi e tsunami. Le informazioni geospaziali permettono di delimitare le aree interessate e valutare i danni a edifici e infrastrutture; nel caso degli allagamenti, è prevista anche la stima della profondità dell’acqua.

Il perimetro comprende infine il monitoraggio degli insediamenti umani e applicazioni di Environmental Intelligence, con strumenti destinati a individuare e seguire nel tempo possibili accumuli illeciti di rifiuti e scarichi nei corpi idrici. In questo caso l’informazione satellitare entra direttamente nel sistema di supporto alle attività pubbliche di controllo e tutela ambientale.

Il Marketplace porta IRIDE verso l’utilizzo istituzionale

La disponibilità dei primi prodotti attraverso il Marketplace rappresenta quindi un passaggio funzionale nell’evoluzione del programma. La rilevanza non risiede soltanto nella quantità di dati raccolti dallo spazio, ma nella possibilità di trasformarli in informazioni utilizzabili dalle amministrazioni per attività che spaziano dalla prevenzione alla risposta alle emergenze, dalla gestione ambientale alla sorveglianza delle infrastrutture.

È anche su questo terreno che si misura il ruolo istituzionale di IRIDE: mettere a disposizione della Pubblica Amministrazione una capacità nazionale che integra osservazioni provenienti da differenti missioni e le traduce in prodotti geospaziali orientati a esigenze operative specifiche. Il modello consente inoltre di combinare asset nazionali, come COSMO-SkyMed, con missioni europee e internazionali quali Sentinel e SAOCOM.

Dietro il Service Segment opera anche una filiera industriale italiana. La gestione operativa è affidata a Planetek Italia ed e-GEOS, che coordinano i rispettivi raggruppamenti. Partecipano inoltre Also Space, CMCC, SAM scrl, Serco Italia e TeamDev srl. Il loro ruolo è legato alla realizzazione e all’erogazione dei servizi che permettono di trasformare l’informazione proveniente dai sistemi di Osservazione della Terra in prodotti destinati agli utenti istituzionali.

Con il rilascio del 1° ottobre, IRIDE non conclude però il proprio percorso operativo. Il programma prevede l’attivazione progressiva di ulteriori servizi e prodotti. La fase che si apre sposta quindi l’attenzione dalla disponibilità dell’infrastruttura alla sua effettiva capacità di entrare nei processi della Pubblica Amministrazione: è nell’utilizzo concreto dei dati per conoscere, gestire e proteggere il territorio che l’investimento nazionale in Osservazione della Terra è chiamato ora a tradursi in capacità istituzionale.

Michelangelo Moles

Michelangelo Moles laureato magistrale in Corporate Communication e Media è specializzato nei temi della space economy e della blue economy, con particolare attenzione agli aspetti legati all’innovazione, alla comunicazione strategica e alla divulgazione dei nuovi modelli economici connessi al mare e allo spazio.

Nel corso degli anni ha acquisito una forte capacità di strutturare informazioni, notizie e approfondimenti sui principali comparti dell’economia dello spazio e dell’economia del mare: satelliti, telecomunicazioni, osservazione della Terra, space tech, portualità, logistica, innovazione marittima, sostenibilità, tecnologie dual use e interconnessioni tra settore aerospaziale e blue economy.