EOGS, a Leonardo lo studio sull’architettura della futura Osservazione della Terra europea

Simonetta Cheli, Christoph Kautz e Massimo Claudio Comparini alla firma del contratto per lo studio EOGS
Simonetta Cheli, Direttrice dei Programmi di Osservazione della Terra dell’ESA, Christoph Kautz, Direttore per Space Policy, Satellite Navigation and Earth Observation della Commissione europea, e Massimo Claudio Comparini, Managing Director della Divisione Spazio di Leonardo, durante la cerimonia di firma del contratto per lo studio architetturale EOGS.

La futura architettura dell’EOGS entra nella fase di studio, aprendo un passaggio rilevante per la filiera europea dell’Osservazione della Terra destinata alla sicurezza e alla difesa. Leonardo si è aggiudicata dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA) un contratto di studio per definire una delle possibili architetture dell’EU Earth Observation Governmental Service (EOGS), la capacità destinata a utilizzare i dati satellitari a supporto dell’autonomia decisionale europea nei settori della sicurezza e della difesa.

Il contratto riguarda uno dei due studi architetturali paralleli finanziati dalla Commissione europea e sottoscritti con l’ESA nell’ambito del Financial Framework Partnership Agreement (FFPA). Non si tratta quindi ancora dell’implementazione dell’EOGS: questa fase dovrà individuare e valutare differenti opzioni per la sua futura configurazione. La Commissione europea prevede che la capacità sia resa disponibile agli Stati membri nel prossimo quadro finanziario pluriennale dell’UE, relativo al periodo 2028-2034.

Dal punto di vista industriale, il passaggio è rilevante perché lo studio dovrà stabilire come integrare capacità oggi distribuite tra operatori e infrastrutture differenti. L’obiettivo è arrivare alla definizione di un’architettura end-to-end sovrana, resiliente e federata, capace di comprendere l’intera catena del valore dell’Osservazione della Terra: sistemi e sensori spaziali, infrastrutture di terra, elaborazione dei dati e servizi.

EOGS, un’architettura federata per mettere a sistema gli asset europei

Il principio della federazione rappresenta uno degli elementi centrali del progetto. La futura capacità dovrà infatti poter mettere in relazione asset nazionali, istituzionali e commerciali, esistenti e futuri, consentendo loro di operare all’interno di un sistema integrato.

È su questo terreno che lo studio assume una valenza industriale più ampia del singolo contratto. Definire l’architettura significa anche individuare quali capacità siano già disponibili in Europa, dove esistano lacune e quali soluzioni possano rispondere alle esigenze operative degli utilizzatori nei settori della sicurezza e della difesa.

Il gruppo guidato da Leonardo partirà proprio dai requisiti degli utenti per effettuare una gap analysis delle capacità disponibili. Le diverse configurazioni saranno quindi valutate sulla base di prestazioni, resilienza, capacità di risposta e sostenibilità economica.

Nel progetto confluiranno le competenze e le tecnologie di Leonardo e delle joint venture Telespazio, Thales Alenia Space ed e-GEOS, insieme a quelle dei partner del consorzio. Tra gli asset presi in considerazione rientra anche la costellazione proprietaria di Osservazione della Terra di Leonardo.

Lo studio si collega inoltre alle attività preparatorie European Resilience from Space for Earth Observation (ERS-EO), che comprendono la preparazione delle capacità necessarie all’EOGS e la loro potenziale federazione con asset nazionali ed europei di Osservazione della Terra a duplice uso.

Questa impostazione richiede che le diverse componenti della catena del dato satellitare possano operare all’interno di un quadro comune, rendendo rilevante l’interoperabilità tra infrastrutture e operatori.

Simonetta Cheli, Direttrice dei Programmi di Osservazione della Terra dell’ESA, ha definito il contratto «un passo importante nel percorso verso una capacità europea sovrana di Osservazione della Terra a supporto della sicurezza e della resilienza», sottolineando l’obiettivo di mettere a sistema «asset nazionali, istituzionali e commerciali all’interno di un quadro operativo condiviso».

Una filiera che coinvolge sette Paesi europei

La composizione del consorzio mostra la dimensione continentale dello studio. Il progetto interessa un ecosistema industriale distribuito in sette Paesi — Italia, Francia, Germania, Spagna, Lussemburgo, Portogallo e Polonia.

Accanto a Leonardo e alle joint venture Telespazio, Thales Alenia Space ed e-GEOS partecipano OHB, GAF, HiTec, Alioth, CEiiA, Argotec, Satlantis, KPLabs, AIKO e SITAEL. La presenza di operatori con competenze diverse riflette la natura end-to-end dell’architettura che dovrà essere studiata e la necessità di combinare tecnologie e infrastrutture distribuite lungo la filiera europea dell’Osservazione della Terra.

Per Massimo Claudio Comparini, Managing Director della Divisione Spazio di Leonardo, «l’autonomia strategica dell’Europa dipende sempre più dalla sua capacità di accedere, comprendere e utilizzare dati critici provenienti dallo spazio». Attraverso lo studio EOGS, ha aggiunto, Leonardo contribuirà con le proprie tecnologie, infrastrutture e competenze e con quelle della Space Alliance alla definizione della futura capacità.

Il punto industriale sarà comprendere quale combinazione di asset possa soddisfare i requisiti europei senza considerare separatamente sistemi spaziali, segmento di terra e servizi basati sui dati. La valutazione della sostenibilità economica insieme a prestazioni, resilienza e rapidità di risposta indica inoltre che la definizione dell’EOGS dovrà confrontarsi non soltanto con requisiti operativi e tecnologici, ma anche con la fattibilità delle diverse configurazioni.

Il contratto assegnato a Leonardo rappresenta dunque una fase di progettazione, non ancora una scelta sull’architettura definitiva. Le opzioni che emergeranno contribuiranno a definire quali competenze industriali e quali combinazioni di asset saranno necessarie per costruire la futura infrastruttura europea di Osservazione della Terra destinata agli utenti governativi.

Michelangelo Moles

Michelangelo Moles laureato magistrale in Corporate Communication e Media è specializzato nei temi della space economy e della blue economy, con particolare attenzione agli aspetti legati all’innovazione, alla comunicazione strategica e alla divulgazione dei nuovi modelli economici connessi al mare e allo spazio.

Nel corso degli anni ha acquisito una forte capacità di strutturare informazioni, notizie e approfondimenti sui principali comparti dell’economia dello spazio e dell’economia del mare: satelliti, telecomunicazioni, osservazione della Terra, space tech, portualità, logistica, innovazione marittima, sostenibilità, tecnologie dual use e interconnessioni tra settore aerospaziale e blue economy.