La sicurezza del Mediterraneo è una priorità strategica per l’Italia e per l’intero sistema europeo. Lo ha ribadito l’Ammiraglio di Divisione Fabio Gregori, Sotto Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, intervenendo al 3° Forum Space&Blue al Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Nel suo intervento, Gregori ha messo in evidenza come la stabilità del Mediterraneo sia cruciale per la sicurezza energetica, commerciale e tecnologica del Paese, richiedendo un approccio sempre più integrato tra dimensione marittima, spazio e underwater.
Un mare centrale per energia, commercio e connettività
Gregori ha ricordato dati fondamentali: il 90% del traffico mondiale delle merci viaggia via mare, mentre il 99% del traffico dati globale passa attraverso le dorsali sottomarine.
L’Italia dipende dal mare per il 60% delle importazioni e il 50% delle esportazioni, e il Mediterraneo rappresenta il 20% del traffico marittimo mondiale.
Un ulteriore elemento di rilevanza è che nel Mediterraneo transita il 65% degli approvvigionamenti energetici dell’UE e convergono cinque metanodotti, di cui tre provenienti dal mare.
Questi dati spiegano perché la sicurezza del Mediterraneo sia una sfida strategica che va oltre la dimensione militare, coinvolgendo economia, tecnologia, energia e infrastrutture critiche.
Infrastrutture sottomarine e vulnerabilità globali
Le infrastrutture critiche subacquee – gasdotti, oleodotti e dorsali di telecomunicazione – sono diventate obiettivi sensibili in un contesto geopolitico caratterizzato da conflitti, instabilità e minacce ibride.
Gregori ha citato le crisi nel Mar Rosso e la crescente criticità dell’area di Bab el-Mandeb, che hanno costretto molte compagnie a deviare le rotte via Capo di Buona Speranza, con impatti significativi su costi, tempi e sicurezza marittima.
Per rispondere a queste sfide, la Marina Militare conduce dal 2022 l’operazione “Fondali Sicuri”, dedicata al monitoraggio e alla protezione delle infrastrutture subacquee nazionali.
Il contributo dello spazio alla sicurezza marittima
Gregori ha sottolineato il ruolo crescente delle capacità spaziali nella sicurezza del Mediterraneo. Le costellazioni satellitari abilitano:
- sorveglianza marittima avanzata
- dark detection dei traffici non cooperativi
- monitoraggio del clima e dell’ambiente
- rilevamento di inquinamenti e anomalie
- sistemi di early warning
- supporto alla sicurezza delle frontiere
L’integrazione tra asset navali, piattaforme aeree, sensoristica subacquea e sistemi satellitari consente un controllo più efficace e continuo del dominio marittimo.
Verso una filiera integrata mare–spazio–underwater
Gregori ha inoltre insistito sulla necessità di rafforzare il Polo nazionale della dimensione subacquea, già composto da oltre 250 realtà industriali e accademiche, e su un ecosistema capace di integrare tecnologie marittime, spaziali e subacquee in un’unica visione multidominio.
Secondo l’Ammiraglio, marittimità e tecnologia devono procedere insieme per garantire resilienza e competitività nazionale.
Conclusione
L’intervento al 3° Forum Space&Blue conferma che la sicurezza del Mediterraneo è oggi un obiettivo condiviso tra istituzioni, industria e mondo scientifico. L’Italia, grazie alla sinergia tra spazio, mare e underwater, è chiamata a guidare un modello di protezione e innovazione capace di rispondere alle sfide di un contesto globale in rapida evoluzione.
Redazione Economia dello Spazio Magazine










